Caro “amico” ti scrivo.

Dopo che il Sottosegretario di Stato del Ministero dell’Economia e delle Finanze Pier Paolo Baretta ha risposto a Tatjana (leggi la sua risposta sul blog di Antonio), Francesco ha voluto rispondere, visto che è stata la sua email ad innescare la risposta, non resa nota per motivi di privacy, piccata dell’ex sindacalista CISL.

Ecco il testo della missiva a nome nostro che condividiamo in pieno come Quota96 Cobas:

A Pier Paolo Baretta, sottosegretario all’Economia

mi permetto di scriverle per farle sapere che  una docente di Trieste, che le  aveva inviato una lettera in sostegno di un mio precedente appello inviatole a nome dei Quota96 della scuola,  ci ha informato che lei le ha risposto.

La docente ha ritenuto non pubblicare la sua lettera come da lei richiesto o meglio per evitare eventuali sue azioni legali, visto che lei vuole conservare la riservatezza.

Non so i contenuti esatti della sua missiva, ma dalla controrisposta della mia compagna “di lotta e di sventura” ritengo che non ci siano buone notizie per quanto riguarda l’ormai tragicomica questione di Quota96.

Non mi sento offeso perchè non ha ritenuto di dare un riscontro al mio appello, ha ragione non deve rispondere a me, ma ai tanti docenti e ATA offesi da tre anni di attese e prese in giro.

Mio malgrado mi sono trovato, insieme alla docente di Trieste e tanti altri colleghi che gestiscono blog e coordinano le nostre iniziative, ad assumere un ruolo che non avevo previsto.

Per questo mi trovo costretto a inviare missive  e appelli, a fare ragionamenti e cercare una via di uscita all’impasse in cui ci avete costretto, per vostre scelte errate e controproducenti.

La riforma Fornero ha lasciato sul terreno 340 mila esodati e esodandi, quando avevate previsto solo 55 mila e avendo previsto negli anni 11 miliardi per tamponare questa falla o questa idiozia di chi ha fatto i calcoli;

avete “erroneamente” chiuso l’anno scolastico al 31 dicembre 2011 e non al 31 agosto 2012, anche i bambini della I elementare sanno che la scuola finisce ad agosto, lasciando scoperti almeno 4 mila lavoratori della scuola, che all’improvviso si sono visti spalancare un lavoro forzato fino a sette anni.

Avete sparato cifre a vanvera, sia sulle cifre dei risparmi previsti dalla norma sulle pensioni, avete calcolato sui 20 miliardi, adesso scopriamo che arrivano a 100 miliardi di euro;

avete raccontato che i lavoratori Q96, fraudolentemente ingabbiati dalla vostra “ignoranza” dell’anno scolastico erano 9 mila, poi 6 mila e che sarebbero costati allo stato cifre improbabili per mandarli in pensione come risarcimento ai vostri errori, anche lei in commissione Bilancio ha assunto la posizione ufficiale del governo.

Quando ci sono incontri informali ci sembrate tutti disponibili, lei, il ministro Poletti, la Giannini, la Madia, rappresentanti del suo partito, quando poi si tratta nelle segrete stanze del vostro potere, noi diventiamo un peso, un costo incalcolabile, impossibile da trovare nelle pieghe del Bilancio dello Stato.

Corruzione dilagante, funzionari statali presi con le mani nella marmellata, spese per grandi e inutili opere (ricostruzione Aquila, MOSE, TAV, EXPO 2015, F35,…) che continuate a foraggiare e basterebbe recuperare una parte di queste vergogne nazionali per sistemare i 4 mila lavoratori della scuola incatenati al lavoro forzoso e i 4 mila precari che aspettano.

Non sono ormai 4 mila e lei lo sa quanto me, una parte ha raggiunto i nuovi requisiti dalla nuove norme, altri si sono “liberati”, grazie alla salvaguardia prevista per chi avesse utilizzato i permessi parentali legge 104, anche per 1 giorno nell’anno 2011.

Si stimano in almeno mille, compresi quelli che utilizzerano la VI salvaguardia appena approvata, coloro che si sono salvati grazie alla 104.

Non risponda a me, ma abbia la cortesia, lei o un suo funzionario di dare una risposta alla nostra domanda: vorremmo sapere quanti lavoratori della scuola ex Quota 96, alla fine del 2015, non avendo raggiunto  i nuovi requisiti rimarebbero ancora incatenati a dover subire lo sberleffo di uno stato, che ti dice che hai ragione, ma poi ti lascia in balia degli eventi, nel mentre trova sempre i soldi per qualsiasi lobby (non mi soffermo sui costruttori di autostrade e trafori che hanno reso il nostro territorio un colabrodo e che forse meriterebbero un luogo fresco e non confortevole).

Vorremmo sapere i costi reali del pensionamento di coloro che senza una modifica della norma Fornero, rimarrebbero ancora costretti a subire l’ennesima ingiustizia di questo governo, che non ha intenzioni di arrivare a un risarcimento dovuto e come adesso è di moda chiedere scusa per un ingiustizia riconosciuta da tre governi, in due dei quali von lei presente.

Le chiedo un incontro, quando lo riterrete opportuno, ma entro questo mese di novembre, perchè ci informi almeno dei dati, quanti Quota96 e quanti i fondi necessari, il TFS sono soldi che noi abbiamo depositato ogni anno e non sono da inglobare in questi conteggi.

Risponda alla mia collega di Trieste, a quelle di tutta Italia, che avrebbero solo due scelte, aspettare anche ancora altri 3 o 4 anni, rischiando ulteriori penalizzazioni in caso di nuove “riforme” o andare in pensione con l’opzione donna, perdendo anche più di 4oo euro per tutta la vita;

risponda alle docenti delle materne che a 67 anni non possono gestire bambini di 3 anni;

risponda agli ATA che spesso hanno invalidità riconosciute e non possono svolgere compiti gravosi;

risponda ai tanti che avete mandati in depressione con le vostre scelte, il burn-out nella scuola aumenta con l’età;

non risponda a me, ormai sono già a quota 105, arriverò a quota 107 quando andrò in pensione, e credo che ormai posso iniziare a pensare al mio futuro fuori dalla scuola, o no?

Sono 8 anni che sono fregato da improvvisi cambiamenti di norme pensionistiche, posso stare tranquillo?

La informo che la presente sarà resa pubblica e spero di non essere querelato per questo, una risposta di un parlamentare dovrebbe essere resa pubblica, ne va della trasparenza, oppure sono le vane e vuote parole che raccontate al popolo che ancora crede  che il parlamento e il governo sia il luogo del bene pubblico e non il posto dove si discute di tutto quello che riguarda i potenti e le loro lobby.

 

Francesco Martino

a nome di lavoratori di Quota96


One Comment on “Caro “amico” ti scrivo.”

  1. Francesco scrive:

    Vi informo che la missiva iniziale che portato alla mia risposta e anche la controrisposta di Tatiana, insieme a questo testo si trova
    http://francomartino.eu/baretta-risponda-a/

    manca solo la risposta di Baretta, che siamo certi che ci inviterà a pubblicarla.
    Il 4 luglio ( ricordi Franco il tuo titolo Born on 4 July?) sembrava tutto disponibile e accogliente, difendeva le nostre prerogative contro alcuni esodati, corporativi, che non mi volevano al tavolo con loro, dicendo che la scuola ha come scadenza agosto e quindi doveva trovare soluzione, come anche i ferrovieri che non possono andare in pesnione a 67 anni, in quanto usurati dal lavoro e dalla tensione di treni superveloci?


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