Resoconti degli incontri al MEF e MdL del 16-6

INCONTRO DEL 16 GIUGNO  AL MdL RAPPRESENTATO DA  DOTT. SSA CONCETTA FERRARI

con i  Comitati Esodati

 

Sono presenti per gli esodati: Alboni, Annoscia, Ardizio, Bassi, Citino, De Paquale, Ercolani,  Scialla e Torre.

 

Alle ore 14 la delegazione dei Comitati Esodati , composta da 9 membri, è stata ricevuta con cortesia e affabilità dal Direttore Generale Previdenza  Dott. sa CONCETTA FERRARI  che ha chiesto subito di iniziare a illustrare le nostre necessità .

Il primo a parlare per  gli esodati è stato Claudio Ardizio ,

a ) Claudio Ardizio ha chiesto la chiusura delle 6 salvaguardie per avviare iter della settima salvaguardia, che sia DEFINITIVA per tutti i 49.500 esodati restanti delle tipologie  della sesta (fonte  legislativo MdL e INPS a risposta interrogazione Gnecchi) ; numeri da noi stimati abbondanti.

I numeri dei posti risparmiati oltre 50.000 risulteranno superiori ai 49.500  ( e a quelli effettivi fino al 2018 – noi chiediamo di andare oltre per poche decine di casi di postali e bancari ) e potremmo verificarlo se INPS comunicasse  i numeri delle domande escluse per dinieghi o non risposte nelle 6 salvaguardie .

 

Ci sarebbero 50.000 posti NON utilizzati con risorse per oltre 3 miliardi di euro che devono essere rese disponibili convogliandole sul fondo esodati per una settima salvaguardia.

Riprendendo l’ultimo report INPS sulle salvaguardie al 3.4.2015  si è  evidenziata la presenza stimata di oltre 50.000 posizioni che non verranno coperte da lettere di certificazioni a fronte dei  170.230 posti in platea nelle 6 salvaguardie  e la possibilità di fare  una 7^ salvaguardia definitiva per i 49.500 lavoratori ancor privi di tutela come certificato da MdL e DG INPS in risposta all’interrogazione parlamentare dell’on. Gnecchi .

I risparmi di posti consentiranno l’ inserimento di altre tipologie escluse come le 15 enni , CV ante 2007 ecc.

 

Le certificazioni delle 6 salvaguardie e l’invio delle lettere di salvaguardia sono ormai ferme e concluse da tempo – a meno di alcune lettere c) d) e) della sesta a causa di ingolfamento lavorativo per troppe domande giacenti alle DTL maggiori ( Milano, Roma, Torino , ecc ) che ancora non hanno processato soprattutto le istanza di salvaguardia per i fruitori della legge 104 dove esiste un problema di sforamento del platea e la presentazione di domande ripetute ( duplicate)  dalla 4^ alla 6^ .

 

Le 2.000 domande di salvaguardia duplicate stimate creano ingolfamento presso le DTL maggiori che non inviano lettere di accoglienza agli interessati ed alla sede territoriale INPS. Inoltre a 2.108 persone della quarta sono state mandate le certificazioni “automaticamente” da DG INPS ( 1.800 platea + 2.108 = 3.908 ) su lettera dispositiva del MdL del 25.11.2014, che richiedeva il rispetto dei requisiti pensionistici per  mese  con quelli della sesta .

Tale circostanza ha creato invece diritti di precedenza inesistenti , per quelli della quarta e confusione alle DTL ed alle sedi periferiche INPS che non sanno più raccapezzarsi da 6 mesi e che devono gestire pratiche di accoglienza alle DTL  della sesta – duplicate – che intasano le stesse DTL  – mentre per molti degli interessati  la pratica INPS della quarta soprannumerari sopra platea  è già stata inviata lettera di salvaguardia per la sesta  .

La platea di 1.800 posti della sesta – già superata –  per i lavoratori con parenti disabili legge 104 con 2.108 posti della quarta =  3.908  posti ha già  utilizzato di fatto i vasi comunicanti che dovevano essere autorizzati solo con applicazione del comma 193 legge 147/2014 : con la istituzione di una conferenza dei servizi  –  tavolo tecnico – che autorizza MdL e MEF  di destinare i risparmi di posti a altre categorie    .

 

Così è confermato che MdL ha già conoscenza che esistono risparmi anche  sui 32.100 posti in platea della sesta  e quindi se ha autorizzato i vasi comunicanti , con lettera dispositiva del 25.11.2014 per superare la platea dei 1.800 della sesta  coi 2.108 della quarta,  può autorizzare vasi comunicanti per 1.447 pratiche rimanenti della sesta   ( 7.355 – 3908 = 3.447 – 2.000 duplicate  = 1.447 ) consentendo alle sedi periferiche INPS di eliminare le 2.000 ( stima ) pratiche duplicate , scaricando le DTL  del tempo di lavoro necessario per altri.

 

Anche per i  lavoratori agricoli con contratto  a tempo determinato (  4.455 pervenute * – 4.000 posti in platea = 455 posti in soprannumero meno pratiche da eliminare  ( 200 ? stima )    4.455 * pervenute  di cui  669 già gestite con lettera di salvaguardia ) le pratiche sono da chiudere entro luglio, sollecitando le DTL  .

 

Si è chiesto che venga attivata con conferenza dei servizi  di  MdL MEF e dell’INPS la procedura dei vasi comunicanti anche per tutte le tipologie che ne necessitano e per liberare risorse finanziarie da far affluire nel fondo esodati e chiudere le 6 prime salvaguardie entro l’8 luglio .

 

PERICOLO

Invece la Dott. sa CONCETTA FERRARI ci ha informati che il MEF e la RGS hanno dato istruzioni a DG  INPS  che tutte le economie rimaste nelle 6 salvaguardie POTRANNO  ESSERE  AUTORIZZATE  dal MEF e RGS   SOLO  QUANDO SARANNO DEFINITE TUTTE le  SALVAGUARDIE e PROGETTATA specificatamente la 7^  salvaguardia o una ottava o una nona in cui sia scritta che è l’ultima !!!!!.

 

il MEF e la RGS hanno stabilito che DG  INPS potrà rendicontare le economie conseguite dalle sei ( o  7) salvaguardie  SOLO al termine del processo .

Per il termine del processo  si intende che in un eventuale ulteriore provvedimento di salvaguardia ( successivo alla sesta)  la SETTIMA dovrà essere esplicitamente indicato che trattasi della ULTIMA SALVAGUARDIA.  Non è detto che la 7^  salvaguardia, se ci sarà e non sarà definitiva , sarà l’ultima.  Iin una salvaguardia dopo la VI dovrà essere esplicitamente scritto che sarà l’ultima.

A quel punto potranno farsi  le rendicontazioni complessive

Quindi solo a conclusione dell’iter dell’ultima SALVAGUARDIA la DG  INPS potrà comunicare  a MEF e a RGS le eventuali complessive economie conseguite .

Per chiudere le 6 salvaguardie dovrebbero dire in una settima o in una ottava , o in una nona che tale è l’ultima potendo così dimostrare i risparmi.   !!!!!

 

Noi abbiamo ribadito che  queste affermazioni di RGS NON hanno SENSO  e che cozzano contro il comma 235 della legge  228/2012 e il comma 193 della legge 147/2014 che impone di istituire da parte del MdL una conferenza dei servizi ( o tavolo tecnico ) per accertare annualmente i risparmi e destinarli al fondo esodati  .

Se NON verranno chiuse  definitivamente tutte 6  le precedenti salvaguardie come si fa a sapere quante risorse sono disponibili dai risparmi per una settima salvaguardia , se non si conoscono i risparmi reali  !!!!!!

 

Si può scrivere che la SETTIMA è la ULTIMA SALVAGUARDIA !!!  solo se la 7^ è la DEFINITIVA e vengono salvati TUTTI gli esodati senza alcun  anno limite  ( anche oltre il 2022  – ci sono pochissimi casi tra il 2019 e 2022 – un caso presente in riunione )

 

NON c’è la possibilità di avere  …. una 7^ salvaguardia  solo  per l’anno 2016 e dire che è l’ultima , e poi RGS  SI APPROPRIA  dei risparmi  complessivamente rimasti che il comma 235 della legge  228/2012 destina al fondo esodati per ulteriori interventi di salvaguardie – se in una 7^ salvaguardia si scrivesse che è l’ultima.

 

Si attendono chiarimenti da MdL , MEF e RGS

 

  1. b) Pasquale De Pasquale è intervenuto per li mobilitati con accordi “non governativi” e ha messo in risalto il discriminante trattamento di tutele con i mobilitati con “accordi governativi” salvati fino al 2022 nella sesta .  I mobilitati con accordi “non governativi” dovevano essere messi in mobilità entro il 30.09.2012 ( quelli oltre sono ESCLUSI )   –   mentre i mobilitati con accordi governativi possono essere messi in mobilità entro il 31.12.2016 ( un artificio per le grandi aziende con lavoratori in cassa integrazione entro il 6.11.2014) e andare in pensione  fino al 2022 .  se sono salvati loro al 2022 ci devono andare TUTTE le tipologie di esodati fino al 2022.

 

  1. c)   Giuseppe Scialla riferisce alla Dr. Ferrari che dai suoi vari incontri, avuti in questi 30 mesi, a tutti i livelli istituzionali, politici e sindacali, la discriminazione assurda tra gli accordi Governativi e quelli non Governativi e relativo “paletto” che pretende l’entrata in mobilità entro il 30.09.2012, sono stati giudicati da tutti gli interlocutori “una pura invenzione politica che non trova nessun riscontro nella legge e nessun precedente storico..”
    La dr. Ferrari.. si lascia sfuggire un commento a bassa voce..” be …, sì.., in effetti,  anche noi .. siamo rimasti molto … perplessi.. in merito… “La dottoressa Ferrari ha  chiesto a Scialla e De Pasquale che le venissero inviate delle documentazioni relative alla tipologia di questi accordi per poterla analizzare in dettaglio.
  2. d)    Elide Alboni ha affrontato le problematiche dei CONTRIBUTORI VOLONTARI  ante 2007 che non vedono rispettata la loro legge 243/2004 Novellata nella 247/2007 tali da essere così derubati due volte sia del diritto come tutti gli esodati , ma in più di ingenti somme di denaro già versate in nome della loro legge ancora in essere, ma che INPS non riconosce. Si chiede da tempo almeno il riconoscimento delle norma della LEGITTIMA ASPETTATIVA per coloro che sono nel transitorio previdenziale ante Fornero .

Si attendono risposte da RGS a Avvocatura dello Stato che ha posto con una lettera la questione a RGS della legittimità e validità della legge 243/2004 Novellata nella 247/2007.

Si rende noto che sono state intentate cause legali di cui solo una ha avuto conclusione ma non osservanza della legge specifica . Si rende noto che altre cause sono in corso ma che i tempi delle sentenze scivolano tra un rinvio e l ‘ altro senza giustificazioni se non ridicole.

Si rende noto che il prof.  Montedoro del Quirinale informato della criticità il 3 luglio 2014 ne pareva molto interessato giuridicamente e si impegnava ad un ulteriore interessamento, ma a un  secondo incontro del 19 dicembre cambiava atteggiamento dichiarando una legge superata in nome di una nuova riforma , davvero incomprensibile atteggiamento per un garante della costituzione e nello specifico dell’ art. 81 della stessa .

In conclusione la DG conveniva che i cv ante 2007 , avendo stipulato un contratto con lo stato anche di ingente struttura , dovevano avere riconoscimento e a tal fine  che voleva conoscere le sentenze e restava in attesa di invio delle stesse per conoscerle e comprendere se tutte giustificate le situazioni denunciate; ed intervenire con provvedimenti dopo accertamenti .

Le si consegnava nel frattempo un doc sulla legittima aspettativa importantissima clausola normativa ,che se intanto osservata, garantisce l ‘ osservanza della legge a coloro che stanno già nel transitorio previdenziale così drammaticamente disatteso dalla riforma Fornero ponendoli subitamente 7a salvaguardia anche perché , da indagini difficili dei comitati risulterebbero numeri veramente piccoli di persone aventi  il transitorio ad ora al  2018/19 .

Quindi è da certificare da Inps il loro reale numero (e non quelli strampalati del tavolo tecnico di maggio 2014 che vi aveva inclusi “tutti” anche i 40enni) ..qui si parla di lavoratori che erano al 2011 già in sottodata regole previgenti previdenziali ed in diritto di legittima aspettativa.

Ha poi chiuso con riferimenti ad una sua ricerca psicoanalitica riguardo alla salute degli esodati spiegando i dati di uno studio universitario di Chieti su danni di anni di esodo, lotte ed attese per una salvaguardia e riconoscimento del diritto protratto oltre ogni tollerabile limite di ansia e distruzione del loro stato sociale che fa sì che una salvaguardia definitiva sia indispensabile anche per la tenuta dei costi sanitari futuri inevitabili visto lo stato di prostrazione dopo 43 mesi .

  1. e) Stella Citino  ha spiegato le problematiche relative alle cosiddette “quindicenni” e cioè di coloro che avendo maturato 15 anni di contribuzione da solo lavoro nel ’92 e successivamente sempre derogati dalle riforme pensionistiche , sono stati invece di colpo dalla riforma Fornero  spostate dai 60 anni in avanti di  6/7 anni con delle incongruenze e incoerenze sulle 2.500 colleghe 15 enni con Contributi Volontari  che sono state salvaguardate nelle precedenti 6 salvaguardie – perché risultano Contributrici Volontarie  .

Si è creata  una enorme INGIUSTIZIA   che va  sanata . Sono SOLO 5.000 le 15 enni con SOLO contributi da solo lavoro

 

La rappresentante delle 15.enni ha spiegato l’iniquità di accesso alle salvaguardie tra 15 enni con solo contributi da lavoro dipendente rispetto a chi aveva versato anche un minimo contributo volontario ma con un numero anche minore di versamenti totali i quali sono stati salvaguardati.

Ha evidenziato quanto i dati forniti dall’INPS sulla loro numerosità siano stati esorbitanti rispetto alla loro reale consistenza: 236.000 a fronte di circa 5.000  ( stima di Ardizio ) .

Così come le risorse necessarie di 35 miliardi previste da INPS  sono fuori scala  , bastano 150 milioni.

INPS si è inventato che sono 236.000 le 15 enni con costi di 35 miliardi

invece questo semplice calcolo dimostra che i numeri sono stati inventati per bloccare la pdl 224 con un maxi emendamento del governo che ha eliminato la pdl e l’ha sostituita con sesta

eliminando le 15 enni .

Costo pensione media di una quindicenne 400 € mensili  per 12 mesi + tredicesima = 5.200  che arrotondiamo per semplicità di calcolo al costo di 5.000 € annuali.  le 15.enni, non dovendo attendere 7 anni per la maturazione della pensione costerebbero 5000 x 7 = 35.000 € e dividendo 35 miliardi per 35.000 € otteniamo che 35 miliardi servono a 1 milione di lavoratrici.  !!!  Dato ERRATO  bastante per 240 anni  di tutte le 15 enni da SOLO lavoro ,  non per 7 anni di anticipo.

 

+ Ardizio :

In realtà sono solo circa 5 mila le 15 enni con solo contributi da lavoro con costo di SOLI 150 milioni.  I 35 miliardi quantificati da INPS e  dalla ragioneria per la pensione delle quindicenni, cioè  con 15 o più anni di contributi da lavoro, sono un errore o una mistificazione  discriminatoria della DG INPS per far scalpore sull’opinione pubblica e derubare le 15 enni dei loro diritti e toglierli da salvaguardie.

Poiché sono stati ingannate con dati erronei  , c’è la violazione dell’art.3 della Cost. dell’art. 96 Cost. ,  dell’art 323 C. P. e molto altro.    C’è l’abuso di potere, c’è l’abuso di ufficio e non solo e molte 15 enni potrebbero ricorrere alla magistratura o alla Procura della Repubblica se non vengono salvate in una 7^  salvaguardia .

 

  1. f)      Ercolani  Enrico per i quota 96   ha spiegato i problemi   dei quota 96 insegnanti e lavoratori della  scuola ,  e lavoratori con parenti disabili legge 104 e congedi.

Ha consegnato un documento di 5 pagine che spiega la storia , i soprusi subiti dai quota 96 e i costi per salvarli  . Oggi  NON vi sono più alibi per sistemare poche centinaia di Quota 96 rimanenti dato che vi sarebbero costi irrisori da spendere !  66 milioni !!

Il rappresentante dei quota 96 evidenziando che ormai sono a quota  104 o più, che ormai sono meno di 2.000 persone.

 

Il Ministero del lavoro con il MIUR si attivino tutte le procedure necessarie  per sbloccare la  situazione in modo da garantire, ai quota 96 e a tutti coloro con permessi per legge 104 della scuola, il diritto a percepire  la pensione dal 1 settembre 2015. Si attuino provvedimenti , misure legislative per sistemare con circolari o lettere dispositive la situazione all’ INPS PRIMA del 1 settembre 2015 , prima che inizi un altro anno scolastico  .

Ciò in modo da mandare in pensione dal 1 settembre 2015 gli insegnanti e lavoratori della scuola sia con quota 96 , sia con legge  104  per evitare di farli lavorare  ANCORA  un ALTRO anno scolastico , facendo salire la loro quota da 96  a quota 104   ( 96 + 4 anni di età + 4 anni di contributi per 4 anni di lavoro in più).

 

Stessa cosa per i lavoratori con parenti disabili per la  L. 104 e congedi , dove si chiede che sia applicato alla “lettera”  l’art. 2 commi 4 e 6 della L.147 (la 6^ salv.)   e che si attuino i vasi comunicanti per salvare tutti i richiedenti , visto che esistono le risorse nella stessa sesta salvaguardia   finanziata a corpo .

Il rappresentante dei quota 96 evidenziando che la loro tipologia è inserita nelle proposte per una 7^ salvaguardia . Si attuino provvedimenti legislativi o atti amministrativi che dovrebbe essere approvati prima dell’inizio dell’anno scolastico onde permetterne l’uscita.

Siamo a conoscenza  che l’ INPS, nonostante  la lettera del MdL del 25.11.2015 e circolari di “indirizzo”  sta procedendo con lentezza esasperante ed incomprensibile all’INVIO  DELLE CERTIFICAZIONI per la lettera d)  legge 104; lentezza come per le altre lettere  c) ed e) nella sesta !

 

il M.d.L. intervenga presso il MIUR e INPS , in caso di ritardato invio delle certificazioni INPS, al fine di NON precludere, ai docenti, in congedo L.104 nel 2011, riconosciuti “salvaguardati” in 4^ e 6^  la quiescenza, in deroga  oltre  il termine del 1° settembre 2015 anche se i documenti di chi ha la legge 104 arrivino dopo il 1 settembre, giuridicamente vengano posti in pensione dal 1 settembre 2015 .

 

E’ stato consegnato  il documento di quota 96 e in più ,  per rafforzare,  ben  2 INTERROGAZIONI PARLAMENTARI dell’On. CARRESCIA  –   la prima del 25 febbraio (già a conoscenza del ministro)  e l’ultima, di fine maggio, dove si avverte il Ministero  che se si attivasse un contenzioso si avrebbe un costo  maggiore di quello necessario per mandare in pensione tutti  gli insegnanti e  lavoratori della scuola che hanno avuto permessi  legge 104 .   Sia data la doverosa considerazione alle varie interrogazioni poste  al Ministro, da vari deputati.

 

Si è sviluppato  un  intenso interscambio di informazioni, discusso di particolari punti da mettere a fuoco con invio di ulteriore documentazione .

 

La dottoressa Ferrari  prima di chiudere la riunione ci ha informato che il ministro Poletti  sta lavorando ad una soluzione definitiva per il pensionamento anticipato.

Noi abbiamo ribadito che le soluzioni allo studio si devono discutere con le parti sociali , anche con i comitati degli esodati perché siamo a conoscenza di casi drammatici di persone uscite dal mondo del lavoro DOPO la legge Fornero  .

Non si devono però applicare soluzioni contributive  o penalizzanti  agli esodati che hanno accordi o diritti prima della legge Fornero .

Agli esodati si devono applicare con le salvaguardie le leggi previgenti.

Noi abbiamo indicato che ci sono le risorse per una settima DEFINITIVA .

 

Alla fine la dottoressa Ferrari ha chiuso la riunione invitando a inviare documentazione per  categorie specifiche ( mobilitati NON governativi, 15enni  , legge 104 , insegnati e lavoratori della scuola – ecc.  – che abbiamo in parte consegnato brevi mani )  .

 

 

per i comitati  esodati

Pasquale  De pasquale

 

 

Ringraziamo e chiediamo che questo verbale, con allegati tutti i testi consegnati a mano, sia condiviso dal Direttore Generale Previdenza  dottoressa Concetta Ferrari .

NON SONO GIUNTE OSSERVAZIONI

 

 

 

 

…………………………………

 

 

INCONTRO DEL 16 GIUGNO  AL MEF RAPPRESENTATO DAL SOTTOSEGRETARIO On. PIER PAOLO BARETTA CON IL COORDINAMENTO NAZIONALE PENSIONATI UNITI  di Oggi e di Domani , con i  Comitati Esodati  e i Macchinisti di Ancora in Marcia

 

11  presenti  : Alboni  , Ardizio ,  Brasile ,  Caponi , Citino ,  De Paquale , Ercolani  , Galli , Luca , Salvatori , Taborri

 

Alle ore 11 la delegazione del CoNUP , dei Comitati Esodati , dei Macchinisti di Ancora in Marcia , composta da 11 membri, è stata ricevuta con cortesia e affabilità dal Sottosegretario On. Baretta che ha chiesto subito di conoscere lo scopo dell’incontro.

Il primo delegato a parlare è stato Michele Caponi che ha fatto presente le preoccupazioni dei pensionati attuali e futuri sul sistema pensionistico elencandole nei seguenti otto punti:

  1. Il potere d’acquisto delle pensioni dopo la sentenza n 70 corte costituzionale
  2. Retributivo o contributivo: un confronto serio e veritiero sui due sistemi
  3. Diritti acquisiti
  4. Esodati
  5. Personale mobile Ferrovie Italiane
  6. Pensioni d’oro
  7. Separazione nei bilanci INPS tra Previdenza, Assistenza e spesa pensionistica Pubblico Impiego ex Inpdap
  8. Lo scudo dell’Europa

Il Sottosegretario ha allora immediatamente detto che non si poteva certo discutere una riforma delle pensioni in questa sede  e quindi ci invitava con fermezza a  limitarsi ai temi preannunciati, sottolineando che il MEF può prendere in esame aspetti più squisitamente  finanziari mentre per quelli normativi bisogna riferirsi ai Ministeri di competenza (Ministero del Lavoro , ecc ) .

 

Pur replicando che spesso i temi sono  in qualche modo collegati è stato seguito dai successivi delegati uno stile stringato seppur abbastanza esaustivo dei temi in elenco.

Non si è seguito l’ordine indicato in premessa e i vari intervenuti – seguendo un ordine di presenza al tavolo ,  hanno presentato i problemi delle loro categorie  e le loro richieste .

 

Poiché non si poteva entrare troppo nel dettaglio delle problematiche sono stati lasciati documenti esplicativi sui singoli argomenti che la delegazione spera vengano posti all’attenzione degli esponenti governativi competenti : ministro , Vice ministro , sottosegretari e Dirigenti MEF , RGS e DG INPS.

Per il punto 4  esodati     hanno parlato :   Claudio Ardizio , Elide Alboni , Stella Citino, Enrico Ercolani :  ( Di questi temi si è parlato nel pomeriggio al Ministero del Lavoro – DG Previdenza  Dott sa Concetta Ferrari,  competente dal punto di vista della normativa con i comitati esodati.  Invieremo resoconto al MEF per conoscenza )

a ) Claudio Ardizio ha parlato degli esodati .

Si chiede la chiusura delle 6 salvaguardie per avviare iter della settima salvaguardia, che sia DEFINITIVA per tutti i 49.500 esodati restanti delle tipologie  della sesta ( fonte  legislativo MdL e INPS a risposta interrogazione Gnecchi  ) da noi stimati abbondanti  .

I numeri dei posti risparmiati oltre 50.000 risulteranno superiori ai 49.500  ( e a quelli effettivi fino al 2018 – noi chiediamo di andare oltre per poche decine di casi di postali e bancari ) e potremmo verificarlo se INPS comunicasse  i numeri delle domande escluse per dinieghi o non risposte nelle 6 salvaguardie  .

 

Ci sarebbero 50.000 posti NON utilizzati con risorse per oltre 3 miliardi di euro che devono essere rese disponibili convogliandole sul fondo esodati per una settima salvaguardia .

Riprendendo l’ultimo report INPS sulle salvaguardie al 3.4.2015  si è  evidenziato la presenza stimata di oltre 50.000 posizioni che non verranno coperte da lettere di certificazioni a fronte delle 170.230 posti in platea nelle 6 salvaguardie  e la possibilità di fare  una 7^ salvaguardia definitiva per i 49.500 lavoratori ancor privi di tutela come certificato da MdL e DG INPS in risposta all’interrogazione parlamentare dell’on. Gnecchi .

I risparmi di posti consentiranno l’ inserimento di altre tipologie escluse come le 15 enni , CV ante 2007 ecc.

 

Le certificazioni delle 6 salvaguardie e l’invio delle lettere di salvaguardia sono ormai ferme e concluse da tempo – a meno di alcune lettere c) d) e) della sesta a causa di ingolfamento lavorativo per troppe domande giacenti alle DTL maggiori ( Milano, Roma, Torino , ecc ) che ancora non hanno processato sopratutto le istanza di salvaguardia per i fruitori della legge 104 dove esiste un problema di sforamento del platea e la presentazione di domande ripetute ( duplicate)  dalla 4^ alla 6^ .

Le 2.000 domande di salvaguardia duplicate stimate creano ingolfamento presso le DTL maggiori che non inviano lettere di accoglienza agli interessati ed alla sede territoriale INPS. Inoltre a 2.108 persone della quarta sono state mandate le certificazioni automaticamente da DG INPS ( 1800 platea + 2108 = 3908 ) su lettera dispositiva del MdL , che richiedeva il rispetto dei requisiti pensionistici per  mese     con quelli della sesta .

Tale circostanza ha creato invece diritti di precedenza inesistenti , per quelli della quarta e confusione alle DTL ed alle sedi periferiche INPS che non sanno più raccapezzarsi da 6 mesi e che devono gestire pratiche di accoglienza alle DTL  della sesta – duplicate – che intasano le stesse DTL  – mentre per molti degli interessati  la pratica INPS della quarta sopranumerari sopra platea  è già stata inviata lettera di salvaguardia per la sesta  .

La platea di 1.800 posti della sesta – già superata –  per i lavoratori con parenti disabili legge 104 con 2.108 posti della quarta =  3.908  posti ha già  utilizzato di fatto vasi comunicanti che dovevano essere autorizzati solo con applicazione del comma 193 legge 147/2014 : istituzione di una conferenza dei servizi  –  tavolo tecnico – che autorizza MdL e MEF  di destinare i risparmi di posti a altre categorie    .

Invece MdL ha già conoscenza che esistono risparmi anche  sui 32.100 posti in platea della sesta  e quindi se ha autorizzato i vasi comunicanti , con lettera dispositiva del 25.11.2014 per superare la platea dei 1.800 della sesta  coi 2.108 della quarta ,    può autorizzare vasi comunicanti per 1.447 pratiche rimanenti della sesta   ( 7.355 – 3908 = 3.447 – 2.000 duplicate  = 1.447 ) consentendo alle sedi periferiche INPS di eliminare le 2.000 ( stima ) pratiche duplicate , scaricando le DTL .

I lavoratori agricoli con contratto  a tempo determinato (  4.455 pervenute * – 4.000 posti in platea = 455 posti in soprannumero meno pratiche da eliminare  ( 200 ? stima )    4.455 * pervenute  di cui  669 già gestite con lettera di salvaguardia   )  .

 

Si è perciò chiesto che venga attivata con conferenza dei servizi  di  MdL MEF e dell’INPS la procedura dei vasi comunicanti anche per tutte le tipologie che ne necessitano e per liberare risorse finanziarie da far affluire nel fondo esodati e chiudere le 6 prime salvaguardie entro l’8 luglio .

 

  1. b) Pasquale De Pasquale è intervenuto per li mobilitati con accordi “non governativi” e ha messo in risalto il discriminante trattamento di tutele con i mobilitati con “accordi governativi” salvati fino al 2022.  I mobilitati con accordi “non governativi” dovevano essere messi in mobilità entro il 30.09.2012 ( quelli oltre sono ESCLUSI )   –   mentre i mobilitati con accordi governativi possono essere messi in mobilità entro il 31.12.2016 ( un trucco per le grandi aziende con lavoratori in cassa integrazione entro il 6.11.2014)

 

  1. c)    Elide Alboni :  CV   ante 2007   i  CONTRIBUTORI VOLONTARI CV ante 2007 che non vedono rispettata la loro legge 243/2004 Novellata nella 247/2007 tali da essere così derubati due volte sia del diritto come tutti gli esodati , ma in più di ingenti somme di denaro già versate in nome della loro legge ancora in essere ,  ma che Inps non riconosce.

Si chiede da tempo almeno il riconoscimento di norma LEGITTIMA ASPETTATIVA per coloro che sono nel transitorio previdenziale ante Fornero .

Si attendono risposte da RGS a Avvocatura dello Stato che ha posto con una lettera la questione a RGS della legittimità e validità della legge 243/2004 Novellata nella 247/2007.

 

  1. d) Stella Citino  ha spiegato le problematiche relative alle cosiddette “quindicenni” e cioè di coloro che avendo maturato 15 anni di contribuzione da solo lavoro nel ’92 e successivamente sempre derogati dalle riforme pensionistiche , sono stati invece di colpo dalla riforma Fornero  spostate dai 60 anni in avanti di  6/7 anni con delle incongruenze e incoerenze sulle 2.500 colleghe 15 enni con Contributi Volontari  che sono state salvaguardate nelle precedenti 6 salvaguardie – perché risultano Contributrici Volontarie  .

Si è creata  una enorme INGIUSTIZIA   che va  sanata . Sono SOLO 5.000 le 15 enni con SOLO contributi da solo lavoro

 

La rappresentante delle 15.enni ha spiegato l’iniquità di accesso alle salvaguardie tra 15 enni con solo contributi da lavoro dipendente rispetto a chi aveva versato anche un minimo contributo volontario ma con un numero anche minore di versamenti totali i quali sono stati salvaguardati.

Ha evidenziato quanto i dati forniti dall’INPS sulla loro numerosità siano stati esorbitanti rispetto alla loro reale consistenza: 236.000 a fronte di circa 5.000  .

Così come le risorse necessarie di 35 miliardi previste da INPS  sono fuori scala  , bastano 150 milioni.

INPS si è inventato che sono 236.000 le 15 enni con costi di 35 miliardi

invece questo semplice calcolo dimostra che i numeri sono stati inventati per bloccare la pdl 224 con un maxi emendamento del governo che ha eliminato la pdl e l’ha sostituita con sesta

eliminando le 15 enni .    Costo pensione media di una quindicenne 400 € mensili  per 12 mesi + tredicesima = 5.200  che arrotondiamo per semplicità di calcolo al costo di 5.000 € annuali.  le 15.enni, non dovendo attendere 7 anni per la maturazione della pensione costerebbero 5000 x 7 = 35.000 € e dividendo 35 miliardi per 35.000 € otteniamo che 35 miliardi servono a 1 milione di lavoratrici.  !!!  Dato ERRATO  bastante per 240 anni  di tutte le 15 enni da SOLO lavoro ,  non per 7 anni di anticipo.

 

In realtà sono solo circa 5 mila le 15 enni con solo contributi da lavoro con costo di SOLI 150 milioni.  I 35 miliardi quantificati da INPS e  dalla ragioneria per la pensione delle quindicenni, cioè  con 15 o più anni di contributi da lavoro, sono un errore o una mistificazione  discriminatoria della DG INPS per far scalpore sull’opinione pubblica e derubare le 15 enni dei loro diritti.

Poiché sono DERUBATE , c’è la violazione dell’art.3 della Cost. dell’art. 96 Cost. ,  dell’art 323 C. P. e molto altro.    C’è l’abuso di potere, c’è l’abuso di ufficio e non solo e molte 15 enni potrebbero ricorrere alla magistratura o alla Procura della Repubblica se non vengono salvate in una 7^  salvaguardia .

 

  1. e)      Ercolani  Enrico per i quota 96   ha spiegato i problemi   dei quota 96 insegnanti e lavoratori della  scuola ,  e lavoratori con parenti disabili legge 104 e congedi.

 

Ha consegnato un documento di 5 pagine che spiega la storia , i soprusi subiti dai quota 96 e i costi per salvarli  . Oggi  NON vi sono più alibi per sistemare poche centinaia di Quota 96 rimanenti dato che vi sarebbero costi irrisori da spendere !  66 milioni !!  mentre i politici ci  dicono che abbiamo tutte le ragioni , i ministeri o il parlamento non attuano tempestivamente misure legislative per sistemare PRIMA del 1 settembre 2015  insegnanti e lavoratori della scuola quota 96 e di derubarli  ANCORA  di un anno scolastico , facendo salire la loro quota da 96  a quota 104   ( 96 + 4 anni di età + 4 anni di contributi per 4 anni di lavoro in più )

 

Stessa cosa per i lavoratori con parenti disabili per la  L. 104 e congedi , dove si chiede che sia applicato alla “lettera”  l’art. 2 com. 4 e 6 della L.147 (la 6^ salv.)   e che si attuino i vasi comunicanti per salvare tutti i richiedenti , visto che esistono le risorse nella stessa sesta salvaguardia   finanziata a corpo .     Il rappresentante dei quota 96 evidenziando che ormai sono a quota 100 104 o più, che ormai sono meno di 2.000 e che la loro tipologia è inserita nelle proposte per una 7^ salvaguardia o da provvedimenti legislativi o atti amministrativi che dovrebbe essere approvati prima dell’inizio dell’anno scolastico onde permetterne l’uscita.  Veniamo a sapere  che l’ INPS, nonostante  i richiami, le sollecitazioni e le circolari di “indirizzo”  sta procedendo con lentezza esasperante ed incomprensibile all’ INVIO  DELLE CERTIFICAZIONI per la lettera d)  legge 104  .. come per le altre lettere  c) e e)    !

 

E’ stato consegnato  il doc di quota 96 e in più  ,  per rafforzare ,  gli ATTI del parlamento :

ben  2 INTERROGAZIONI dell’On. CARRESCIA  –   la prima del 25 febbraio, quindi il ministro era già informato  –   e l’ultima, di fine maggio, dove si avverte il ministero  che se si attiva un contenzioso ciò avrebbe un costo  molto  maggiore di una parte dei 66 milioni per mandare in pensione tutti  gli insegnanti e  lavoratori della scuola con permessi  legge 104 .

 

Per il punto 5   hanno parlato  Danilo Taborra  e  Giampiero Salvadori per  il personale mobile delle ferrovie    :    si è fatto presente che tale personale beneficiava di un trattamento di uscita  a 58 anni dovuto alla specificità del lavoro (strettamente legato alla sicurezza ferroviaria) e alla ridotta aspettativa di vita, ma anche per costoro la riforma Fornero, per un errore di trascrizione (sostituzione della parola “comma” con “articolo”), ha determinato per la pensione un repentino spostamento in avanti di ben 9 anni (unico caso al mondo!). Si è ribadito che tale errore è stato riconosciuto indistintamente dalle forze politiche di tutto l’arco Parlamentare e dall’intera Commissione Lavoro, da cui sono scaturite nel tempo diverse Proposte di Legge, emendamenti, Disegni di Legge, interrogazioni, OdG e altro ancora, nelle quali si fa sempre riferimento al predetto errore e alla necessità e urgenza di una correzione che riporti tali lavoratori ad essere armonizzati. Inoltre tale ERRORE ha determinato ad oggi un ulteriore accantonamento per lo Stato (da noi calcolato intorno ai 40-50 milioni) che potrà gia essere utilizzato a parziale copertura di eventuali costi per l’armonizzazione, ammesso che per ripristinare una condizione di sicurezza per il sistema ferroviario nazionale, minata da un errore riconosciuto,  sia corretto richiedere  delle coperture finanziarie, anche se irrisorie (non certo quelle sovrastimate della RDS).

E’ stato altresì ricordato che in molte di quelle nazioni Europee che hanno imposto tale riforma pensionistica i Macchinisti vanno in quiescenza già dai 55-56 anni, proprio in virtù della delicatezza del lavoro svolto e di un equo godimento della pensione.

Pertanto i ferrovieri del Personale Mobile di ancora In Marcia chiedono l’immediata approvazione della settima salvaguardia che contiene la correzione del Comma 18 dell’Articolo 24 della Legge 214 del 6 dicembre 2011.

 

i punti  1  2  6  7  8   sono stati dati per letti  i documenti consegnati

1       Il potere d’acquisto delle pensioni dopo la sentenza n 70 corte costituzionale

2       Retributivo o contributivo: un confronto serio e veritiero sui due sistemi

6       Pensioni d’oro

7       Separazione nei bilanci INPS tra Previdenza, Assistenza e spesa pensionistica Pubblico Impiego ex Inpdap

8       Lo scudo dell’Europa

si riportano  per sintesi

 

1)  il DL/65 riguardante l’applicazione della sentenza 70 della Corte Costituzionale è ritenuto dal Governo sufficiente e rispettoso della sentenza stessa anche in relazione alla legittimità  a escludere dai ricalcoli coloro che hanno una pensione superiore a otto volte il minimo, ma  soprattutto in relazione alle risorse disponibili; è quindi un decreto che ha risposto bene in termini di temporalità, proporzionalità e progressività .

2) Sulle problematiche generali pensionistiche si è tralasciato l’argomento che voleva mettere a confronto i due sistemi retributivo e contributivo e pertanto la questione è stata appena sfiorata ma i rappresentanti dei pensionati hanno ribadito il favore al sistema retributivo a tutela dei diritti acquisiti della pensione come diritto costituzionale.

6) Sul punto PENSIONI D’ORO. La definizione di pensione d’oro  ci  può anche essere, ma  si deve configurare come tale solo se è considerata d’oro anche una retribuzione o una rendita di uguale importo. Un grammo d’oro ha un valore che è uguale per un disoccupato, un lavoratore e un pensionato. Una pensione o una retribuzione quindi è d’oro quando si colloca obbiettivamente in un’area ampia  di soddisfacimento del superfluo. Tanto per scendere nel dettaglio e nel concreto, anche una pensione pari a otto volte il trattamento minino pari a circa 4.000 euro lordi ma corrispondente ad un netto di 2.650 euro non è d’oro.   Si tratta della  DIFESA DELLA DIGNITA’ STESSA DEI PENSIONATI, attraverso l’opposizione contro ogni provvedimento, comunque denominato che si configuri, di fatto , come un prelievo fiscale a carico della sola categoria dei pensionati e non della generalità dei contribuenti, in relazione alle possibilità reddituali e secondo il criterio di progressività, nel rispetto di quanto sancito dalla Costituzione.

 

7) Sulla perequazione delle pensioni si chiede l’intero pagamento

e la separazione nei bilanci INPS tra Previdenza, Assistenza e spesa pensionistica Pubblico Impiego ex Inpdap . L’Assistenza deve essere finanziata con la fiscalità generale  , non derubando le pensioni pagate coi contributi dei lavoratori  , che sono salario differito.

 

8) Pure un argomento che poteva stare a cuore del CoNUP non è stato trattato e cioè lo Scudo dell’Europa , dove si usa la scusa  ce lo chiede l’Europa , ma i bilanci INPS sono in ordine fino al 2030 e si sta pagando il buco della spesa pensionistica del Pubblico Impiego ex Inpdap e di altri fondi pensionistici con i contributi versati dai lavoratori dipendenti .

 

I documenti consegnati possono essere letti  dal ministero  –  già sarebbe un buon risultato se risponderete e comunque molto è stato detto,  anche se non tutto.

 

Il Sottosegretario Baretta ha ascoltato pazientemente spesso senza  replicare a quanto detto in tema di esodati e ultime salvaguardie previste, di esodi e disabilità,  di diritti acquisiti, della richiesta di Bilanci separati nell’INPS, delle uscite del comparto scuola anche queste in  relazione a chi ha parenti disabili da accudire legge 104.

 

Tuttavia il Sottosegretario non si è limitato solo ad ascoltare, ma ha anche fatto delle affermazioni abbastanza impegnative e cioè:

 

  1. Non c’è nell’agenda del Governo il ricalcolo delle pensioni con il sistema contributivo
  2. Il sistema contributivo resta il sistema di riferimento più equo e corretto
  3. Il DL/65 riguardante l’applicazione della sentenza 70 della Corte Costituzionale è ritenuto dal Governo sufficiente e rispettoso della sentenza stessa anche in relazione alla legittimità  a escludere dai ricalcoli coloro che hanno una pensione superiore a otto volte il minimo, ma  soprattutto in relazione alle risorse disponibili; è quindi un decreto che ha risposto bene in termini di temporalità e progressività
  4. C’è una propensione a rivedere la flessibilità in uscita con penalizzazioni per ogni anno di uscita anteriore ai 66 anni   o  altri sistemi in studio  BASATI TUTTO sul contributivo ( estendendo al 2018  opzione donna 57 anni + 35 anni di contributi  e forse  istituendo una opzione uomo 62 anni + 35 anni di contributi – 30 %  –  1 anno in più se autonomi ) solo per lavoratori futuri o che hanno perso il lavoro DOPO la riforma Fornero
  5. Laddove le richieste del CoNUP dovessero essere ritenute giuste, sarà il Parlamento a stabilire una priorità.

per i comitati  esodati

Claudio   Ardizio

 

il verbale  incontro al Mef  abbiamo chiesto  sia condiviso da on Baretta .    NON SONO GIUNTE OSSERVAZIONI

è STATO accompagnato da tutti   i  testi  consegnati   a mano



Commenta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...