Verso il 5 maggio

    Verso il plebiscitario sciopero del 5 maggio, indetto dai COBAS e condiviso poi dagli altri sindacati, per il ritiro totale del Ddl “cattiva scuola” e per la cancellazione dei quiz Invalsi.

    Vista la rinuncia ad un corteo nazionale da parte degli altri sindacati, per il 5 i COBAS promuovono manifestazioni a Roma (MIUR, ore 10), Torino, Genova, Bologna, Firenze, Pescara, Cagliari, Palermo, Catania ed altre città.

   Alcuni presidi vorrebbero già i superpoteri, spostando in altra data i quiz. Sarebbe illegale e verrebbero denunciati.     

 

Procede l’organizzazione, per il 5 maggio, di quello che dovrebbe essere il più grande sciopero della storia della scuola italiana, indetto dai COBAS da tempo e ora fatto proprio anche da Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda, che chiuderà la stragrande maggioranza degli istituti e annullerà la quasi totalità degli insulsi quiz Invalsi previsti per il 5 alle elementari. I COBAS hanno denunciato, fin dall’inizio, la gravità del Piano Renzi che, con il ricatto dell’assunzione dei precari, assommava tutto il peggio dei progetti di scuola-azienda e scuola-miseria dei governi di centrodestra e centrosinistra negli ultimi venti anni, a partire dalla distruttiva “autonomia” di Berlinguer. Con la pubblicazione del Ddl definitivo – in cui, sparite le 150 mila assunzioni, si affida la scuola ad un preside padrone, che dittatorialmente deciderebbe assunzioni, licenziamenti, didattica, premi e  punizioni per docenti ed Ata, scimmiottando l’aziendalismo alla Marchionne e imponendo la continua riduzione dei finanziamenti mentre aumentano quelli delle private – è cresciuta l’opposizione alla cattiva scuola anche tra tanti docenti ed Ata non appartenenti ai COBAS, che hanno premuto sui propri sindacati affinché si arrivasse ad uno sciopero generale unitario. Ora Renzi, per dividere il fronte dello sciopero, annuncia modifiche al Ddl: ma il disegno di legge non è emendabile e va respinto “in toto”, rifiutando disastrosi compromessi dell’ultima ora. E contemporaneamente va imposto al governo un urgente decreto per l’assunzione di tutti i precari che da anni lavorano nella scuola.

Inoltre, come COBAS abbiamo sempre avversato, in quanto strumenti decisivi per la cattiva scuola-azienda, anche l’Invalsi e i suoi insulsi indovinelli con i quali si vorrebbe valutare la “qualità” di scuole, docenti e studenti, premiando e punendo in base a quiz che degradano e ridicolizzano il lavoro docente. A tale proposito, taluni presidi, che si ritengono già dotati di super-poteri, stanno comunicando ai  docenti che le “prove Invalsi”, previste nelle scuole elementari il 5 e 6 maggio e nelle scuole superiori il 12 maggio, sarebbero “recuperate” in altra data, ove non venissero svolte per gli scioperi indetti da tempo, e confermati per il 6 alle elementari e per il 12 alle superiori, dai COBAS, e in particolare il 5 quando con noi sciopereranno gli altri sindacati. Tali comunicazioni sono non solo illegittime ma anche gravemente antisindacali poiché si intenderebbe “recuperare” un’attività (peraltro non obbligatoria per i docenti), non svolta per sciopero. Non è assolutamente previsto dall’Invalsi che possano essere “recuperate” le prove non svolte per qualsivoglia ragione e tantomeno nel caso attuale in cui si compirebbe una chiara attività antisindacale. Dunque i COBAS diffidano i presidi e esigono il ritiro di illegittime ed antisindacali disposizioni, preannunciando che in caso contrario procederemo immediatamente a tutelare i lavoratori/trici nelle competenti sedi, ivi comprese quelle giudiziali.

Infine, durante lo sciopero del 5, visto il rifiuto da parte degli altri sindacati di convocare una grande manifestazione nazionale unitaria, i COBAS promuoveranno manifestazioni provinciali o regionali a Roma (MIUR, V.le Trastevere, ore 10), Torino, Genova, Bologna, Firenze, Pescara, Cagliari, Palermo, Catania ed altre città che verranno tempestivamente comunicate.

Piero Bernocchi   portavoce nazionale COBAS

24 aprile 2015



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