Ladri e imbroglioni- Restituite i soldi a Q96

La vergognosa scelta di modificare le pensioni per ridurre il deficit dello stato ha molti padri, la firma è della Fornero e di Monti, ma è stata approvata da i partiti che nel 2011 erano al governo (PD, PdL, UdC) sotto la guida di Monti, che presiedeva un governo “tecnico”, nominato dal Napolitano, Presidente della Repubblica.

Quando i politici non vogliono sporcarsi le mani, affidano ai “tecnici” il lavoro sporco.

Si da il caso che i ministri erano stati indicati dai partiti o li rappresentavano, in quanto erano personaggi che erano vicini a questi partiti.

Mi ricordo in particolare il ministro della scuola, Profumo, che voleva presentarsi come sindaco a Torino, con il PD, e successivamente veniva portato alle feste del partito, come della loro area, non parliamo della Fornero, anche se il suo curriculum la vede legata ai poteri forti (banche) e studiosa di stampo neoliberista, con studi sui fondi pensione, ma si diceva a Torino, vicina a uomini del PD.

Trovare i soldi per coprire gli errori dei governanti o delle speculazioni dei pescecani dell’alta finanza, in tutto il mondo è semplice, si attacca la sanità pubblica, la pensione pubblica, la scuola pubblica e la spesa sociale degli strati deboli e contemporaneamente si aumentano i costi dei servizi, spesso inadatti o mal funzionanti.

Mai che ci sai stato in quel periodo una tassa che coinvolgesse i grandi patrimoni, che attaccasse l’evasione di 200 miliardi degli evasori, che spesso coincidono.

La Fornero, con sfrontatezza, ha fatto finta di piangere per la legge che porta il suo nome, ma era il pianto del coccodrillo, se la rideva sotto, in quanto sapeva che doveva lei e gli altri ministri assolvere a un compito, assegnato loro dai grandi poteri e dai partiti supini alla speculazione finanziaria e al progetto di ridurre in povertà gli strati poveri e quelli medi, come poi lei ha dichiarato.

Tra le norme più contestabili, oltre al problema degli esodati, lavoratori improvvisamente trovatisi in esubero per le aziende e senza possibilità di essere ricollocati al lavoro, vista la loro età, ma con l’età della pensione che si allontanava, quando ormai erano senza lavoro, vi era e continua ad esserci il problema del personale della scuola, nati nel 1952, i cosiddetti Quota 96 (con 36 anni di contributi e 6o anni di età), che avrebbero raggiunto tale quota dal 1° gennaio 2012, mentre la norma richiedeva tale somma entro il 31 dicembre 2011, quando nella scuola l’unica possibilità di andare in pensione è il 1° settembre.

Da anni si discute di dare una risposta a questi lavoratori, si parla di circa 4 mila docenti e ATA, bloccati a un passo dalla pensione. Se qualcuno di questi lavoratori,  fosse nato il 1° gennaio 1952, anche se avesse avuto al 31 dicembre 2011, 39 anni 11 mesi di contributi, sarebbe stato soggetto alle nuove norme, dovendo rimandare da 2 anni (se donna) a 3 anni (se uomo) la sua uscita dal lavoro e il diritto alla pensione.

Da chiacchiere con alcuni parlamentari, vengo a sapere, che il parlamento aveva destinato, nel 2012, 150 milioni per affrontare questa situazione, essendosi accorti della grave incongruenza.

Il caso vuole che l’Italia è soggetta ai terremoti, alle alluvioni e gravi calamità, per insipienza dei politici, quando non c’è complicità alla distruzione del territorio per arricchire la rendita dei grandi costruttori.

Nel maggio 2012 vi è il terremoto in Emilia e quindi occorre intervenire immediatamente e trovare i fondi per aiutare le popolazioni terremotate.

Giusta esigenza e da condividere, di fronte alle tragedie, tutti dobbiamo contribuire ad aiutare chi si trova in difficoltà.

Dove trovare i fondi, si chiede ai parlamentari di ridursi lo stipendio per 4-5 anni del 20%, di spostare di qualche anno le loro indennità di fine mandato, aumentare l’aliquota sulle azioni, tagliare le pensioni d’oro, ridurre le collaborazioni esterne nei vari enti.

Niente di tutto questo, si sposta il fondo destinato ai Quota 96 ai terremotati, non in attesa di rifinanziarlo con altre entrate e non se ne parli più.

Quando occorre trovare fondi per varie cause, dalle più giuste a quelle inconfessabili, un modo si trova.

Dal 2012 ad adesso sono tre anni scolastici, quella cifra è un terzo di quella che in questi anni, circa 450 milioni dicono siano necessari per mandare in pensione i circa 4 mila lavoratori fregati e sostituirli con nuovo personale.

Cifra che ogni anno non riescono a trovare tra i fondi statali, con scuse le più risibili, quando non fantasiose, con interventi di INPS e Ragioneria dello Stato che intervengono in modo improprio in ambiti del Parlamento, e quindi non di loro pertinenza

Questo significa che con quella cifra sarebbe stato possibile mandare in pensione circa 1400 di questi lavoratori nel 2012 a partire da quelli con maggiore numero di contributi (iniziando da quelli con 40, poi 39,..).

Questo significa che sarebbero rimasti solo 300 milioni da recuperare, in quanto i 150 milioni ci sono dovuti e che sarebbe stato possibile in questi 3 anni scolastici 2011/12, 2012/13 e 2013/14 scaglionare l’uscita gradualmente di tutti, a partite da quelli con maggiore anzianità, oppure consolidare ogni anno 150 milioni e quindi mandarci tutti in pensione dal 1° settembre 2014.

Siamo quindi all’assurdo per cui i soldi per pensionare Quota96, in parte c’erano, sono stati destinati ad altri scopi e non sono stati più ripianati, e continuano a dire che i soldi per mandarci in pensione non ci sono.

Ci sono debitori di 3 anni di attesa, del furto dei diritti acquisiti, dei 150 milioni già destinati dal 2012 al pensionamento di Quota 96.

I soldi per colmare i 300 milioni si possono trovare tagliando le spese procrastinabili o senza senso, dai fondi per TAV che ingrassa le mafie dei costruttori, dei politici e la ‘ndrangheta, li possono trovare dai fondi destinati agli aerei F35, inutili, mal funzionanti e con costi in crescita, che ingrassano in primo luogo le aziende USA , i generali e i guerrafondai.

Sono sufficienti solo due aerei e si trovano i fondi necessari.

I parlamentari della precedente legislatura, rieletti, ci sono debitori di quei 150 milioni che hanno destinato a delle giuste e condivisibili emergenze, il nostro minimo contributo alle disgrazie lo abbiamo dato, adesso è ora che ci ridiano quanto ci è dovuto.

E’ ora che la farsa su Quota 96 abbia un termine, il rimpallo di responsabilità tra giudici, parlamento, governo ha raggiunto un limite invalicabile, in questi 3 anni ci avrebbero potuto mandare in pensione o scagliandoci nel 2012, 13 e 14, adesso siamo nel 2014 e tutti insieme abbiamo il diritto di essere collocati in pensione dal 1° settembre.

Ai pensionandi Quota 96, quando l’attesa che gli altri ci tolgano le castagne dal fuoco, diventa inerzia e paura non ci sono parole, ognuno è responsabile delle proprie disgrazie.

Un minimo di dignità per uscire dal sonno in cui siamo caduti, richiediamo, in tutti i modi possibili, il nostro diritto di andare in pensione, questi anni di attesa nessuno ce li può restituire, solo noi abbiamo la possibilità di decidere del nostro futuro.

Non diamo alibi a questi ladri di soldi e di speranza, non diamogli tregua, rinfacciamogli i loro tradimenti, i loro imbrogli, il sentirsi protetti dal loro status di parlamentari, con i loro stipendi che gridano vendetta.

Francesco Martino

reblogged from:

http://francomartino.eu/la-farsa-di-quota-96/



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