Q96 fregati! Ora tocca ai precari?

Comunicato-stampa

 Buffonesca conclusione del CdM: Renzi vuole fregare i precari?

 Il 10 marzo in piazza al Parlamento: decreto subito, con le 150 mila assunzioni promesse.

 E la cattiva scuola di Renzi si conferma tale nelle linee-guida presentate al CdM

 Ancora una volta il decisionismo renziano sembra entrare in crisi davanti alla scuola pubblica. O si tratta dell’ennesima furbata e Renzi vuole fregare i precari? Dopo tanti roboanti annunci, neanche ieri il governo ha varato il Piano-scuola e soprattutto l’attesissimo decreto per l’assunzione stabile promessa a 150 mila precari. Tra la ministra Giannini che voleva il decreto per i precari subito e Renzi che intendeva mettere tutto in un Disegno di Legge, il CdM non ha varato né l’uno né l’altro ma solo esaminato le “linee-guida” del Piano. Renzi ha presentato la decisione come una “concessione” democratica al Parlamento, ma è forte il sospetto che voglia scaricare su di esso la responsabilità di non assumere i precari, dati i tradizionali tempi lunghi dei DdL.

Ma come?  Renzi ha proceduto per decreto decine di volte su temi di nessuna urgenza e non lo fa per un provvedimento che di sicuro ha i tempi stretti per l’immissione “in ruolo” a settembre? E i sospetti aumentano quando si passa alle cifre, perché i 150 mila promessi ora si ridurrebbero a meno di centomila, e solo una parte degli iscritti/e GAE avrebbe davvero il posto, mentre solo un migliaio di coloro che, pur non nelle GAE, avrebbero diritto ad entrare in base alla sentenza della Corte europea (stabilizzazione per coloro che hanno i 36 mesi di insegnamento), verrebbero davvero assunti. Dunque, il 10 marzo il CdM deve varare il decreto ed esso, fermo restando la nostra richiesta di immissione “in ruolo” di tutti i precari/e che lavorano da tempo nella scuola, deve mantenere almeno la promessa dei 150 mila assunti: e il 10 saremo per questo davanti al Parlamento (ore 16).

Nello stesso tempo, le linee-guida del Piano Renzi presentate in Cdm ci confermano che si tratta proprio di “cattiva scuola”. Tutto l’armamentario della scuola-azienda e della misera scuola-quiz viene squadernato: studenti, scuole e docenti valutati con i grotteschi quiz Invalsi; scatti di anzianità aboliti in cambio di 60 euro dati, ogni triennio, in base al presunto “merito”, testato dagli invalsiani; contratti bloccati e neanche un euro di maggiore investimento per la scuola pubblica ma, anzi, il tentativo di aggirare ulteriormente la Costituzione ingigantendo i finanziamenti alle scuole private mediante il rimborso spese alle famiglie che la scelgono; contratti di apprendistato per gli studenti dei tecnici e professionali per 200 ore in azienda; gerarchizzazione dei docenti con “mentor”, “innovatori naturali”, “staff” ed altre assurde figure inutili o dannose per una buona didattica.

Queste ed altre varie “chicche” sono già sufficienti per ostacolare con la massima forza il percorso del Ddl, una volta garantito il decreto per i precari. In particolare, va messo in crisi il “cuore” dell’intero progetto, e cioè il “quizzificio” Invalsi, che ripeterà i suoi riti annuali il 5 e 6 maggio alle elementari, e il 12 maggio alle superiori: e dunque per quelle date annunciamo fin d’ora lo sciopero generale della scuola che, alle superiori, gestiremo insieme agli studenti in lotta contro i quiz. Nel frattempo, la massima opposizione dei docenti deve anche rivolgersi ai “nuclei” di sedicente “autovalutazione”, una grottesca parodia nella quale i “nuclei” si limitano a mettere delle crocette sulle decine di pagine del formulario imposto, come previsto, dall’Invalsi.

Renzi, nel suo video propagandistico su Facebook, ha detto chedella scuola non si occupano solo i rappresentanti dei Cobas.. ma le persone che hanno a cuore l’Italia”. Fermo restando che a lui, più che l’Italia, sta a cuore il proprio potere, di sicuro a noi, e lo abbiamo dimostrato in trenta anni di lotte, stanno a cuore le sorti della scuola pubblica, cruciali per le sorti dell’Italia stessa. E per questo faremo tutto il possibile per battere la cattiva scuola del “conducator” fiorentino.

Piero Bernocchi  portavoce nazionale COBAS

4 marzo 2015


5 commenti on “Q96 fregati! Ora tocca ai precari?”

  1. Francesco scrive:

    Ma chi sono i Cobas?un incubo!Questi sono ossessionati da chi lotta e protesta e cerca con le sue forze di ostacolare chi vuole distruggere la scuola.
    Venerdì vedrete che tutti i sindacati forti grideranno di avere vinto le elezioni per le RSU, che sono rappresentativi e si prenderanno un sacco di delegati, ma vorrei chiedere a quelli che hanno votato Il PD di Renzi alle europee e quelli che hanno messo la croce sulle liste di questi sindacati ma farvi male è un obbligo?Quando anche i docenti che dovrebbero essere un elite intellettuale si libererà del conformismo dominante e saprà scegliere coloro che realmente fanno gli interessi dei lavoratori della scuola sia a scuola sia al parlamento.
    A Franco ci vuole un nuovo ciclo di lotte, bei tempi il 87e 88 quando tutta la scuola si ribellò ai sindacati che chiedevamo 17 mila lire di aumento o quando il Berlinguer nel 2000 voleva premiare il 20% della categoria con 6 milioni di aumento e i sindacati grandi non muovevano un dito e subivano le scelte del governo ed erano d’accordo con berlinguer.
    minchia sono passate 30 anni, meglio che mi sveglio dalla sonnolenza post pranzo e guardo la realtà. Dove sono finiti quei lavoratori?Memoria di un lento declinare alla vecchiaia e dei sogni giovanili.Torno sul divano e penso che è ora di un riposo ristoratore.

    • quota96 scrive:

      Per quello che mi riguarda, visto che ho partecipato ad entrambe le tornate di lotte, ancora sul pezzo ed ancora a scuola …😉 vai a dare qualche volantino o a dare consulenze in sede … che cazzo ci fai sul divano😈

  2. Francesco scrive:

    Ma sai perchè lo dico, quando sono andati a contestarlo a Roma domenica i festeggiamenti il 22, anche allora in un’intervista parlava dei contestatori, come i pochi soliti Cobas.
    Va bene che a Firenze i tranvieri gliela la hanno fatta vedere brutta, ma perchè non se lo tenevano a fare il sindaco.
    Guarda che anche quando sto a casa, tra mail e telefonate, la sede la ho trasferita a casa.

  3. Roberto Mio scrive:

    @Franco e @Francesco
    Io sono in ufficio a lavorare perché è meglio tenere il cervello occupato.-
    Non guardo più la televisione, né sento più la radio, soprattutto quando si parla di squola (la q andrebbe bene per quegli ignoranti che ci governano).-
    Temo che sia proprio finita, anche se ho ancora voglia di lottare, ma lottare contro chi?
    Contro il pagliaccio che cambia continuamente idea, a parte quella fissa di non mandarci in pensione…
    Sono tutti uguali: una volta arraffato lo scranno, per schiodarli ci vorrebbe una mazza da base-ball.-
    Meno male che con i ragazzi a scuola sto bene, anche se mi serve sempre più tempo per recuperare.-
    Teniamoci duri al pezzo e andiamo avanti e che “loro vadano a caga..”
    Roberto Mio

  4. Francesco scrive:

    Qualche colpo anche per lui va a vuoto, il problema di fondo che questi delle copie le trovano sempre, Berlusconi ha iniziato in tanti settori, scuola, pensioni,poi Monti, Letta, Renzi, Maroni, Fornero, Poletti…..


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