I Cobas e la vertenza Quota 96

I Cobas e la vertenza Quota 96

Il DdL Renzi inganna e dimentica i Q96.

Tre anni di lotte continue e ininterrotte dei Quota96 contro il famigerato attacco portato alle pensioni dal Governo tecnico PD-PDL e continuato dal governo Renzi hanno visto sempre in prima fila, oltre ai comitati, la presenza dei Cobas, unico sindacato ad avere appoggiato tale vertenza.

A partire dall’agosto 2013 fino ad adesso abbiamo organizzato infiniti presidi e incontri con i parlamentari e la riuscitissima manifestazione del 29 agosto 2014 che ha visto la partecipazione di un migliaio di lavoratori e precari.

In particolare siamo stati noi a rispondere tutte le volte che i governi che si sono succeduti hanno bocciato in Aula o respinto in Commissione gli emendamenti a favore di Q96.

La nostra iniziativa ha ottenuto che a ottobre 2013 il MIUR facesse una rilevazione di Q96 aventi diritto, certificati in 4 mila, contro tutte le fandonie dell’INPS che li stimava i 9 mila, in modo strumentale perché i costi fossero elevati e quindi non si risolvesse la nostra vertenza.

Grazie al nostro impegno continuo, anche in alleanza con altri Q96, la questione Q96 è rimbalzata dal silenzio delle aule parlamentari anche sui media.

La nostra azione continua ancora, con la pressione sul MIUR e sull’INPS, che finalmente comunichino i dati reali di chi rimarrà in servizio dopo il 1° settembre 2015,

Noi li stimiamo in circa 2 mila, in quanto un migliaio è stato salvaguardato con le norme sui permessi parentali e un migliaio è uscito o uscirà in quanto ha raggiunto i nuovi requisiti, oppure ha optato per opzione donna.

In tal senso stiamo sollecitando i gruppi parlamentari, in particolare SEL e M5S, che presentino in questi giorni un emendamento al decreto sulla scuola che quantifica in meno di 60 milioni necessari, secondo nostri calcoli, la copertura sufficiente per i 2 mila residui.

La soluzione del problema Q96 per noi Quota96 non è disgiunta da una visione complessiva che riguarda la soluzione dei precari, con cui abbiamo solidarizzato e con gli altri settori coinvolti nella truffa della Fornero, ci riferiamo agli esodati e i macchinisti con i quali abbiamo partecipato a presidi.

La nostra lotta ha sempre avuto chiaro che una nostra vittoria avrebbe aperto uno spazio per rimettere in discussione la partita sulle pensioni, riaffrontando la tematica di un sistema pensionistico che affamerà le generazioni future che andranno in pensione con rendite bassissime, il 60% dell’ultimo stipendio (tasso di sostituzione) e con età di 70 anni.

Siamo convinti che sia importante una ripresa di mobilitazione su questi temi, in quanto si paventa una drastica riduzione delle pensioni in essere con la scusa, anticipata da Boeri, che i contributi versati siano inferiori alle rendite di chi è andato in pensione con il sistema retributivo.

E’ l’ultimo anello dell’attacco alle conquiste ottenute dalle lotte dei lavoratori per ridurre i lavoratori e i pensionati in balia del mercato.

In questo senso è nostra intenzione come Cobas Q96 e come organizzazione il rilancio di iniziative su queste tematiche.

In questo frangente riteniamo che rafforzare la presenza della componente Cobas all’interno del CSPI, sia utile per contrastare queste politiche e serva anche per le iniziative volte a contrastare i decreti sulla scuola che tendono ad adeguare alla deriva neoliberista e autoritaria la nuova scuola, asservita a test e al dominio dei DS.



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