Onorevole disattento … o sull’attenti?

“Onorevole” Taricco, grati per la sua scortese risposta, che qui riportiamo per dovere di informazione:

” Mi faccia una cortesia scriva a qualcun altro, io non mi devo vergognare di nulla e lei è una gran maleducata. Mino Taricco”,

vorremmo capire dov’è la nostra maleducazione, in quanto io scrivo a nome di un gruppo di lavoratori della scuola (Comitato lavoratori Quota96 scuola) e almeno 4 mila fregati, che in tutti questi anni hanno cercato in tutti i modi possibili di intrecciare rapporti con tutti i gruppi parlamentari, compreso il suo.

Abbiamo inviato innumerevoli comunicati, richieste di risoluzione del problema di Quota96, che per non dilungarci troppo non riepiloghiamo, convinti che lei abbia letto le nostre comunicazioni, che lei sappia che abbiamo incontrato sottosegretari, responsabili del suo partito, presidenti di commissione, abbiamo fatto uno sciopero della fame, manifestazioni davanti al parlamento?

Ci dica perché noi per anni abbiamo dovuto subire rinvio, su rinvio, anche qui non le elenchiamo, perché lei è sempre attento a quello che scriviamo, mentre dopo che emendamento “Guidi” è stato bocciato in commissione nella legge di stabilità, successivamente è stato ripreso e approvato in una successive legge, inserito in un emendamento onnicomprensivo?

Ci spieghi perché e lo chieda al suo Presidente del Consiglio, perché nel 2014, nel decreto Madia, dopo che alla camera, dopo due anni di attesa un emendamento a nostro favore era stato approvato, lei e il suo gruppo parlamentare avete deciso di bocciarlo al Senato, rinviando alla camera la legge per l’approvazione definitiva, senza più l’emendamento per Quota96?

Ci spieghi perché tanta fretta per far approvare questo emendamento “Tempa Rossa”, nella legge di stabilità 2015, che era contrastato dalle regioni interessate, mentre quando arriva qualsiasi proposta a favore di Quota96, non arriva mai in Parlamento?

Le sembra che sia sufficiente uscire dalla riunione del Consiglio dei Ministri, come ha fatto la ministra Maria Elena (Boschi), quando si discuteva di norme per le banche, in cui era interessata la vecchia banca di suo padre?

Forse lei non se ne era accorto della ripresentazione di un emendamento a favore delle aziende petrolifere?

Lei forse vive in un altro mondo, ma per le persone normali, non interessata ai giochi di potere, questi comportamenti richiamano interessi lobbistici e anche lei, come molti del suo gruppo parlamentare, subisce in silenzio o dovremmo dire si mette sull’attenti, quando viene presentato un voto di fiducia, proposto dal governo.

Contro di noi i diktat nelle varie commissioni da parte del governo sono innumerevoli e così i voti di fiducia in Aula contro proposte o emendamenti a nostro favore?

E’ abituato a votare senza leggere quello che vota, perché non ci risponde nel merito della questione da noi posta?

Avete intenzione di privilegiare qualche altra lobby, oppure avete intenzione di trovare la soluzione di Quota96, ferrovieri, esodati e altri, che dal 2011 sono in balia delle vostre scelte?

Ci risponda anche scortesemente, ma ci risponda, chieda al suo Presidente del Consiglio, invece di rinviare sempre alla legge successiva queste gravi e serie problematiche, di aprire i cordoni della spesa, attingendo ai risparmi ottenuti dalle nostre tasche e con i sacrifici imposti a tutti i lavoratori dalla Fornero e dal suo partito.

Sono almeno 10 miliardi annui dal 2011 con la norma Fornero se non lo sapesse, come confermato dalle Corte dei conti in questi giorni, risparmi che si aggiungono alla precedente norma sulle pensioni, legge 247/2007, Governo Prodi e Ministro del Lavoro Cesare Damiano per complessivi 30 miliardi annui.

A lei e al suo partito chiediamo di inserire una piccola norma, da inserire nel DEF, che accontenti tutte le categorie in questione e chiuda questa partita ormai fuori tempo massimo!

Lo dica al suo gruppo parlamentare che non si può morire a scuola (come succede nel silenzio e noi lo abbiamo denunciato) in attesa che voi decidiate di affrontare le questioni che a qualcuno stanno a cuore, mentre le piccole e meritorie storie che interessano migliaia di persone restano in sospeso.

Aspettiamo atti concreti, non parole.

Il suo Presidente del Consiglio afferma che voi siete il Governo del fare, non vorremmo essere oltre che maleducati, anche scortesi, al momento ci sembra il governo del fare …favori a pochi, smentiteci e fate leggi per le persone normali, come i Q96, esclusi da qualsiasi intervento legislativo in tutti questi 5 anni.

Comitato lavoratori Quota96 scuola (tutti quanti maleducati secondo lei)

4 aprile 2016

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La lettera incriminata:

“A tutti i parlamentari del PD

Finalmente abbiamo la conferma di ciò che avevamo sempre pensato: eravate troppo impegnati a presentare ed approvare emendamenti per voi e gli amici vostri per potervi occupare di comuni cittadini come i QUOTA 96, così nel 2014, nel 2015 e adesso, nel 2016, chi dovrete accontentare?

VERGOGNATEVI !

Per noi nessuna occasione è stata mai quella buona, potrebbe esserlo il prossimo Def ?”

Comitato lavoratori Quota96 scuola

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Questo era il comunicato di introduzione inviato ai giornali per la pubblicazione:

Il comitato dei lavoratori Quota 96 della scuola è indignato dagli ultimi avvenimenti politici che hanno coinvolto il PD, nella persona della ministra Federica Guidi e in particolare da quanto scaturisce da un’intercettazione in cui – parlando con il suo compagno Gianluca Gemelli – gli garantiva il via libera a un emendamento alla legge di Stabilità che andava incontro ai suoi interessi imprenditoriali (emendamento inserito nel decreto Sblocca Italia, che era stato bocciato).

Un’intercettazione che chiama in causa il centro del potere del governo Renzi, visto che la Guidi cita anche la ministra Maria Elena Boschi: “se Maria Elena è d’accordo”.

Tutto ciò dimostra, ancora una volta, che i nostri governanti continuano a garantire i loro privilegi e usano il loro potere politico per i propri interessi, dimenticando troppo spesso, che il loro ruolo è quello di essere i garanti dei diritti dei cittadini, che invece continuano ad essere calpestati.

L’indignazione dei lavoratori del Comitato Quota 96 scuola li ha spinti ad inviare il seguente laconico messaggio ai Parlamentari del PD che hanno continuato ad ignorare per anni il loro problema bloccando qualsiasi emendamento presentato in loro favore, in svariate occasioni, pure nelle varie leggi di stabilità emanate nel 2014,2015,2016 e nel decreto Madia.

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Ultima risposta dell’on. Taricco

Dopo aver letto la presente devo purtroppo confermare quanto scritto nella mail precedente, io leggo ciò che approvo e trovo assolutamente normale che un emendamento che il governo intenda approvare se non riesce in un provvedimento lo ripresenti in un altro. Lei potrà anche non gradire o non condividere ma anche alla Camera o al Senato non tutto ciò che ciascuno di noi riterrebbe giusto si riesce a fare.
Quanto al tema da lei posto nel merito “quota 96” mi ricordo benissimo quando lo approvammo alla Camera e poi fu tolto al Senato, mi sembra di ricordare per mancanza di copertura, e poi ci fu comunicato che sarebbe stato trattato insieme alle altre misure di flessibilità in uscita, ma il motivo per cui la prego di non importunarmi più è il tono, sgradevole e volgare.
Vede, sarò un po’ all’antica, ma così come rispetto il mio impegno istituzionale e faccio di tutto per svolgerlo con onore, e rispetto tutti coloro che ho occasione di incontrare e con cui ho occasione di entrare in relazione, ho una pretesa, che forse a lei potrà sembrare assurda, che è quella di essere parimenti rispettato. Ed il tono suo e di tanti suoi colleghi, non aiutano a creare le premesse perché ci si possa capire. Io non sono ne disattento ne sull’attenti, sono un cittadino a cui molte migliaia di altri cittadini, della cui stima mi sento onorato, hanno chiesto di ricoprire questo incarico, e cerco, senza presunzione, di svolgerlo al meglio delle mie capacità.
E’ legittimo che lei, se lo crede, continui la sua battaglia, ma se posso permettermi un consiglio riveda atteggiamento e toni.
Con cordialità.
Mino Taricco



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