Crisi e sfruttamento dei giovani

Reblogged from: http://francomartino.eu/indignarsi-non-basta/

In Italia ormai il limite inferiore del salario sta diventando 0, e non sembra che ci sia una giusta e organizzata indignazione della società contro questo sfruttamento che diventa schiavismo.

I Call Center sono il luogo dove ormai tutto è consentito, giovani e anche vecchi costretti a subire qualsiasi contratto pur di sopravvivere.

Anni di liberismo selvaggio e accondiscenza dei governi di qualsiasi colore e dei sindacati, che in cambio di un lavoro qualsiasi accettano contratti capestri a nome di lavoratori che non rappresentano.

Questa estate parlando con una “giovane” di 39 anni, lavoratrice di un call center, mi aveva accennato, che per un periodo avevano dovuto accettare un salario orario di circa 2 €, in attesa che la società per cui lavorava firmasse una convenzione con le aziende che hanno esternalizzato, che garantisse una sistemazione decente.
Col tempo il suo contratto si è stabilizzato e lavorando 30 ore alla settimana raggiunge le 600 €.
E’ diplomata in un liceo artistico e abita al Sud, nella Locride, in una zona in cui la mafia ha il controllo del territorio.
L’azienda per cui lavora è gestita da personaggi legati all’ex AN di Fini, che aveva garantito in quel periodo,  che li avrebbe sistemati, accettando quella truffa di 2 €.
Il sindacato, con più iscritti, che gestisce le trattative è l’UGL, non mi dilungo sui favoritismi agli iscritti a questo sindacato.

Nel 2013, nella grande Torino, con la sua tradizione di lotta e di avanguardia nelle conquiste dei diritti dei lavoratori, è possibile lavorare un mese 100 ore ed essere, regolarmente retribuiti con 120 €.
Siamo a circa 1 € all’ora.
Tutto secondo norma, in quanto il “giovane” di 36 anni ha un rapporto di lavoro di “consulenza”, lavorando in un Call Center.
Viene retribuito in base a quanti contatti riesce a trovare per i “ragazzi” che vanno in giro per proporre  contratti della società IREN, che a Torino e in alcune città del Nord gestisce gas ed elettricità (vengono definite aziende Multiutility).
Per ogni contatto un  tot di “premio”.
Pensava che questo tipo di rapporto fosse per la prima settimana “di prova”.
Altri che avevano subodorato la fregatura non hanno accettato la settimana “di prova” ed hanno subito lasciato la ditta, che non vive in condizioni floride.
Quando ha scoperto l’imbroglio era alla terza settimana e se non avesse concluso il mese, non avrebbe preso niente.
Questo tipo di contratti sono stati introdotti dal primo governo Prodi, il cosidetto “pacchetto Treu”, L. 196 del 4 giugno 1997 ed era stata presentata come risolutiva per creare posti di lavoro ai giovani, in quanto le aziende non erano più soggette ai “lacciuoli” stretti delle precedenti norme.

Tiziano Treu è professore universitario ed è stato parlamentare e ministro. Lo stipendio e la pensione che si è garantito, con un contratto di lavoro normato e a tempo indeterminato, grida vendetta.

Il “giovane” di 36 anni è laureato in psicologia ed è specializzato in psicoterapia. Ha studiato 10 anni all’Università.
Ha tenuto una relazione ad un convegno di psicologi a Vienna.
Ha lavori precari e vive avendo in affidamento dei ragazzi e tentando di avviare uno studio di psicoterapeuti “giovani”.
A 36 anni, con vari lavori, anche continuativi, ha 4 anni di contributi.
La sua pensione, tra 30 anni se va bene, sarà il 5% di quella del signor Tiziano Treu.
I giovani si ingegnano per sistemarsi, li hanno illusi che la flessibilità gli avrebbe portato vantaggi in termini di salari e di gestione del tempo di vita.
Gli hanno rubato la fase di inserimento nel modo del lavoro, sono già vecchi e senza prospettive.

Hanno la convinzione che studiare non serve a niente, tanto il lavoro che debbono svolgere non richiede che subire angherie e sfruttamento.
Nessuno gli ha insegnato, nemmeno i loro genitori  che se li trovamo adulti in casa, che debbono organizzarsi, che devono coordinarsi, che debbono ribellarsi.
I media hanno fatto piazza pulita degli anni di contestazione e rivolta, anni di conquista di diritti e di libertà, descrivendoli come “anni di piombo”.
I ricchi sono diventati sempre più ricchi e i poveri più poveri, convinti che quelli le ricchezze se le siano meritate, come ai tempo del feudalesimo.
I ricchi pagano poche tasse e si godono le ricchezze, i poveri pagano tutte le tasse e spesso non hanno i soldi per curarsi.
Quando sarà arrivato il momento che i giovani invece di rinunciare, accettando lavori precari oppure andando all’estero, ritorneranno ad essere protagonisti del proprio futuro?
Quando la giusta rabbia, diventerà coscienza dei propri diritti?
Quando l’indignazione non resterà mugugno e invece sarà lotta, rivolta ed organizzazione?
Quando i vecchi partiti “decrepitI” verranno abbattuti?
Quando i sindacati “complici”, ormai burocrazie autoperpetuatisi, verranno spazzati e sostituiti da nuove organizzazioni di lavoratori?
Quando io, vecchio lavoratore, in attesa di pensione, potrò lasciare il testimone ad una nuova generazione di giovani, coscienti del proprio ruolo e dei propri diritti?

Io aspetto.

La storia non va sempre in una direzione e quando cambia presenta il conto.
Io generazione di vecchi non ho rubato niente ai giovani precari.
Quando gli imberbi giovani invece di seguire il pensiero dominante che descrive i vecchi come affossatori delle loro speranze, si accorgeranno che le prospettive gliele hanno tagliato speculatori, padroncini, banche e finanze e alzeranno in alto le loro proteste e lanceranno “pietre” io sarò al loro fianco, tempo permettendo.

P.P: oggi il 36enne ha ritirato il “salario”, è stato gratificato con 150 €, 30 € in più, come “regalo”, anche loro si sono “vergognati” di questa paga da fame.
30 € a settimana per 20 ore settimanali, sono 1,5 € netti all’ora.
Senza contributi e con un piccola mancia.

Tiziano Treu attualmente è stato collocato al CNEL, la sua indennità è di entità non paragonabile, andrà ad aggiungersi allo stipendio di docente universitario.

Consigliere
Cognome: TREU
Nome: Tiziano
Importo lordo annuo in Euro:25.633,44

Nota: Nominato con DPR 17 maggio 2013

come gli altri consiglieri.

Non è chiaro quale importanza capitale per l’economia abbia il CNEL, qualcuno pensa che sia utile per sistemare parlamentari non più eletti, sindacalisti senza lavoro e rappresentanti del mondo industriale senza incarichi!

Stipendi consiglieri CNEL

Aggiornamento del 25 dicembre 2013.

Avevo già scritto che vi in questo organismo vi erano inseriti dei “sindacalisti senza lavoro”, ma vi trovate i segretari generali di tutti i sindacati dalla destra alla sinistra.
La domanda è: questi stipendi si aggiungono a quelli che già rendono in quanto sindacalisti di mestiere con un giusto riconoscimento al loro ruolo nel sindacato; in modo più semplice hanno 1 o 2 stipendi?
Se fosse vera questa seconda ipotesi, non si vergognano; sono difensori dei lavoratori o i lavoratori servono perchè essi possano vivere da signori?
E per completare il quadro, nello stesso organismo ci sono persone con incarichi di consulenza, nessuno vuole discutere il loro curriculum, spesso ragguerdevole, ma anche questi, leggendo il loro CV, provengono o dall’Università o dal sindacato.
Ci sono due persone di più di 70 anni, molto probabilmente, visto il loro CV, con pensioni per i comuni mortali impensabili.
Erano gli unici adatti a questo ruolo? Non vi erano all’interno dell’Amministrazione persone dello stesso livello e conoscenze normative? Non era sufficiente la pensione che ricevono?
Uno è diventato parlamentare, è Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, indovinate chi è:
Carlo Dell’Aringa, che ha risposto all’interrogazione sul problema Q96.
Alcuni di questi stipendi, dati a contratti a persone di “fiducia” dal presidente del CNEL, gridano vendetta.
Qualcuno può pensare che siano consulenze ai propri amici.

Incarichi e consulenza

Non credo che occorra mettere alla berlina nessuna persona, ma si ha diritto a una salutare incazzatura e non solo.

Francesco Martino

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