Requiem!

Ricevo questo contributo sulla giornata di domani e lo pubblico senza alcun mio commento, se non quello di dire che solo discutendo fra noi ogni proposta si può crescere, trovare le strategie migliori per ottenere quello che vogliamo … la pensione.
Franco

 

REQUIEM

di Pierino Giordano

 

Ho sempre seguito, con grande discrezione e rispetto, le discussioni che da qualche anno si sono sviluppate sui vari blog intorno alla vicenda di Q96, attento a percepire se mai gli orientamenti e le opinioni dominanti si indirizzassero finalmente in una direzione concreta e fattiva.

Per anni ho seguito e letto le illuminate opinioni di coloro che usavano blog e discussioni al solo scopo di diffondere il loro indiscutibile pensiero, sempre pronti a dispensare consigli sulle strategie che gli “altri” avrebbero dovuto attuare, quasi mai disponibili alle manifestazioni di piazza per qualsivoglia ragione di salute o personale. Da ultimo, assisto all’avvicendarsi di nomi e sigle che si rincorrono nei vari blog, in prossimità della manifestazione del 29 Agosto, e leggo le strategiche indicazioni dei novelli generali e comitati organizzatori “con password” che ci chiedono di partecipare con un lenzuolo bianco per ascoltare Mozart!

Mi deprime profondamente la personale e soggettiva convinzione che tutto quello che ci è accaduto, come appartenenti al gruppo “quota 96”, ce lo siamo meritato.

Siamo una categoria scollegata, priva di qualunque senso delle lotte sociali, incapaci come siamo stati in questi ultimi anni, di dare corpo e concretezza alle nostre rivendicazioni!

Siamo, come siamo sempre stati, “dipendenti e collaboratori” di questo Stato e di questa politica dalla quale abbiamo fatto dipendere le nostre penose carriere di docenti, le nostre retribuzioni stabilite da inamovibili sindacatati di Stato.

Il gruppo di noi più numeroso, distinto ed identificatosi nel comitato “troppo” civico Q96, seguendo la logica del dialogo e del compromesso affidata all’amico, al conoscente o al referente politico, in questi anni, ha sempre rifiutato ogni forma di lotta sociale convinto di poter raggiungere risultato attraverso la mediazione con questa classe politica che si è materializzata attraverso vari nomi; uno su tutti la Ghizzoni che è stata “forse” vittima insieme a noi, ma sicuramente ha riportato meno danni di quelli che noi abbiamo rimediato da questa strategia dialogante e supina!.

 

Ho provato qualche volta, attraverso le mie considerazioni, che ho proposto alla attenzione dei colleghi di spostare l’asticella della nostra lotta sociale ad un livello più alto e visibile attraverso azioni più incisive e di contrasto.

Ma ricordo ancora il divieto di accesso al “suo” blog di Antonio Busato, che mi chiedeva chi fossi io per aver invitato e cercato colleghi disponibili ad uno sciopero della fame ad oltranza, le considerazioni irripetibili di una certa Tatjana di fronte al gesto di dignità che chiedevo alla nostra categoria nel troncare ogni rapporto dialogante con questa politica.

E da ultimo ricordo le lunghe ed interminabili discussioni intorno alla mia proposta di rifiutare definitivamente questa classe politica attraverso la distruzione del certificato elettorale e la non partecipazione alle ultime elezioni Europee che, avrebbero potuto segnare il confine con il passato e invece hanno rappresentato la drammatica resa di una nazione a questa politica becera di cialtroni ed incompetenti che, da allora imperversano nel nostro futuro con aria di saccenti incontrastati, accomunati tutti dal sottile vincolo costituito dalla conservazione dei loro privilegi a danno dei fessi come noi e della maggioranza degli italiani.

Ho trovato in questo percorso poche persone disponibili a lavorare in silenzio e concretamente con sacrificio personale, nelle manifestazioni a carattere quasi familiare che con l’aiuto dei COBAS siamo riusciti ad organizzare.

Mi sono chiesto se per me ci fosse stato spazio in questa manifestazione del 29 Agosto; se avevo titolo a parteciparvi e quale colore di maglietta indossare o quale striscione proporre per evitare che qualche tono di colore rosso potesse agitare il senso di perbenismo dei colleghi ancora intenti a dialogare con questo o quell’Onorevole, nel timore di urtare la suscettibilità di questi politicanti e compromettendo la loro disponibilità a farci apparire come concessione o elemosina quello che ci spetta di diritto!

 

Molti dei colleghi partecipanti alla manifestazione, ancora sperano che il “Consiglio della Minestra” del 29 Agosto possa trovare soluzione al torto che abbiamo subito.

 

Ci hanno preso in giro! Sempre !

 

E noi a discutere, a fare polemiche tra di noi, a mandarci i saluti e gli auguri su face book, virtualmente uniti da questo gioco mediatico che qualcuno ha scoperto in età matura e che a molti ha dato la convinzione che il mondo intero ci ascoltasse o che i palazzi del potere leggessero i nostri post o che ancora leggessero le nostre mail, i nostri telegrammi.

Ma in piazza mai nessuno. Sempre i soliti!

Al culmine della stupidità stati capaci di organizzare due manifestazioni, nello stesso giorno, alla stessa ora ma in due piazze diverse! Incredibile !!

Ed ora ?

Mi chiedono di portare il lenzuolo bianco e di venire ad ascoltare Mozart, a partecipare a questa scenografia da immortalare nelle foto da tramandare orgogliosamente ai posteri.

 

Non so se questa volta ci sarò a Roma. Ma ci sono sempre stato.

Quando gli altri avevano la puzza al naso!

Non so se riuscirò a superare il senso di disgusto che provo e ad essere presente.

 

Forse l’unico motivo per esserci è quello di dare – tutti insieme – una dignitosa testimonianza sociale della prepotenza subita da questa classe politica cialtrona che riesce a curare solo i suoi privilegi, sperando che giornali e televisioni di Stato non ci facciano passare come un gruppo di fannulloni che chiedono la deroga della pensione anticipata.

Forse l’unico motivo per esserci è quello di guardarci in faccia ancora una volta e poi tornare nelle nostre scuole e nella società a testimoniare ed a diffondere, come cellule cancerose, la convinzione che ci siamo fatti, credo tutti noi, di quanto violenta possa essere questa politica che finge di rappresentare i nostri interessi e che invece si preoccupa solo di conservare i privilegi del suo apparato.

Forse quello che ci resta da fare in questi anni è di insegnare disobbedienza, come dice Franco Spirito nel suo Blog, di diffondere come metastasi nei nostri allievi e nella società questo senso di ribellione che noi non siamo stati capaci di esprimere e concretizzare.

E ripensando alle dichiarazioni di Di Battista sul dialogo con il terrorismo, mi chiedo se alla base di certe azioni terroristiche o di ribellione che si verificano nella società, non ci sia la prepotenza del potere politico; se dietro il sacrificio anche della propria vita che molti terroristi attuano, non ci sia il senso di impotenza e di frustrazione che solo la violenza silenziosa della politica può generare.

Lo stesso senso di ribellione e di frustrazione che molti di noi proveranno il 29 Agosto quando sotto il sole cocente in piazza SS Apostoli grideremo la nostra rabbia nella convinzione che nessuno ci ascolterà !

E spero che qualche collega non si affretti, ad etichettare queste mie considerazioni, come è stato con di Battista ed il Movimento 5Stelle, come apologia del terrorismo o della violenza.

Sarebbe veramente troppo!


2 commenti on “Requiem!”

  1. marina scrive:

    Grazie Pierino, la tua analisi è reale e perfetta nella sua crudezza. Hai fotografato un percorso con estrema chiarezza, lucidità e…sensibilità nel saper esprimere e raccontare il tuo stato d’animo che è identico al mio. Condividero`, in piazza, la tua chiave di lettura a tutto ciò poiché, finora è l’unica per me condivisibile.

  2. maria grazia scrive:

    Bellissimo mi rispecchio. Domani ci sarò per portare in piazza la mia rabbia.


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