Circondiamo il Senato!

Comunicato-stampa Blocchiamo il Jobs Act, circondiamo il Senato, imprigioniamoli nel loro Palazzo!  Dando l’ennesima prova di arroganza e sordità di fronte all’opposizione sociale, il governo Renzi accelera ulteriormente l’iter della legge delega sul lavoro e sul precariato (Jobs Act) e dopo averla liquidata in un baleno alla Camera, ora al Senato intende addirittura mettervi la fiducia, pretendendo  una delega in bianco, visto che dei decreti attuativi nulla è stato detto. Incurante della pur ondivaga opposizione nel proprio partito, nonché di quella del sindacato da sempre “amico”, Renzi intende cancellare soprattutto quei centomila “strikers” che il 14 novembre per 24 ore lo hanno diffidato dal parlare a nome dei precari e dei giovani, occupando le piazze, le strade e i quartieri popolari, partendo dai luoghi di lavoro e di studio e dai territori, in almeno 60 città. E mostrando al Paese una innovativa Coalizione sociale, portatrice di un programma alternativo alla distruttiva austerità, alla precarizzazione dilagante (che il Jobs Act ingigantisce ulteriormente) e di un metodo di lavoro democratico ed inclusivo. Ad impressionare in quella giornata i palazzi del Potere, le redazioni dei “mass media” e persino il Ministero degli Interni e il Vaticano (che hanno invitato Renzi alla cautela) non è stato solo il numero, pur elevato, di partecipanti allo sciopero sociale, quanto gli elementi di novità della coalizione in campo e del metodo seguito per costruirla. Lor Signori sanno bene quale potenziale di rivolta cova tra milioni di precari, disoccupati, lavoratori/trici dipendenti a rischio, piccolo lavoro “autonomo” vessato e spremuto dallo Stato: ma sanno anche come finora le divisioni di questo potenziale fronte rivoltoso abbiano impedito che esso mettesse in crisi davvero le politiche di austerità e di precarizzazione. Lo sciopero è stato deciso in un lungo lavoro assembleare, altamente inclusivo, paritario e senza gerarchie o egemonie, con la coscienza che il frantumato fronte del lavoro e non-lavoro non può trovare unità e alleanze se non riconoscendo il ruolo paritario di tutti i settori sociali e delle aree organizzate disponibili, eliminando velleità egemoniche e settarismi di sorta. Così, lo sciopero sociale ha unito i settori più impegnati del lavoro dipendente “stabile” e precario, del pubblico impiego e del privato, con le tipologie del lavoro più indifeso, precario ma anche gratuito, e di una parte di quel piccolo lavoro autonomo (partite Iva, free lance, artigianato, piccolo commercio ecc..), che subisce la crisi quanto il lavoro dipendente; e in piazza gli studenti medi e universitari erano presenti in massa, consapevoli del loro destino di apprendisti precari. Questa coalizione sociale, nell’Assemblea del Laboratori tenuta domenica a Napoli, ha deciso di rispondere con decisione all’arroganza governativa e di circondare il 3 dicembre il Senato, nel giorno in cui Renzi vuole far approvare definitivamente il Jobs Act. Protesteremo contro il Jobs Act e in generale contro le distruttive politiche di austerità della UE e del governo Renzi, la precarietà e le privatizzazioni, la legge di Stabilità e il Fiscal Compact, il blocco dei contratti nel PI e il Piano Renzi per la scuola, e ribadiremo le richieste di reddito minimo garantito, salario minimo europeo, consistenti aumenti di salari e pensioni, significativi investimenti nei servizi pubblici fondamentali (scuola, sanità, trasporti ecc..) e nei Beni comuni, nel diritto alla casa. L’appuntamento a livello nazionale è dalle 11 in poi a P. S.Andrea della Valle, a 100 m. dall’ingresso del Senato, per circondare il palazzo fino al momento del voto e “imprigionarvi” i parlamentari. Nel contempo, gli studenti medi romani hanno convocato un corteo, a cui parteciperà anche il Laboratorio dello sciopero sociale romano, che partirà dal Colosseo alle 9.30 e arriverà a P. S. Andrea della Valle, congiungendosi con le delegazioni che da fuori Roma arriveranno nel corso della giornata. In varie altre città, si svolgeranno in contemporanea iniziative di protesta e di lotta, in collegamento con la mobilitazione di Roma. Piero Bernocchi   portavoce nazionale COBAS 2 dicembre 2014



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