Nuova puntata della telenovela

Premessa d’obbligo:
Gli sceneggiatori della telenovela hanno festeggiato l’addio al celibato di un loro compagno e per la puntata della XI Commissione (indagine conoscitiva del numero degli aventi diritto) erano leggermente di fuori e hanno confuso i brogliacci con quelli della prossima stagione del serial The Walking Dead ed ecco cosa salta fuori:
cinquemilacinquecento zombies barcollando si alzano dalle loro cattedre sotterranee e invadono il MIUR e l’INPS, sfondano le porte dell’XI commissione …
leggono il testo licenziato oggi relativo alla copertura per 3500 e visto che solo 3500 sopravviveranno si scatena la guerra fra gli zombies ed i poveri docenti che tanto si agitano per la pensione per rimanere nel numero dei 3500 fortunati …

La prossima puntata giovedì 4 luglio


Considerazioni sul resoconto

Premetto, a scanso di equivoci, che sarei stracontento di chiudere la mia professione di docente al 31 agosto P.V. ne dubito, ma ne sarei felicissimo.
Provo ad analizzare il testo pubblicato da Raoul alla luce del mio pessimismo cosmico ;-)
Le garanzie di Boccia sono le tipiche del politico al clientes e sono quanto di meno politically correct si possa leggere su tutti i blog di disperati in questi momenti di crisi:
«il vostro è un caso a parte», «la vostra sarà una eccezione», «per voi, solo per voi, faremo uno stralcio», «il vostro è un errore palese…», come per dire… ancor più palese di quello degli esodati.!!!
Già mi ero trovato in disaccordo con Carlo per:
” Noi siamo quei pochi e basta, poi ci sono anche gli inabili e gli ITP (i quali aspettano ancora una risposta), ma sono un altro capitolo, degno d’ascolto e di soluzione anch’essi, ma un altro capitolo … “
(A questo punto ci vuole una dotta citazione) Si arriva a rovesciare l’aforisma di Blanc *, reso celebre da Marx** ma mutuato dagli Atti degli Apostoli 4.34/35***

Note
*A ciascuno secondo i suoi bisogni, da ciascuno secondo le sue capacità o come preferirebbe G. Grasso À chacun selon ses besoins, de chacun selon ses facultés
**In una fase piú elevata della società comunista, dopo che è scomparsa la subordinazione asservitrice degli individui alla divisione del lavoro, e quindi anche il contrasto fra lavoro intellettuale e fisico; dopo che il lavoro non è divenuto soltanto mezzo di vita, ma anche il primo bisogno della vita; dopo che con lo sviluppo onnilaterale degli individui sono cresciute anche le forze produttive e tutte le sorgenti della ricchezza collettiva scorrono in tutta la loro pienezza, solo allora l’angusto orizzonte giuridico borghese può essere superato, e la società può scrivere sulle sue bandiere: Ognuno secondo le sue capacità; a ognuno secondo i suoi bisogni!
K. Marx- F. Engels, Opere scelte
***34Tra i credenti nessuno mancava del necessario, perché quelli che possedevano campi o case li vendevano, e i soldi ricavati li mettevano a disposizione di tutti: 35li consegnavano agli apostoli e poi venivano distribuiti a ciascuno secondo le sue necessità.

mendicare la soluzione per il suo solo problema e in culo tutti gli altri.

Un altro punto debole è la Sede Legislativa la richiesta non ha bisogno solo del 90% dei presenti ma ha anche bisogno del gentile yes di Saccomanni e Giovannini prima di essere accolta, poi il senato e infine la pubblicazione.
Il governo deve essere ben saldo per occuparsi del PdL 249 e non occuparsi della propria sopravvivenza … dopo le due sentenze … inibitorie del Berlusca è in arrivo quella della corruzione di De Gregorio. Intanto i falchi berlusconiani se non ottengono la riforma del titolo IV sulla magistratura che faranno?
La paura del finale della telenovela Pensione Quota 96 si fa reale.
cade
Ed allora OTTIMISMO …. e AUGURI A TUTTI QUANTI.
Franco


RESOCONTO PRESIDIO CCQ96 del 26/06/2013

LEGGO SUL SITO DI RAOUL E DIFFONDO

Commenterò nel pomeriggio quando sarò libero da esami.

 

La manifestazione di oggi è stata MOLTO proficua. Non appena arrivati al presidio, cioè da subito, abbiamo intercettato Francesco Boccia il quale ci ha immediatamente rassicurati dicendoci che, alla commissione Bilancio, quando approderà la pdl 249 per l’approvazione della copertura finanziaria, non ci saranno difficoltà né ostacoli di alcun genere. Si è espresso con parole molto incoraggianti al nostro indirizzo. Ecco quelle che ricordo: «il vostro è un caso a parte», «la vostra sarà una eccezione», «per voi, solo per voi, faremo uno stralcio», «il vostro è un errore palese…», come per dire… ancor più palese di quello degli esodati.!!! E infine ha affermato «il caso avrà l’appoggio del Pd al 100%». Successivamente abbiamo incontrato altri deputati del M5S, da Manuela Serra a Michela Montevecchi. Infine sono arrivati Maria Marzana e Luigi Gallo, venuti a salutarci e ad assicurarci il loro completo sostegno. Dopo un po’ è sopraggiunta anche la nostra splendida Manuela Ghizzoni accompagnata dalla senatrice Incerti, la relatrice della pdl 249, che Manuela ha voluto farci conoscere. L’on. Ghizzoni ci ha spiegato, pazientemente ed in modo dettagliato, che domani arriveranno i dati richiesti all’INPS e al MIUR e che, se la proposta di legge dovesse trovare la giusta convergenza, cosa possibile ed auspicabile in quanto firmata da tutti gli schieramenti politici, servirebbero almeno 10-15 giorni per il transito nelle altre commissioni (Affari costituzionali e Bilancio) e alla fine, se tutto andrà bene come spera, e lo ha ripetuto, ci sarà la definitiva approvazione, senza ulteriori passaggi in aula, IN SEDE LEGISLATIVA, dove per approvazione è necessario il voto favorevole di almeno il 90% dei presenti. Quindi, da adesso in poi, saranno fondamentali queste 2/3 settimane di intenso lavoro non solo per loro ma anche per noi, di paziente attesa e speranza.
La cosa più bella che ci è capitata, perché del tutto inaspettata, è stata l’opportunità che le onorevoli Pannarale e Ghizzoni ci hanno procurato quando siamo saliti al quarto piano del “Palazzo”: un’udienza con l’on. Damiano e tutta la XI commissione Lavoro.

Ragazzi, che emozione!
Siamo saliti io, Giuseppe Grasso, Kiara Farigu e Vincenzo Linardi (quest’ultimo era senza giacca e gliela hanno prestata!); ci hanno fatto accomodare prima nel corridoio davanti alle sale dove si riuniscono le varie commissioni e poi nella «Sala XI Commissione», gremita di deputati. Damiano ci ha formalmente presentati agli altri deputati presenti come delegazione del COMITATO CIVICO QUOTA 96 che stava manifestando in piazza Montecitorio, ha illustrato a grandi linee la nostra storia, ricordando loro che è in discussione già da qualche settimana, e poi ci ha dato l’opportunità di esporre il nostro pensiero.
Giuseppe, a nome di tutti, ha ribadito sinteticamente la nostra vicenda con molto garbo e molto tatto esprimendo la nostra speranza che l’odissea di cui siamo stati vittime possa avere finalmente una fine positiva. Manuela Ghizzoni, dopo Giuseppe, ha spiegato quanto era stato già fatto e quanto lavoro ci fosse ancora fare ma che l’impegno di tutta la commissione era fuori discussione. Abbiamo ringraziato della possibilità che ci è stata data nel riceverci e siamo usciti.
Vi assicuro, ragazzi, che ogni minuto che ci hanno concesso è stato sfruttato al meglio!!.
Nella sala d’attesa ci siamo soffermati ancora qualche minuto con Annalisa Pannarale per ringraziarla così come avevamo fatto con tutte le altre deputate. Nella concitazione, e per ascoltare meglio le sue parole, mi sono seduta su di un tavolino messo tra i divani ed immediatamente sono stata ripresa, come un’alunna, ed invitata a sistemarmi, in maniera più consona, su una poltrona. Quanta formalità nel palazzone!
Questo è tutto.
Da domani OTTIMISMO: ci aspettano tre settimane infuocate e dobbiamo sprigionare energia positiva. I rinvii potrebbero esserci ancora ma ciò non significa rifiuto o bocciatura.
Possiamo farcela, anzi DOBBIAMO FARCELA.

AUGURI A TUTTI NOI!
Nadia Marta, Presidente del CCQ96


Abbiamo toccato il fondo?

Il rinvio della discussione, in XI Commissione Lavoro della Camera – (C. 249 Ghizzoni e C. 1186 Marzana – Rel. Incerti) è uno dei tanti piccoli segnali che tendono a confermare quanto da me supposto da tempo. Si procrastina per prendere tempo e ritardare di un anno il processo di svecchiamento della scuola italiana.
Ieri a Parigi è stato presentato il rapporto OCSE “Education at a glance 2013″.
Nonostante questa mazzata sulla scuola italiana che ci affossa culturalmente, leggi P. Almirante (anche lui Q96) su La Tecnica della Scuola la Sen. Puglisi, correttamente devo dire, ci manda il paradiso, ma senza dire quando:
“Anche quest’anno i dati Ocse ci ricordano che il nostro Paese ha bisogno di raddoppiare il numero dei laureati e dimezzare la dispersione scolastica entro il 2020″. La dichiarazione è della capogruppo Pd in Commissione Istruzione a Palazzo Madama Francesca Puglisi, che sottolinea che “nella contrazione del numero dei giovani intenzionati ad entrare nelle università emerge, purtroppo, tutta la crisi di fiducia che stanno vivendo i giovani italiani. Ancora una volta i nostri insegnanti sono i più anziani e i peggio pagati”.
Per questo, aggiunge Puglisi “ricordiamo al governo Letta di prevedere, tra le misure, il pensionamento degli insegnanti quota 96 per liberare i posti per l’immissione di giovani precari che da troppo tempo attendono la stabilizzazione. Inoltre, di inserire tra le misure di flessibilità in uscita il comparto della scuola che ha bisogno di un profondo rinnovamento”.

Rossi Doria, maestro di strada, che in strada rimanderei volentieri, invece fa da contralto:
“Il nostro auspicio – conclude Rossi Doria – è che si possa aprire al più presto, compatibilmente con il progressivo miglioramento dei nostri conti pubblici, una vera stagione di riparazione ed innovazione in cui nuove risorse possano essere destinate alla valorizzazione della professione dei docenti, all’edilizia scolastica, al diritto allo studio e al sostegno del successo formativo”.

Ho scaricato il pdf, l’ho girovagato qua e la, non ho la voglia, ora, di leggerlo tutto, se avete tempo e voglia è leggibile cliccando sull’immagine sotto:

Education at a Glance 2013 | OECD Free preview | Powered by Keepeek Digital Asset Management Solution


Cosa farò!

Ho pubblicato il post di Carlo Bertani perché mi sembrava emblematico.
Tornato a casa dagli esami … la routine, la posta, un giro sugli altri 3 blog e vedo che sul sito della Ghizzoni qualcuno ha pubblicato il link all’articolo di Carlo.
L’ho riletto e poi ancora un’altra volta, rileggendolo bene e analizzandolo trovo qualcosa che non mi quadra, non a pelle, perché anch’io voglio finalmente essere libero dal lavor ma razionalmente, da anarcocomunista ci leggo qualcosa che non posso accettare.
Quando Carlo scrive:
” Noi siamo quei pochi e basta, poi ci sono anche gli inabili e gli ITP (i quali aspettano ancora una risposta), ma sono un altro capitolo, degno d’ascolto e di soluzione anch’essi, ma un altro capitolo: non vogliamo distinguerci per chissà quali ragioni, è solo per non sentirci rispondere (come già è capitato) “che la platea è di circa 7500 persone”, ossia usando gli inabili/ITP come una clava (ossia sommandoli a noi), perché “ci sono 7500 “Quota più gli altri”. Non giocate coi numeri, per favore.”

ci leggo la disperazione, ben argomentata, ma è la disperazione che ho letto in tanti post, messaggi e mail di colleghi “bruciati” che venderebbero l’anima per andare in pensione. Ci leggo la supplica al potere di trovare quei luridi soldi per mandarci via. Il PdL 249 è per noi disperati, incazzati quota96, solo per noi!
Non per gli inidonei, non per gli ITP, non per i colleghi del ’53 che al termine al 31 agosto 2012 non avevano 40 anni di servizio per un giorno, un mese … non per quelli stanchi e amareggiati come noi dalla distruzione della scuola pubblica e nati nel ’54, solo per noi quota96!
Io l’anima non la vendo, nemmeno la mia dignita di Compagno!
Le mostruosità della Fornero e del governo Monti sono le stesse dei provvedimenti che potrà prendere il governo Letta, le stesse di ogni governo che il PD o il PDL potranno mai fare in difesa di questo Stato che ingoia il lavoro, i diritti, le conquiste dei lavoratori per salvare la rendita di pochi.
Non Riusciranno a fermare le lotte contro di loro.
Turchia Brasile …solo l’Italia non si sveglia?
Si sveglierà, si sveglierà e per loro come a Niscemi, come a Taranto, come in Val Susa sarà dura!
Franco


Che ne farete di noi?

Leggo sul sito di Raoul e cerco di dargli respiro fissandolo in un post leggibile anche fra qualche tempo. … anche se bene o male tutti noi giriamo i quattro siti di riferimento: Quello dell’On. Ghizzoni, questo, quello di Raoul e l’ultimo nato di Antonio (in stretto ordine di … nascita).
Franco

Che ne farete di noi?
di Carlo Bertani
In genere, stuoli di soloni-psicologi-sociologi si sono sempre sperticati per affermare che la pensione non è una cosa da prendere sotto gamba: è la fuoruscita da un mondo (quello del lavoro) che ci ha accompagnati dalla fine della scuola in poi, o lì presso.
Ciascuno di noi ha dunque riflettuto a lungo, cercando di capire se era pronto per il passo: se le cose fossero rimaste come prima della fornarina, molti sarebbero restati ancora qualche anno a scuola – perché sicuri di potersene andare quando volevano – e, quindi, non stressati né “bruciati”.

In quella riforma è andato in fumo il rapporto di fiducia fra i lavoratori e le istituzioni (sindacati compresi), del quale l’esempio di “Quota96” è senz’altro il più eclatante: un diritto rubato sul filo di lana, quando molti ritenevano che l’anno scolastico in corso sarebbe stato l’ultimo e già avevano predisposto scenari nuovi, proprio per voltare pagina e non trovarsi spiazzati.

Oggi, le stesse persone – questa platea di 61-63enni – sono finite: non hanno più nulla da dare, non sopportano più i ragazzi e l’entrare in classe è un tormento. Non che stiano tanto meglio i più giovani, ma essi sperano in qualche tipo di riforma che è nell’aria – anche a costo di perderci qualcosa sull’assegno pensionistico – e, soprattutto, il tradimento non è capitato nell’anno in cui si spalancavano le porte della quiescenza che – credeteci – è un’esperienza sconvolgente.

Adesso partirà il balletto delle cifre per perdere altro tempo – già l’abbiamo capito – in ogni modo ve lo ripetiamo: siamo intorno alle 3500-4000 persone complessivamente, docenti ed ATA. Non tirateci fuori dal cappello numeri strampalati come quelli degli esodati: uno, nessuno o centomila parevano essere.

Noi siamo quei pochi e basta, poi ci sono anche gli inabili e gli ITP (i quali aspettano ancora una risposta), ma sono un altro capitolo, degno d’ascolto e di soluzione anch’essi, ma un altro capitolo: non vogliamo distinguerci per chissà quali ragioni, è solo per non sentirci rispondere (come già è capitato) “che la platea è di circa 7500 persone”, ossia usando gli inabili/ITP come una clava (ossia sommandoli a noi), perché “ci sono 7500 “Quota più gli altri”. Non giocate coi numeri, per favore.

I “numeri” sono questi, e li conoscete benissimo:
3500 “Quota circa.

3000 inabili circa

500 ITP circa

Come osservate, la somma fa circa 7000: una coincidenza insolita vero?

Alcuni di noi sono anche ITP, è vero, e la soluzione di “Quota porterebbe giovamento anche da quelle parti.

Cosa capiterà?

Non so cos’abbiate in mente, ma se avete a cuore la scuola ed i suoi bilanci dovete ascoltarci, ed aprire bene le orecchie.
Per prima cosa la didattica: questa è gente che non ce la fa più. Ergo, vi toccherà pagare una marea di supplenze, perché la depressione indotta dal vostro scellerato comportamento non è uno scherzo. Sentito parlare di suicidi? I più – semplicemente – vanno ed andranno a scuola “a singhiozzo” con delle ricadute sulla didattica non di poco conto: a questa età (non so se le vostre tabelle raccontano qualcosa) i normali acciacchi dell’età iniziano ad approssimarsi. In aggiunta, voi ci avete assommato una cappa di depressione: cosa vi aspettate?
In seconda battuta – volendo andare a spulciare meglio i bilanci, come ha ben spiegato il sen. Imposimato – andrebbe in quiescenza gente che ha raggiunto i massimi scaglioni di retribuzione e verrebbe sostituita da docenti e personale più giovane che hanno, secondo le tabelle, una retribuzione minore. Dunque, un risparmio per lo Stato: questo non lo calcolate mai quando parlate di “coperture”.
Addirittura, per le classi di concorso ad esaurimento, che ci sono anche in “Quota , non ci sarebbe nessuna sostituzione: un risparmio netto!
L’INPS, già, l’INPS.

La Carrozza del Ministro sta correndo trainata da focosi destrieri: parla di 2014, 2015, eccetera…assunzioni, migliaia qui, migliaia là…il 2013? Non si può, perché ci sono stati pochi pensionamenti: patatina oggi, pollo domenica, come sempre. Solo che, con le arie che tirano, non scommetteremmo un euro che la Ministra Carrozza sarà ancora al suo posto nel 2014, tanto meno nel 2015: non siamo per principio ostili alla Carrozza, solo che il governo italiano è “stabile” come un novantenne in rianimazione, checché ne dica Letta.
Non riteniamo – dopo le ultime “performance” sulle “auto blu” e sulle mille corruzioni che la Magistratura scopre ogni giorno che Dio manda sulla Terra – che sia, schiettamente, una questione di soldi.
Si tratta, in realtà, di un tabù che non si riesce a superare, ossia che la riforma Fornero sia quella che salverà i conti italiani: oggi è dimostrato che, se i conti fossero a posto, non sentiremmo parlare continuamente di nuove tasse e gabelle.

L’intervento di Monti ha semplicemente “congelato” la società italiana, non ha fatto nulla per farla risorgere: se andiamo a rileggere le promesse di crescita di Monti (2%, 4%, addirittura 12%!) – di solo un anno or sono! – possiamo assegnare al “professore” un tiepido 18, chiedendogli di tornare alla prossima sessione d’esami se vuole di più.

Mario Monti ha fallito, Elsa Fornero ha fallito…è stato il peggior governo che l’Italia abbia mai avuto, attento solo ai bilanci bancari (come, poi…) e completamente disinteressato alle dinamiche sociali, che sono quelle che fanno impresa, riempiono i supermercati, inseriscono i giovani nel mondo del lavoro e generano così quel vigore che è andato perduto.

Il liberismo/congelamento selvaggio di Monti ha fallito, è sotto gli occhi di tutti: sarebbe meglio cambiare strada, ed il miglior modo sarebbe proprio quello di rimediare ad un’ingiustizia palese, anche sotto il profilo giuridico.

Mandateli in pensione questa gente che tanto ha sofferto, subito, senza attendere altri passaggi parlamentari: fate vostra la proposta che è in commissione a firma congiunta PD-M5S-SEL, vi hanno trovato tutte le copertura finanziarie che cercavate, persino di più.
Al contrario delle vostre paure, vi diciamo che la vicenda di “Quota sarebbe un buon modo per invertire questo malefico trend che ci porta, come un sommergibile colpito a morte, a scendere negli abissi: non è accumulando gasolio che si salva il battello, bensì alleggerendolo.

Fatelo, senza indugi.

Carlo Bertani


Ancora su BES e INVALSI

Ricevo da Nanni … COBAS Palermo e condivido con chi abbia ancora voglia, all’ultimo collegio dell’anno scolastico, di continuare a lottare per una scuola che non c’è:
dal sito la letteratura e noi diretto da Romano Luperini
vari link con commenti sulla questione B.E.S.

http://www.laletteraturaenoi.it/index.php/la-scuola-e-noi/scuola-e-universita/140-le-scatole-e-le-etichette-sull-invalsi-e-i-bes-nella-scuola-pubblica-il-dibattito-sui-bes-1.html

http://www.laletteraturaenoi.it/index.php/la-scuola-e-noi/scuola-e-universita/141-i-bes,-i-fatti-e-le-paure-risposta-a-carlo-scataglini-il-dibattito-sui-bes-2.html

http://www.laletteraturaenoi.it/index.php/la-scuola-e-noi/scuola-e-universita/143-bisogni-educativi-speciali-alcune-opportunità-da-cogliere-il-dibattito-sui-bes-3.html

http://www.laletteraturaenoi.it/index.php/la-scuola-e-noi/scuola-e-universita/144-funzionamento-inclusivo-limite-una-proposta-il-dibattito-sui-bes-4.html

http://www.laletteraturaenoi.it/index.php/la-scuola-e-noi/scuola-e-universita/148-andrea-canevaro-sui-bisogni-educativi-speciali-il-dibattito-sui-bes-5.html

http://www.laletteraturaenoi.it/index.php/la-scuola-e-noi/scuola-e-universita/149-so-fare-se-il-dibattito-sui-bes-6.html

anche qualche interessante link su test e invalsi

http://www.laletteraturaenoi.it/index.php/la-scuola-e-noi/scuola-e-universita/132-lo-strumento-perfetto.html

http://www.laletteraturaenoi.it/index.php/la-scuola-e-noi/scuola-e-universita/133-cooperazione-o-meritocrazia-il-ruolo-dell-invalsi-nel-progetto-di-vita.html

http://www.laletteraturaenoi.it/index.php/la-scuola-e-noi/scuola-e-universita/134-la-credibile-storia-di-diane-ravitch-sulla-scuola-dei-test.html

Buona lettura
Franco