Incontro Governo Sindacati

Relazione di Anna Grazia Stammati sull’incontro

Imponente schieramento di forze dei sindacati nella Sala Verde di Palazzo Chigi .

I segretari generali confederali parlano al posto dei segretari scuola. Camusso,  Furlan, Barbagallo, Nigi SNALS (per i COBAS Anna Grazia Stammati e Piero Bernocchi) chiedono la riapertura del contratto.

L’impressione avuta durante l’incontro del 7 aprile scorso in VII Commissione Cultura, è stata sostanzialmente confermata dall’incontro avuto oggi a palazzo Chigi dove, in una sala strapiena, sono stati ascoltati contestualmente tutti i sindacati : cgil, cisl, uil, snals, gilda, cobas, anp, disal, mce, and, legambiente, fni, adi, uciim, anief. I sindacati chiedono udienza ma, soprattutto, chiedono la riapertura del contratto e la discussione, in quell’ ambito, delle materie che loro rivendicano come di esclusiva competenza dei sindacati e non del governo, sia per quanto riguarda la distribuzione delle risorse finanziarie sia per quanto riguarda la valutazione dei docenti.

Da parte governativa erano schierati, al di là del tavolo, il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, il ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia, il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi, il ministro dei Trasporti Graziano Delrio e il sottosegretario Claudio De Vincenti.

Ha parlato per prima la Camusso, che ha riconosciuto all’incontro di essere un’opportunità di confronto, anche se arrivato dopo la sciopero del 5 maggio. Si è dichiarata d’accordo con l’autonomia, che la cgil ha sempre sostenuto, ma afferma che occorrono alcune modifiche:
1)      Precariato, occorre mettere ordine, ma senza creare divisioni.
2)      Rinnovare la scuola affrontando il nodo della dispersione, ma senza proporre la figura di un dirigente che tradisce la libertà di insegnamento.
3)      Risorse, Comitato di Valutazione, la legge interviene su materie contrattuali , mentre il contratto è fermo da sette anni ed occorre riaprirlo.

Poi è iniziato il divertimento, Piero Bernocchi è stato fulminante, ha rotto subiti i convenevoli di prassi e rivolto al sottosegretario gli ha detto: “ senti un po’ De Vincenti, ma come funziona qui la questione degli interventi, avete un ordine, parlano cioè prima i grandi poi i più piccoli oppure si interviene quando si vuole?”, nello stupore generale, mentre  l’esecutivo sgranava gli occhi di fronte all’insolito incipit, De Vincenti è riuscito a stento a rispondergli : “ ha alzato prima la mano la signora ( la Furlan) e poi parla lei. E così è stato.

La Furlan ha ringraziato per l’incontro, citando lo sciopero del 5, come sciopero al quale hanno partecipato i lavoratori della scuola ma anche studenti e famiglie, perché tutti vogliono una buona scuola e poi è entrata nel merito:
1)       Elemento positivo del ddl gli investimenti, che occorre utilizzare perché la scuola ne ha bisogno, e l’accoglimento di alcuni emendamenti;
2)     gli emendamenti non sono, però, sufficienti e anche se si è tornati a parlare di patto formativo, non si può accogliere l’accentramento dei poteri nelle mani del dirigente;
3)      Valutazione: è  il presupposto concettuale di partenza ad essere sbagliato, famiglie e studenti possono valutare il “servizio” fornito dalla scuola, ma a valutare gli insegnanti devono essere altri, gli ispettori tecnici, soggetti pubblici e privati;
4)      Il valore della contrattazione come ciò che entra nel merito della divisione del salario di produttività definendo le modalità di suddivisione;
5)      Precariato, si propone piano pluriennale di assunzioni.
Alla fine dell’intervento si è augurata un incontro non rituale su questi temi

E la parola è passata a Piero Bernocchi, che si è superato, prendendo subito di petto l’esecutivo, che ha definito delegazione troppo “smaliziata”, sin nella sua compagine più giovane, Boschi e Madia, per non sapere che il 5 maggio ci si è trovati di fronte ad una vera e propria sommossa dei lavoratori e lavoratrici delle scuola, perché dire che hanno scioperato il 70% dei lavoratori, nella scuola, che non è tutta sindacalizzata, significa dire che è stato uno sciopero veramente in massa. Si sa anche benissimo, ha proseguito Piero, che ci si trova di fronte ad una opposizione che è un’opposizione diffusa nella società, perché nelle giornate del 6 e del 7 maggio ( ed ha ricordato che lo spostamento delle prove è stato uno spostamento illegittimo) sono scesi in campo i genitori, che hanno boicottato i quiz invalsi, lasciando a casa i figli  e la giornata odierna ha trovato negli studenti un’ opposizione che ha fatto fallire le prove in molte scuole. Dunque è inutile presentarsi come il governo che sta dalla parte delle famiglie e degli studenti, perché non è così. Il modello dei quiz è stato, peraltro, ripreso dal modello americano, che nel frattempo, però,  ha buttato i quiz  nel cesso, perché non sono uno strumento di valutazione e lo stesso occorre fare in Italia. Per quanto riguarda il preside padrone, la toppa che il governo ha cercato di mettere  è peggiore del buco, perché il preside, negli emendamenti, è ancora un preside che  può  valutare e non si capisce neppure bene cosa debba valutare e con quali criteri. Parlare, poi, della distribuzione di soldi al 10% dei docenti significa mettere nella mani dei dirigenti un’ulteriore  arma di corruzione enorme e lo stesso vale per la valutazione dei docenti rimessa nelle mani di genitori e studenti. La qualità della scuola si ottiene solo con gli investimenti ed è questo che bisogna fare per cambiare veramente la scuola, investire quote più alte di pil per riuscire ad immettere in ruolo tutti i 250.000 precari che hanno raggiunto e superato  i 36 mesi ( dentro e fuori dalle GAE) e …

 … a “liberare” finalmente i Quota 96, riconoscendo loro il diritto alla pensione.

A proposito di diritti  Piero ha poi sostenuto che i governi democristiani, che in fatto di democrazia e di gestione dei conflitti era maestra ( nostro malgrado il riconoscimento è dovuto) non ha mai tolto i diritti democratici alle organizzazioni e quindi è arrivato il momento, visti i risultati delle elezioni CSPI, di ripristinare il diritto di assemblea. Ciò che interessa i Cobas non sono i distacchi, ma le assemblee, perché poter parlare ai lavoratori e alle lavoratrici è un diritto, innanzitutto, di questi ultimi.

La Boschi non  è riuscita a trattenersi e prima ha richiamato Piero ad essere più rispettoso dei presenti , poi, nell’intervento finale, che è stato più lungo di quello della Giannini ( che è apparsa visibilmente infastidita ) non ha resistito  ed ha tirato fuori la famiglia e la mamma preside, seria ed onesta, così come, ha assicurato, sono tutti i presidi, che sono persone inappuntabili. Come potete immaginare, è stato difficile trattenersi dal ridere di fronte alla ministra “orsolina” figlia di buona famiglia, non abituata al contraddittorio e molto, molto bon ton.

Negli altri interventi, Barbagallo della UIL ha parlato  di Precariato, Valutazione, Contratto, proponendo un decreto per le immissioni in ruolo ma, soprattutto, la riapertura del contratto per entrare nel merito di tutte quelle materie che devono essere restituite alla contrattazione.

Nigi dello Snals, invece, dopo essersi soffermato sul concetto di diritto allo studio e dovere allo studio, della formazione in servizio dei docenti e delle assunzioni, ha sottolineato che i precari che oggi sono nelle GAE, non devono rifare alcun concorso, perché lo hanno già fatto. Ha poi sostenuto che il merito non può essere legato alla produttività, perché merita chi sa insegnare e questo non può deciderlo il preside. Ha, naturalmente, richiesto la riapertura del contratto per poter rientrare nel merito delle materie di loro pertinenza.

Dopo i lunghi e quasi inutili interventi di tutti gli altri presenti, il sottosegretario De Vincenti ha detto ai presenti che quanto ascoltato sarà tenuto nel debito conto e che, nel passaggio al senato si terranno audizioni di categoria per approfondire i temi ( il che ha suscitato molte perplessità tra i presenti, visti i tempi stretti di approvazione ). Terminata la riunione, la Boschi si è avvicinata a Piero, dicendo: ecco il mio ‘competitore’ ed ha abbozzato un inizio di discussione sul punto dei dirigenti, ma è stata prontamente ripresa da De Vincenti che, come un cane da guardia affidabile e ringhioso, l’ha letteralmente strappata alla conversazione appena iniziata e l’ha portata via.

Per quanto riguarda la ‘scaramuccia’ tra Boschi e Bernocchi relativa ai presidi-padroni e ai presidi- buoni, le dichiarazioni della ministra sono state registrate e sono state riportate sia da Repubblica online che da l’Espresso, che citano i Cobas e Piero, tanto che la ministra ha subito fatto una rettifica dicendo che non ha detto che i presidi sono tutti inappuntabili, ma che ci sono anche presidi onesti ( con la qual cosa ha anche peggiorato la situazione).

Le organizzazioni, una volta uscite,  hanno fatto le dichiarazioni che avrete letto e ascoltato e tra queste campeggia la volontà di continuare, per fortuna noi abbiamo già previsto le mosse successive e siamo pronti alla mobilitazione, sino al blocco degli scrutini.

Un saluto

Anna Grazia Stammati



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