Idomeni #overthefortress

Report di Francesco Vertillo

Le situazioni sono cosi tante e varie che non e’facile scegliere quali sono quelle piu’importanti.Ad Idomeni (villaggio di 200 abitanti con case sparse) ci sono tra le 10 e le 15mila persone. Ogni giorno ci sono spostamenti ma la maggior parte è li da mesi, in condizioni che definire pietose è un eufemismo. Adesso era piùasciutto ma il terreno è argilloso e pianeggiante e quindi quando piove ristagna per giorni. Parecchie famiglie si sono spostate in altre zone vicine, accanto ad un distributore di benzina 3 km prima di Idomeni, ci sono 3 mila persone accampate con tende dell’UNHCR e tendine da campeggio. Altre sono andate in campi gestiti dall’esercito greco dove hanno più problemi perché la gestione è militare. Comunque il gruppo legale che era con noi ci diceva che i campi sono tanti e sparsi nel territorio greco. Il problema le istituzioni europee e greche non se lo pongono, non c’è nessuna intenzione di affrontare il problema in modo sistematico e umanitario, pensano solo all’ordine pubblico e a spostare il problema (quindi i migranti!) Ad Idomeni, come in tanti altri posti della Grecia, ci sono tanti popoli ed etnie diverse. Noi abbiamo incontrato siriani, kurdi, yazidi, afghani, pakistani, iracheni. Gli stati da cui provengono erano nati dalle divisioni territoriali fatte con la squadra sulla carta geografica dai colonialisti occidentali (inglesi, tedeschi, francesi ecc.), quindi dividendo popoli, etnie e religioni. E ad Idomeni oltre ai molti mussulmani ci sono anche cristiani, copti, zohorastriani ecc. Persone che sono scappate dalle loro guerre interne o esterne, ma comunque causate da interessi “alti ed altri”!
Persone che fuggono dalla morte, che hanno avuto uccisi padri, madri, figli, o che fuggono anche solo per paura, per proteggere i bambini o gli anziani. Persone che per fuggire hanno venduto tutto, casa, mobili, negozi, gioielli facendo si che qualcun altro ci guadagnasse. Con quei soldi, o quelli inviati dalle famiglie, specie per i giovani, hanno pagato trafficanti (che chissà perché nessuno vede mai), mafiosi, poliziotti corrotti, tassisti ecc. Chi non può pagare va a piedi, chi può rischia di più con barche e canotti.
Questa è ancor meno di altre una guerra di religione. E come tutte le guerre, ancor più oggi ,ci rimettono i civili. Ma è soprattutto evidente che chi scappa è povero, o ha perso tutto. In Siria, come in Iraq nel 2003 ,la sanità, la scuola, i servizi funzionavano.La guerra, quando finirà, arricchirà gli stessi che l’hanno voluta perché investiranno nella ricostruzione. Intanto, tutte le sofferenze, i morti, le distruzioni chi le ricorderà? Solo quelli che le hanno patite!
Noi al campo abbiamo visto tanti bambini, anche piccolissimi, nati in terra di nessuno. Un bimbo è nato in tenda da solo con la sua mamma il 26marzo, appena siamo arrivati. Due ragazzi dei nostri hanno chiamato medici senza frontiere che hanno un presidio sanitario. Al campo bambini senza casa, senza scuola, senza servizi, a volte senza famiglia. Che futuro avranno?
Abbiamo visto anche parecchi anziani con difficoltà motorie o respiratorie (anche noi la sera all’accensione dei fuochi con qualsiasi materiale per cucinare o riscaldarsi, avevamo problemi respiratori ed agli occhi, e siamo stati solo 3 giorni!). Ho notato anche diverse persone senza gambe, arrivate in sedia a rotelle! Dalla Siria!!! Altri con ferite, sfregi, disturbi mentali, down …
C’è tutto il mondo ad Idomeni, se solo volessimo vedere i volti e non la provenienza o le bandiere!!!!!!!

Partiti, dopo una nottata in nave, passaggio ponte, mezza giornata in pullman, arriviamo nel pomeriggio nei pressi di Idomeni. Già 10km prima tende ed accamoamenti sparsi lungo il ciglio della strada, nelle piazzole di sosta, nei giardini delle case o nei garage dei greci più ospitali. Facciamo il punto organizzativo che prevede di girare per le tende, conoscere le persone e le loro esigenze, ritornare con gli aiuti richiesti. Quando però dai furgoni abbiamo iniziato ad uscire vestiti, scarpe ecc. si sono formate le code e gli assembramenti. Allora si partiva con quello richiesto tornando alle tende, ma seguiti dagli altri migranti. Le scarpe erano la cosa più richiesta, molti avevano solo sandali. E’capitato anche che uomini avessero sandali da donna con il tacco. Ma e’capitato anche che qualcuno, prese le scarpe nuove,tornasse con le vecchie per prendere un altro paio. Per questo era meglio andar per tende che dare aiuti a file generiche. Dietro il campo della stazione c’è un muro che comprende un’azienda zootecnica abbandonata. Case rurali, stalle chiuse e un grande stazzo aperto tutte strapiene di tende e persone accalcate per aver un tetto sulle piccole tende. Abbiamo cercato quelle dove ci fossero neonati, ne abbiamo trovati a decine, immaginate in quelle condizioni, con l’umidità e il freddo! Siamo ritornati con pannolini, vestitini, ma non bastavano. In questo luogo fatto di stalle il nostro gruppo di artigiani ha allestito un gazebo pavimentato con generatore (perché non c’è corrente elettrica nel campo!) per far luce, caricare i cellulari e collegarsi ad internet. Questo con i soldi del croudfunding.
Al campo abbiamo trovato volontari tedeschi che hanno organizzato una tenda per informazioni legali, comunicazioni ed anche proiezioni cinematografiche. Un’altra tenda come ludoteca e un teatro all’aperto; oltre ai tendoni di Medici senza frontiere, c’era un furgone mensa di volontari austriaci ,camion mensa di Al Khair Solidarity, organizzazione egiziana.
La nostra organizzazione aveva dei tempi un po’sfasati rispetto a quelli pianificati, ma nel complesso siamo riusciti in tutto quello che gli organizzatori si erano prefissati. A parte il blocco della polizia sul ponte sul fiume vicino al campo, il giorno di Pasqua, che ci ha fatto perdere 3-4 ore, per il resto è andato tuuto nei tempi previsti. Il blocco della polizia penso sia stato dovuto alle tensioni che c’erano sul binario al confine (gli “shebaab”, ragazzi del gazebo con cartelli che avete visto in foto), forse pensavano che li avremmo supportati nella protesta e dato che la polizia era in minoranza, forse ha deciso di bloccarci prima di arrivare. L’indomani, quando eravamo a Salonicco per la protesta contro l’accordo vergognoso Ue-Turchia, ci sono stati gli scontri sul binario. La tensione è alta perché sono bloccati da mesi e con questo accordo tanti saranno riportati in Turchia. Immaginate come si devono sentire i kurdi provenienti dalla Siria, bombardati dai turchi perché considerati tutti del PKK. Se ritornano in Turchia che garanzie hanno? Chi controllerà la Turchia, considerato dalla UE “paese sicuro”!?!?
Per ultimo mi sono tenuto le mie sensazioni. A parte il fatto che la presenza e gli aiuti non possono essere sporadici, meno male che c’erano volontari da più tempo(ma non italiani), anche per creare rapporti di conoscenza e fiducia e non arrivare soltanto come babbi natale!!
La sensazione più forte è che eravamo, pur essendo quasi 300, una goccia in un mare di disagi, bisogni, problemi e tensioni. Sembrava, specie da parte dei piu’giovani, che stessimo salvando il mondo. E invece abbiamo fatto solo una piccola azione di solidarietà. L’altra sensazione, più brutta, che la presenza delle istituzioni, a tutti i livelli, non c’era. La polizia fa solo controllo, non c’è altro, tutto è lasciato ai volontari.
Gli stati europei trovano 6 miliardi per la Turchia, spendono miliardi per navi ed elicotteri e poi non si trovano soldi per aiutare chi scappa dalla guerra, dalla fame e dai disastri ambientali.
Sarebbe stato bello, ed utile, stare di più, ascoltare le loro storie, tutti i bimbi volevano comunicare e giocare, gli adulti raccontare. Ho pensato che sarebbe stata utile una scuola di base per impegnare i bambini e fare apprendere nuove lingue. Da mesi, o da anni, non vanno a scuola e vagano per il campo o fanno continue code per i bagni, per mangiare o prendere qualche aiuto. Chissà, se mai andrò in pensione, magari si potrebbe organizzare un gruppo di insegnanti che girino per questi campi!!

Il video, montato da Francesco Martino, con le foto ed i commenti di Francesco Vertillo:

 

Il reportage fotografico di Francesco Vertillo sulla tragica situazione dei profughi al confine Macedone le foto possono essere scaricate ad alta definizione dalla gallery:

Manifestazione a Salonicco:


10 commenti on “Idomeni #overthefortress”

  1. Francesco scrive:

    Francesco come ti avevo detto al cellulare solo Franco poteva inserire immagini. Grazie a te per quello che stai facendo.

    • quota96 scrive:

      Sono rientrato ieri, pasqua, alle 19:00 come potete vedere le foto sono online dalle 21:00.
      Grazie Francesco
      Franco

      • carla scrive:

        Grazie! Perchè non le mandate a qualche giornale? O a qualche testa di…. rapa di parlamentare? Magari tra quelli che dicono di ispirarsi a valori cristiani e rompono le balle con le panzane sulla famiglia! Le immagini in tv scorrono troppo in fretta, e c’è la voce dello speaker che distrae. Soffermarsi con calma a guardarle una per una è un’altra cosa”!Chissà che qualcuno non inizi a vergognarsi, altro che Santa Pasqua! L’ascensione al Calvario la fanno questi poveracci, tutti i giorni!

  2. Francesco Vertillo scrive:

    Se potete aggiungere i miei commenti sulle mail delle foto e’ gia’qualcosa. Ho poco tempo fino a domani per report. Ciao graxie

  3. Francesco scrive:

    Fai un report, domani ti pubblico tutto sul mio blog, facendo anche mie riflessioni che avevo intenzioni di scrivere.MI sembra più corretto. trovate ultime foto su “https://www.facebook.com/francomartino1952/posts/1770734963154701?pnref=story”

  4. quota96 scrive:

    Scusa Francesco ma ho salvato tutte le foto ma non le email per cui ho perso i tuoi commenti. inoltre mi sono accorto che wordpres ha pubblicato la gallery a rovescio la prima foto in alto delle due gallery è l’ultima va guardata la seguenza cliccando il tasto di sinistra fino a tornare a querlla che risulta come prima in alto ed è la seguenza delle foto fatte da Francesco.
    Potete anche guardarle a dimensione originale.
    E’ possibile inserire commenti anche ad ogni singolo scatto sotto la foto

  5. Francesco scrive:

    vedrò di lavorarci domani inserendo i commenti di Francesco V.

  6. Francesco scrive:

    Inseriti i commenti sulle foto pubblicate

  7. Francesco Vertillo scrive:

    Ma non si possono riportare in ordine cronologico? Magari qualcuno,data l’eta’,potrebbe non accorgersi dell’inghippo…

  8. Anna Vignola scrive:

    Che dire? Mi sono emozionata molto nel leggere, nel vedere le foto ed il filmato di Francesco Vertillo e di Francesco Martino. Complimenti a te F. Vertillo! Sei stato bravo e coraggioso! Un saluto a Franco Spirito!


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