DE PROFUNDIS

DE PROFUNDIS
di Pierino Giordano
Nell’ultima scena del film Jesus Crist Superstar, tutti i protagonisti, dopo aver concluso il rito della crocefissione, dismessi gli abiti di scena, si salutano mestamente; ognuno con il suo bagaglio, la sua valigia e quanto altro, torna alla vita di tutti i giorni. Ognuno si porta dentro, abbandonando la scena, la consapevolezza di lasciare qualcosa di sé sul set cinematografico che non troverà più nella vita quotidiana.
Questi eravamo ieri .
Nel presidio di piazza S. Silvestro, come tanti scolaretti in gita nella capitale, dopo aver indossato le immancabili T-shirt, e le foto ricordo da mostrare orgogliosamente ai colleghi assenti, osservati pateticamente dal funzionario Digos, che si chiedeva se mai un gruppo come il nostro avesse mai potuto rappresentare un problema per l’ordine pubblico, ha prevalso ancora una volta la linea della morbida conciliazione e del dialogo illuminato! La solita delegazione nel palazzo del Potere, ascoltata dai nostri seriosi rappresentanti politici, che anche nella fase di più amara sconfitta trovano il modo di galleggiare e di ingannare ancora i loro interlocutori peraltro fieri – come sostiene Giuseppe Grasso nel suo rendiconto – del tono confidenziale che qualcuno di essi ( Boccia) concede, e di sostenere come sostiene ancora Grasso, che: … “ Fioroni è stato molto utile sotto questo punto di vista e se non avessimo organizzato il presidio di oggi non avremmo mai potuto usufruire di questa possibilità che ha spiazzato e stupito la triade che ci ha accolto !?! “
Ognuno di noi convinto di aver avuto un insostituibile ruolo nella annosa vicenda di quota 96 lascia presidi e slogan incamminandosi verso casa.
E’ FINITA… SI TORNA A SCUOLA!
Fra qualche giorno i blog saranno inanimati, silenziosi … muti !
Se ne faranno una ragione i loro promotori, che in questo lungo periodo hanno raccolto come una enorme cloaca tutti i nostri rigurgiti ed i nostri vomiti sociali, senza mai promuovere concrete azioni di rivendicazione, dando l’illusione – in qualche caso la certezza – ai vari inserzionisti e commentatori che la loro protesta virtuale, attraverso il clic potesse sortire effetti risolutivi per la loro giusta rivendicazione.
Se ne faranno una ragione quei promotori di blog, che intanto hanno maturato la convinzione di essere proprietari e censori delle altrui opinioni, che si sentono in diritto di commentare e criticare, con lo spirito mai indomito dell’insegnate che deve esprimere un giudizio e valutare sempre e comunque. Potranno continuare il loro prezioso compito per consentire ai colleghi di scambiarsi, sulla rete, le notizie relative alla salute dei propri cari o di come hanno trascorso le vacanze.
Ce ne faremo una ragione tutti, nei prossimi anni di lavoro che ci aspettano, nella cura della famiglia e dei nostri interessi , scoprendo finalmente quanto siano utili gli articoli letterari di Carlo Bertani, quando la sera li leggeremo sottovoce per addomentarci.
E’ il momento del silenzio.
Credo sia il momento del silenzio dignitoso.
Credo sia il momento di tacere, di chiudere definitivamente questa dolorosa vicenda della quale siamo stati protagonisti e vittime, tornando alle nostra cattedre, nelle nostre aule e di non fornire più a questi personaggi occasioni di esercizio del loro inutile ruolo di interlocutori politici; eviteremo di essere presi ancora in giro!
Non possiamo concedere a questa rappresentanza politica di cialtroni e mestieranti della politica di prenderci ancora in giro; né è possibile che ancora oggi, qualcuno di loro come Fioroni o Rossi Doria, possano esprimere il massimo dell’iniziativa politica nella illuminante idea di contarci (magari con il dito alzato) per sapere quanti siamo. Non è possibile che Boccia possa ancora volerci far credere, per dimostrare il suo impegno, di voler emendare il decreto IMU in sede di conversione, oppure ancora in occasione della legge di stabilità per tenere in considerazione la nostra posizione. Sappiamo già come finirà. E lo sa anche lui !
E’ IL MOMENTO DI TACERE !
Mettiamo questi cialtroni di fronte al nostro silenzio ed al nostro sacrificio
Non dobbiamo più fornirgli occasioni di visibilità e di credito politico da parte della nostra categoria ! Torniamo a lavorare nella scuola per testimoniare ai nostri colleghi e nella società quanto la politica dei nostri mestieranti e cialtroni sia lontana da noi e dalla realtà. Torniamo a scuola per risvegliare se possibile le coscienze dei nostri allievi e futuri cittadini
E’ andata così ! Tocca a noi del 52 (e dintorni) di contribuire al risanamento dei conti pubblici. E’ toccato a noi vivere da protagonisti la rivoluzione sociale del 68, tocca ancora a noi pagarne le conseguenze !
Grazie a noi ed al nostro sacrificio per i prossimi anni, la Nazione potrà rispettare il patto economico di stabilità; grazie a noi ed al nostro sacrificio per i prossimi anni, gli onorevoli Boccia, Ghizzoni, Fioroni, Damiano ….etc. etc. , potranno conservare i loro stipendi ed i loro vantaggi; grazie a noi potranno continuare a ricevere delegazioni di creduloni che gratificheranno con il loro tono confidenziale ed alle quali dimostreranno il loro grande impegno per risolvere questo o quel problema.
Tutto questo grazie noi!
Quando questa emergenza economica sarà finita e quando mai si dovesse arrivare, ad una revisione della Normativa Fornero, il nostro sacrificio sarà dimenticato e superato dal tempo; nessuno saprà mai perché siamo rimasti a lavorare fino a 66 anni.
Se sparissimo all’improvviso, per gli effetti di una epidemia mirata ai nati in quegli anni, addirittura il vantaggio economico della Nazione sarebbe incalcolabile. Credo che addirittura i nostri mestieranti e cialtroni della politica si potrebbero estendere i benefici della Normativa che li vuole già in pensione dopo il mandato politico, anche ai loro parenti, al coniuge, all’amante ed anche al segretario.
Forse, nei piccoli paesi, saremmo ricordati con una lapide affianco a quella dei caduti di guerra e, nelle manifestazioni pubbliche, il nostro sacrificio sarà ricordato dal politico di turno ben grato a questi fessi di lavoratori instancabili che gli hanno pure concesso il privilegio di rappresentarli e di affidargli il futuro della nostra società.
Pierino Giordano

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