Manifestazione Unitaria

Manifestazione unitaria.

Discutiamone qui!

Inserisco questa pagina aperta a tutti per far capire meglio a tutti come procede la discussione per una manifestazione unitaria a sostegno del pensionamento di Quota 96. (* note a fondo pagina)

Molti colleghi hanno un proprio blog di riferimento nel quale si sentono ” a casa” con il quale hanno familiarità, si riconoscono nei “leader” che scrivono più di frequente, che li gestiscono per informare noi poveri disgraziati illusi e calpestati da ben tre anni.

La spinta per questa manifestazione unitaria viene da Kiara, membro del direttivo del Comitato Civico Quota 96 animatrice e moderatrice della pagina Facebook  (raggiungibile al link https://www.facebook.com/ *). In un’intervista all’Huffington Post on line ha lanciato l’idea di questa manifestazione che raccolga tutti gli intrappolati al lavoro del comparto scuola dall’errore della riforma Fornero** i giornalisti che l’hanno intervistata hanno poi sparato la cifra di “manifestazione di 10.000 persone”***

Noi che ci troviamo su questo blog e che siamo sempre stati per manifestazioni di piazza, abbiamo subito accettato di fare una manifestazione unitaria****

Questa è la discussione che si è sviluppata su questo blog:

… comincia con la notizia riportata da rosa Anna del pezzo dell’Huffington Post il 4 agosto e prosegue con vari interventi sulla necessità di una manifestazione unitaria.

Gli altri blog partecipano e cercano contatti e discutono le modalità (https://www.facebook.com/quota96?ref=ts&fref=ts) il Blog curato da Antonio B. , il blog che cura Raoul quasi 3.000.000 di pagine visitate … questo su cui scrivo al momento ha avuto 855.000 contatti.

Ma la prima risposta da parte del CCQ96 è  questa (ve la metto per intero per non farvi aprire troppe pagine …) :

Antonio Pane

Errata Corrige: data della manifestazione proposta da Kiara Farigu: leggasi 26, anziché 25.

  • Ciao Antonio,
    ho già fatto le mie considerazioni scritte e stanno girando ed alimentando la discussione e, spero, la partecipazione alla manifestazione.
    Credo che ogni gruppo abbia pari dignità e spero si riesca a formare un Comitato Organizzatore in brevissimo tempo e che siano le persone delegate da ogni blog a decidere le modalità e l’organizzazione della manifestazione senza diktat ma discutendone insieme.
    Io, dato che, … eufemismo, non sono né benvisto né in sintonia politica con alcuni/e non ne farò parte.
    Per velocizzare la formazione del Comitato a cui dovrebbero, secondo me partecipare:
    il gruppo aperto Facebook Quota 96, il Blog di Raoul ed il blog di Antonio, oltre delegati dei comitati precari che intendono partecipare in maniera organizzata, ti invio questo messaggio anche sulla email che hai scritto per postare qua
    Ciao
    Franco

Si fa vivo Anselmo, con il quale mi ero anche scontrato duramente nell’estate del 2012, e la discussione prosegue con le deduzioni di Raoul e la mia risposta.

Nuovo contatto da parte di Antonio Pane con le proposte del CCQ96 la mia accettazione di quasi tutte le richieste eccetto la perdita di identità del gruppo che qui si ritrova e discute è sotto il commento di Antonio.

 

Nuova reiterata richiesta, anche senza citare espressamente bandiere e striscione:

Antonio Pane

Caro Franco, far prevalere il problema dell’identità è un GRAVE errore politico (un antico difetto della sinistra che ha procurato danni epocali, ultimissimi, ben due governi Berlusconi). Ripeto: l’invito a rinunciare per una volta al fattore identitario non deriva da un pregiudizio ideologico; ha, al contrario, lo scopo, eminentemente pratico, oserei dire empirico, di massimizzare i consensi, che si intravedono piuttosto grami, alla iniziativa che andiamo a prospettare.

  • Mi piacerebbe discutere con te, se i due governi Berlusconi siano un antico difetto a meno che di non volessi dire deriva, sull’accentuazione del GRAVE riguardante l’identità, non ho detto che deve prevalere, ho scritto che deve essere discusso.
    Le nostre analisi coincidono in tutti i punti, in uno solo divergono.
    Avete provato ad analizzare l’idea di diversi presidi ed una critical mass che si sposta per Roma?
    In quel caso servono diversi organismi e/o comitati che li indicono. Il trovarsi insieme, lo spostarsi, lo sciogliersi ed il ritrovarsi possono aumentare la visibilità e dobbiamo essere … creativi. Sull’identità dovremo anche vedercela con i precari, i gruppi dei vincitori del concorso profumo sono tre con due linee diverse, quelli in GAE sono in tre gruppi numerosi e vari piccoli e loro ci tengono all’identità e non voglio privarmi dell’appoggio degli unici alleati in questa manifestazione o chiediamo di aderire a CGIL, CISL e UIL?

    • Francesco

      Ok 100%, l’idea di stare a distanza di 10 metri la avevo pensato anch’io e forse anche scritto.
      Voglio ancora essere propositivo, noi organizziamo Convegno Cesp e presidio, loro la manifestazione, altri …, oppure più giorni di iniziative coordinate e unitarie, credo, senza modestia che il contributo a Q96, come Cobas è riconosciuto da tutti, non abbiamo necessità di altre stellette, ma vorremmo andare in pensione in quest’anno che sta per concludersi.
      Possiamo dare ancora una mano o di noi non c’è ne bisogno? Siamo stati uni stimolo o un impedimento a Q96, lo si dica in modo chiaro e tireremo le conclusioni, se CCQ96 porta non dico 10 mila, ma solo 1000 e chiude la storiaccia, tanto di cappello, altrimenti contribuisca a iniziative unitarie, che può anche significare non concorrenti e coordinate per dare più risalto.

Maria Rosa interviene e le risponde Antonio con la velata accusa che i Cobas con le loro bandiere vogliano “mettere il cappello”.

Leggete anche la discussione che si sviluppa sotto in risposta.

 

Antonio interviene nuovamente con velata ironia:

Antonio Pane

Franco, il problema delle sigle dei precari è risolvibile anch’esso con uno striscione unitario: COMITATI PRECARI SCUOLA. Il problema della “moltiplicazione degli enti” è stato affrontato e risolto qualche secolo fa, nel basso medioevo, da Duns Scoto.

Io non ricordavo assolutamente Duns Scoto, anzi non lo avevo proprio studiato, la filosofia medioevale non mi interessava molto mi documento e rispondo, chiaro chi scherza con me … invita il matto a fare alle sassate …😉 e rispondo ad Antonio. I colleghi partecipano …

La risposta successiva di Antonio è una chiusura totale:

Antonio Pane

Caro Franco, vedo che prediligi le manifestazioni numericamente inconsistenti: che bisogno c’era di lanciare appelli per l’unità della, diciamo così, categoria? Per me, parlo a titolo strettamente personale, il discorso si chiude qui.

Fra un post e l’altro interviene Anselmo a cui rispondo:

Anselmo

Meglio lasciar perdere ;. CCQ 96 in una piazza o corteo e cobas da un’altra parte. I precari possono scegliere con chi partecipare. Tutti disuniti ma tutti contenti anche il governo che ci vuole così.

 

Infine la chiusura totale del Comitato Civico la sequenza è quella riportata sopra, Antonio ha aperto una pagina protetta da password per il Comitato Organizzatore in tempi brevissimi dobbiamo scegliere una data e le modalità per manifestare. Per questo Blog tratteranno Francesco Martino e Venere Anzaldi, come avevo detto io mi terrò fuori, per cercare la massima unità, anche se (opinione personalissima) credo che sia il Comitato Civico che non voglia manifestare con noi ed ha colto, prima ancora di cominciare a discutere la palla al balzo … o la bandiera al balzo per tirarsene fuori.
L’ultima lettera di Giuseppe Grasso alla Deputata del PD Malpezzi, pubblicata su La Tecnica della Scuola, è un’accusa ed una richiesta di soluzione scritta con forza e determinazione. Lo stile di Grasso può piacere o non piacere ma è stato chiarissimo … meno nell’indicare una risposta unitaria e di lotta visibile anche a chi non legge la stampa specializzata del settore scolastico.

Non possiamo  accettare quello che il governo ci ha fatto, ma mail, tweet ed articoli, pur tenendo viva l’attenzione, non bastano a dare quella spinta al governo che non è riuscita neppure ad una maggioranza schiacciante in palamento, solo a parole per alcuni visto che allo schioccare della frusta del padrone la fiducia a capo chino l’hanno votata.

Franco Spirito

Note:

*La pagina è riservata ai membri cioè prima poterla leggere ci si deve iscrivere e l’iscrizione è sottoposta all’approvazione da parte dei moderatori che con un loro regolamento possono escludere chi non rispetta le regole del gruppo.

**La riforma non ha tenuto conto dell’Anno Scolastico che va dal 1° settembre al 31 agosto di ogni anno ed il cui pensionamento è regolato ai sensi dell’articolo 59, comma 9, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, mai abrogato e che ha regolato il pensionamento del personale per tutti gli anni da allora … eccetto che nel 2012 da cui il blocco del pensionamento dei nati ’51 con 35 anni di contributi ed il più numeroso gruppo dei nati ’52 che raggiungevano nell’anno scolastico 2011/2012 i 36 di contributi ed i 60 anni richiesti dalla normativa precedente, inoltre sono stati bloccati anche i lavoratori precoci che nel corso dello stesso anno avrebbero raggiunto il massimo contributivo dei 40 anni indipendentemente dall’età anagrafica.

*** E’ il numero delle persone, come  spiegato da Kiara, che colpisce l’eliminazione dell’art. 1 bis dalla legge di conversione del DL 90 Pubblica Amministrazione: 4000 addetti del comparto scuola, i loro parenti e 4000 precari che al momento del pensionamento di quota96 saranno assunti.

****Visto che nel nostro gruppo c’è una componente dei Cobas – Scuola che si sono definiti Quota96 Cobas ed un altro gruppo autorganizzato che non fa parte del sindacato Cobas che si è chiamato Comitato Quota 100+, nell’attesa di contatti diretti oltre all’articolo di giornale, abbiamo indetto una manifestazione per il 7 agosto a Monte Citorio in occasione del secondo passaggio della legge alla camera per il varo definitivo.

Discutiamone qui!


30 commenti on “Manifestazione Unitaria”

  1. Orlando De Filippis scrive:

    Come mai l’avv. Naso non si fa vivo per proporci un ricorso alla Corte Europea? Naturalmente per coloro che hanno già versato l’obolo per i vari inutili ricorsi al G.d.L. e alla Corte dei Conti non ci saranno ulteriori aggravi pecuniari. O no? Dove sono gli organizzatori del ricorso di due anni orsono? Un saluto.

    • quota96 scrive:

      Ciao Orlando questa pagina deve servire per discutere la Manifestazione Unitaria …
      dell’Avv. Naso devi chiedere da altre parti non qui.

      • Orlando De Filippis scrive:

        Scusami Franco ma pare che coloro che ci hanno proposto il ricorso tramite l’avv. Naso si siano volatilizzati. Eppure è stata percorsa una strada legale con nessun risultato e complessivamente oneroso per i ricorrenti e, credo, molto favorevole per il legale. Adesso che si facesse un ricorso anche alla Corte Europea senza ulteriori oneri per noi non sarebbe stato certamente uno scandalo. Tutto qua! Per la manifestazione sono con voi e sarò a Roma con voi. Per il resto ognuno venga con le bandiere che più ritiene opportuno. Includere e non escludere! Io inviterei anche altre categorie di lavoratori e il movimento degli studenti medi e universitari di Roma. Oppure ormai è scomparso il vecchio spirito di solidarietà di una volta? Nella mia esperienza ho partecipato a migliaia di cortei e manifestazioni di tutti i tipi , laddove serviva solidarietà e vicinanza, per lottare contro sorprusi e ingiustizie. La nostra non è un sorpruso? Adesso che IO , per una volta , ho bisogno di sostegno di altri lavoratori, sembra quasi una bestemmia chiedere aiuto!? Siamo ridotti male caro Franco! Un saluto e un abbraccio!

  2. pio scrive:

    @ Tutti @ Franchi @ Tutti
    ” SADDA’ FA’ E BASTA ” a qualsiasi condizione , basta che il numero sia considerevole ……
    Il grido può essere il trito e ritrito ” UNITI , TUTTI,TUTTI,TUTTTI, TUTTTTTTI ….. si vince “.
    E ‘ semplice ma, lo vorranno capire tutti ??? oppure facciamo come la madia ( ma lei prende una barconata di SOLDI NOSTRI !!! ) sempre pronti a dire si ????
    A presto più incazzati che mai .
    Pio

  3. Francesco scrive:

    Ad Antonio Pane e al CCQ96, non ho mai anteposto la mia bandiera al primo posto rispetto agli obiettivi e in questi anni, io ho sempre lavorato per questo, sapendo che il mio lavoro andava poi a vantaggio degli altri.
    A Torino ho sempre visto la gente disperata rivolgersi a noi, Cobas, quando gli altri sindacati li scaricavano (? anche per Q96, ricorso inutile con UIL e CGIL e poi vengono da noi, perché siamo seri).
    Finite le vertenze, si fanno le tessere degli altri sindacati che ritengono più affidabili, non ho capito il perché.
    Quando arrivano in sede non ho mai chiesto che tessera avessero e spesso abbiamo risolto senza chiedere ne l’iscrizione, ne’ un contributo.
    Questo e’ il modo in cui lavoro, ma adesso la questione e’ più complessa, tutti insieme abbiamo lavorato a un risultato che sembrava irraggiungibile e sembrava a portata di mano.
    Possiamo discutere sulle nostre posizioni, differenze e visioni politiche.
    Lo spettro delle posizioni, credo vada da destra a “sinistra” nei Q96 e tu lo sai meglio di me, quali sono all’interno del CCQ96.
    Voglio essere sincero, c’e’ una posizione ad escludendum nei confronti dei Cobas ed in particolare Quota96 Cobas.
    Dovreste ammettere che nel nostro piccolo un contributo alla lotta lo abbiamo dato, diverso dal vostro, ma positivo nel tenere alto il clima si Q96?
    Perche’ e’ possibile rapportarsi con il PD, in termini dialettici, come ha fatto il CCQ96, per 3 anni ed i risultati sono in qualche modo altalenanti, noi ci siamo riferiti a SEl e qualche volta a Marzana, abbiamo chiesto rapporti ufficiali al PD e sul mio blog trovi le lettere, non abbiamo avuto mai risposta.
    SEL ci ha fornito tutta la sua disponibilita’ e di questo ne dovete dare atto, come anche M5S.
    Credo che anche il nostro contributo abbia fatto in modo che si arrivasse a una risoluzione comune, SEL ha “accettato” l’emendamento famoso, quello del TFS, perché voleva chiudere questa pagina.
    Abbiamo inviato lettere a tutti i gruppi parlamentari, abbiamo contattato anche Boldrini, Grasso e il PdR Napolitano.
    Questo per farti capire che non escludiamo azioni più istituzionali, ma in questa fase il bon ton, non sembra funzioni di fronte al sentirsi presi per i fondelli (Grasso CCQ96 ha espresso in modo diverso questi concetti).
    Di cosa siamo colpevoli?
    Non lo ho ancora capito?
    Sono fondamentali le bandiere? Il giorno che io in una solita mia follia mi sono ” incatenato” davanti alla scuola, vi erano persone anche iscritte a Cgil e Uil (lo ho saputo dopo e nin cambiava anche saperlo prima), l’unica bandiera presente era quella dei Coba e uno striscione Quota96.
    Siamo stati insieme, nessuno ha avuto da ridire, hanno partecipato e si sono fatti riprendere con la bandiera sventolante.
    Perche’ a loro interessava farsi sentire, continuano a pagare la tessera e hanno pagato il ricorso NASO, non hanno fatto neon credo che faranno la tessera Cobas, eppure io continuo a informarli del lavoro che tutti insieme, noi e voi, svolgiamo.
    Ecco ti chiedo, dov’e’ il problema delle bandiere, ma tu credi che 5 bandiere Cobas e uno striscione Cobas su Quota96 saranno preponderanti rispetto alla massa di cappellini e cartelli su Quota96 del CC96.
    Potresti girarmi la domanda, ma io non ho chiesto di escludere nessuno, mai e come ho detto se qualcuno arrivasse con la bandiera CGIl voi lo togliete dal corteo.
    E tutti i comitati presenti sul territorio perche’ non dovrebbero portare il loro contributo?
    Mi riferisco ai tanti che con lunghi viaggi dal Sud, dove viaggiare e’ un dramma, che si sono sobbarcati viaggi tremendi (Siracusa e Lecce sono a una distanza abissale da Roma…), perché non debbono portare il loro cartellone, perché i precari, anche loro divisi in mille rivoli, dobbiamo costringerli a unirsi quando non lo sono ( e io non riesco a capirli).
    Ho capito in vecchiaia che la diversita’ arricchisce, confrontarsi con diverse posizioni ci da stimoli e si trovano le migliori soluzioni.
    Sono le 5 bandiere a rovinare una manifestazione o le bandiere sono la scusa perché non si vuole unirsi ad altri che si muovono in modo diverso.
    Ragioniamo su questo e non suoi colori dei vestiti, in vecchiaia preferisco i colori sgargianti dei diversi e non mi piacciono i colori grigi degli impiegati uomini d’affari.
    Mi danno tanta tristezza.
    Ecco cerchiamo di gioire in un giorno di fine agosto, tutti insieme e forse per l’ultima e fondamentale manifestazione.

    Possiamo ragionarci, oppure si e’ deciso che non si vuole partecipare con le bandiere e se io arrivassi con una bella maglietta con il simbolo tanto odiato che succederebbe?
    Non scherziamo, cerchiamo di essere pratici, vogliamo provare ad essere più’ dei 200 dell’ultima manifestazione del CCQ96?
    Rispettate la fatica enorme di quelli che di manifestazioni ne hanno fatte più di 2 e hanno diritto di sentirsi rappresentati.

  4. renata51 scrive:

    Renata 51@ tutti!
    Io non capisco, perché di un obiettivo comune, non si debba fare una manifestazione comune; infondo stiamo battendoci per un diritto che ci è stato negato, negato a tutti, e nello stesso modo.
    Come non capire che ci stiamo dividendo su cose che, con il nostro obiettivo non c’entrano nulla, una bandiera, uno striscione.
    Ma non è per me, la bandiera o lo striscione che conta, conta il raggiungimento dell’obiettivo.
    Siamo (vecchi) e, non abbiamo ancora capito che, uniti si ottiene, divisi si fa il gioco dei politici che ci vogliono divisi, perché così si avrà minore visibilità, e minor forza.
    Cosa importa se a raggiungere l’agognata pensione ci siano di supporto, I COBAS, la Ghizzoni, Marzana o chicchessia; noi vogliamo raggiungere la PENSIONE ed al più presto.
    IO e tanti altri come me per problemi familiari, altri perché non ne possono più della scuola così’ come è diventata; tutti perché vorremmo goderci glia anni che ci restano in santa pace, e senza più orari e catene.
    Dovemmo rinunciare a questo per una bandiera? nera, rossa, o bianca che sia? O,non dovremmo unirci Tutti per un solo obiettivo?
    Io sono un ATA che dalla vita è stata messa a dura prova, ma nella mia (ignoranza) comprendo, che, uniti si vince, divisi si perde, soprattutto contro questo o questi governi, che si susseguono e stanno portando alla deriva il nostro bel paese, quindi, ben vengano tutte le bandiere, tutti i Ghizzoni, le Marzana, i Sel e tutti i sindacati che vogliono aiutarci per risolvere il nostro grande problema.
    Mi pare però che oltre ai COBSAS, nessuno dei confederati, tranne poche parole dette a denti stretti e senza seguito, si sia mai fatto vedere alle nostre manifestazioni! O che i giornalisti, alle di pendenze dei governi, abbiano mai speso due parole, per venirci incontro, hanno soltanto sputato veleno e scritto cose non vere sulla nostra storia; eppure, loro vanno in pensione con 24 anni di servizio e tanti soldi (guarda caso loro prenderanno una barca di soldi di pensione e non distruggeranno lo stato finanziario del paese, e noi che, se tutto andrà bene, percepiremmo pensioni che saranno poco al di sopra della sopravvivenza si!)
    Vi chiedete perché? Loro non si chiedono quale bandiera accettare, loro sono accanto a chi in quel momento può fare i loro interessi.
    Quindi perché continuare a pagare tessere che servono solo ad ingrassare le pance di persone che professano una fede alla quale non credono più? Che pensano ad andare d’accordo con il governo di turno, cosa ce ne viene a noi di buono?
    Se c’è qualcuno convinto che i sindacati confederali abbiano fatto qualcosa di buono, portino la loro bandiera, io, nonostante le parole dette sopra, non sarò quella che criticherà o impedirà di farlo.
    Se non capiamo, che questo paese ha bisogno di coesione, e soprattutto da parte del popolo, noi lasceremo ai nostri figli soltanto desolazione, e, un paese schiavo dei poteri forti, e non solo di questo STATO.
    Se io nella mia ignoranza, capisco che lo sfascio della sciola pubblica è stato voluto per creare un polo ignorante che si può governare meglio, perché Voi insegnanti, negli anni vi siete fatti passare sopra un carro armato senza mai protestare? cosa aspettate, che torni la dittatura?
    Mentre noi disquisiamo per, bandiere si bandiere no, loro vanno avanti a colpi di piccone contr0o la nostra bella -Costituzione- e noi a dividerci, per cosa? un diritto negato, che se riescono a portare avanti i loro progetti, non sarà più nemmeno un diritto!

    Spero di non aver offeso nessuno, ne urtato la suscettibilità di nessuno, ma, questo è quello che penso; senza nessun preconcetto verso persone o modi id pensare.
    Uniamoci, e forse la nostra forza sarà la nostra fortuna!

  5. marcella scrive:

    Sul sito di Antonio Busato è disponibile una pagina con l’elenco dei Quota96 che vogliono partecipare alla Manifestazione che si terrà a Roma

    http://www.antoniobusato.it/?page_id=2019

  6. Angelo Vannucci - Viareggio scrive:

    @ Tutti

    Di ritorno da qualche giorno di sana e disintossicante montagna trovo che infine è stata decisa una data: bene, il 29 ci sarò, come già avevo scritto. Ma quello che mi ha colpito è stata la dotta disquisizione di logica e di filosofia sulla questione identitaria, id est bandiere etc, talmente dotta e raffinata che si è andati a scomodare perfino Duns Scoto e la quaestio de universalibus, questione non secondaria, certo, ma non necessaria ai nostri fini. Dunque la non necessarietà degli enti intermedi per spiegare e giustificare la causa e l’effetto di un fatto, un fenomeno, un evento, potrebbe essere applicata proprio a chi ha evocato simili immagini e concetti. Allora, però, se la si vuole mettere sul piano della mera erudizione e di un mero esercizio filosofico, possiamo andare, per illuminarci, al pensiero, ancora più compiuto ed esaustivo, da questo punto di vista, di Ochkam e al suo principio di economia (il “rasoio”: entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem. Sono sempre stato – da questo punto di vista – occamista, ma in questo caso la presenza degli enti (bandiere e striscioni che denotano una ideologia, una appartenenza) sono necessari come non mai. La non-identità non è nelle mie corde e ho sempre sospettato dell’indistinto, anche se si cerca di giustificarlo con il fine (e chi poi non è d’accordo con il nostro fine ultimo?). E cerco di spiegarne, politicamente e non, la ragione. Alla luce delle recenti esternazioni di Renzi e Madia (tralascio – ci sarebbe da scrivere una sorta di saggio – il riferimento alla stampa di regime, insorta dopo l’inserimento alla Camera nel dl “Madia” della risoluzione per Quota 96 e a Cottarelli e Padoan, gli uomini della troika, e allo sciagurato Draghi, uomo dei poteri finanziari capitalistici e liberisti, fino a Monti, a Fornero, etc.) abbiamo individuato nell’immediato il nemico cui rapportarci e contro cui combattere. A bloccare il tutto è stata una scelta politica e non tanto e non solo economica: dunque se ci fosse stata la volontà politica, anche al Senato l’emendamento sarebbe stato ripresentato e votato, e sarebbe stato votato – come ha affermato Boccia – da tutti i gruppi che l’avevano sostenuto. Dunque il problema è il Governo, e anche qui tralascio Giannini che conta, dall’alto anche della percentuale (sic!) di voti del suo partito alle elezioni europee, dentro il Governo quanto il due di picche con briscola a cuori, nella persona di Madia e del suo leader. Certo, è il Governo ma anche e soprattutto il PD, di cui esso Governo è espressione, o, se torna più comodo, è esso PD che dà vita e sostiene il Governo. Per questo tra l’altro proponevo che la manifestazione dovrebbe svolgersi a Palazzo Chigi o al tanto riempitivo ed esaustivo Largo del Nazareno. Affermare la propria appartenenza, la propria identità e la propria ideologia (voglio sottolineare questo aspetto, quello ideologico, ma non del linguaggio comune – giornalistico e politico – bensì di quello filosofico e di filosofia della politica) assume in questo momento storico – e dunque al di là della vicenda – essenziale del resto – del nostro pensionamento, ma anche proprio perché vogliamo che venga riconosciuto un diritto – un significato non solo simbolico (le mere simbologie appartengono al venditore di fumo Renzi, una editio contemporanea di Berlusconi, del resto rimesso nella centralità dell’agone politico proprio dal nostro apprendista stregone) ma anche e soprattutto pratico, nel senso della praxis politica. Rivendico dunque le bandiere rosse (chi non le vuole portare non le porti) contro un PD che dire socialdemocratico e vagamente “sinistra” è fare un complimento – sul significato di riformista ci vengo tra un paio di righe – e dei Cobas, contro i sindacati di regime che sappiamo tutti quale non- ruolo hanno avuto, o meglio quali e quanti ostacoli hanno frapposto alla risoluzione della nostra questione, anche se a parole qualche timida sortita è stata fatta. Le manifestazioni di piazza per rivendicare qualcosa (con o senza bandiere, essendo l’obiettivo traversale e attraversando idee, politiche e concezioni del mondo e della vita diverse, e non sempre riconducibili ad un comun denominatore, ad un unicum che non sia questo obiettivo) non escludono anzi sollecitano (e controllano) l’azione parlamentare e qui vediamo a quello che a mio avviso è il punto del contenzioso. Se l’unitarietà di un atto politico come la rivendicazione di un diritto leso è – in modo ricattatorio – subordinata all’assenza e alla rinuncia del proprio sentire etico-politico, io mi ribello. Se manifestare proprie idee anche in maniera forte disturba e quasi compromette non tanto la manifestazione di piazza in sé, quanto la tessitura di soluzioni politiche (del tipo non “disturbare il manovratore”) della cosiddetta sinistra PD o di chi si adopera per la nostra causa, ciò significa che ancora non si è capito cosa è successo e cosa è stato fatto. Intanto mi pongo una domanda: esiste una sinistra PD alternativa all’attuale gruppo dirigente e maggioritario di quel partito? E se sì, cosa e quanto conta? Cosa e quanto incide? E’ del tutto evidente che la nostra vicenda, e non solo questa ma altre di interesse molto più generale, è stata utilizzata come uno strumento per un regolamento di conti e di questioni egemoniche all’interno del PD. I parlamentari del PD che ci hanno sempre appoggiato (ma che alla manifestazione del 7 scorso si sono ben guardati di venire fuori dal Palazzo per interloquire con noi) cercando sempre una via “interna”, “istituzionale”, cosa hanno ottenuto? Forse qualcuno di loro ci ha anche rimesso politicamente e in ogni caso ciò dimostra tante cose: dal fatto che senza la lotta ogni obiettivo, che non sia minimo, non lo si raggiunge ( ma nel nostro caso avevamo accettato anche il minimo, cioè via in pensione senza TFS, i 4000 e basta, etc), al fatto che all’interno di quel partito parlare di mancanza di democrazia interna è un eufemismo, così come lo è quando si denuncia questo leader e il suo governo di scivolare verso derive autoritarie e antidemocratiche, il che proprio per la sua gravità va ben oltre Quota 96; dal ruolo del Parlamento oggi (ma quanto tempo è che il legislatore non legifera?) i cui emendamenti e le cui “vittorie” sono solo “briciole” e “contentini”, al rapporto fra burocrazia e tecnicità autoctone, europee e internazionali, e sfera della politica, questione da secoli non risolta e che certo se non è riuscito Napoleone dubito che ci riesca la botticelliana(e veltroniana) Madia (cfr. G. A. Stella, Bolli, sempre bolli, fortissimamente bolli. La guerra infinita alla burocrazia, Feltrinelli, Milano 2014, pp. 13-16): il decisionismo craxiano dell’ex sindaco di Firenze è impotente rispetto a quella che lui ha definito all’epoca “la madre di tutte le battaglie”, ma è efficace quando si tratta di avallare e di operare vere e proprie macellerie sociali (e con lui tutto il PD, anche quello di Bersani & co.). Molto ci sarebbe da discutere sull’attuale gruppo dirigente democratico: ma siamo sicuri che essere giovani e avvenenti sia sinonimo di competenza, esperienza, affidabilità e cultura? Se fosse così semplice… Siamo sicuri soprattutto di non utilizzare parole che diventano – quelle sì – puri nomina, flatus vocis, per ritornare alla questione degli universali di medievale memoria – se non hanno un contenuto e una connotazione ben precisa? Mi spiego: le parola riforme, riformismo, riformista hanno un rimando ben preciso, sia politicamente che socialmente, piuttosto che culturalmente ed economicamente. E la sbandierata centralità della scuola e del ruolo sociale e culturale degli insegnanti? Ma certo, la demagogia non è invenzione recente. Allora siamo sicuri che dire che una decisione presa, magari non discussa e dibattuta in modo articolato (in questo caso non sto “moltiplicando gli enti” e la semplificazione è dannosa) – peggio ancora solo annunciata – è una riforma solo perché si cambia? Le parole non hanno un senso ben preciso e anche quella della legge Fornero viene barattata per riforma, connotando in senso progressivo e progressista ciò che in realtà è un vero e proprio colpo di mano (al pari di tanti, nazionali e sovranazionali) totalizzante e totalitario? Ma su queste questioni occorre ritornare in altra sede e in altro momento.
    Ora, concludendo, non so cosa faranno gli aderenti al Comitato Civico Quota 96: leggendo gli interventi del suo portavoce appare una posizione non solo di reale settarismo, ma anche – cosa grave – di miopia politica (si tratta di allargare la lotta contro la controriforma Fornero, non solo sul piano “contabile” ma anche e soprattutto su quello esistenziale, di vita reale delle persone, specie di quelle che dovrebbero vedersi fuori dal lavoro per dedicarsi ad altro – ahimè il concetto statistico dell’aspettativa di vita, del si vedrà poi, del lungo periodo!!! – e di quelle che hanno bisogno di programmare il loro futuro e gettare le fondamenta della loro esistenza), nonché rivelatore di una mentalità piccolo-borghese e di calcoli corporativi e di bottega, quando leggo che alla vista di bandiere rosse, verdi, gialle e viola, non parteciperebbero! Del resto queste posizioni sono tipiche di molti insegnanti e il mondo della scuola davvero in questo senso è emblematico.
    Ma se non partecipano ora, quando lo faranno? Lo faranno o si affideranno – fiduciosi e timorosi insieme – alle sole pratiche parlamentari e alle promesse guarda caso “trasversali”, i cui esiti finora non hanno fatto altro che colpirci e anche offenderci proprio in quanto persone, nelle nostre speranze, nei nostri diritti, nel nostro essere razionali, ma anche dotati di cuore, di sentimenti, di stati d’animo?
    Non possiamo più aspettare, abbiamo bisogno di andarcene, ora, subito!!!
    Un tempo si scriveva: vietato vietare e lasciamo la paura del rosso al bestiame con le corna!

    @ Marcella

    Beh dai non ricordarmi quella primavera 2012! Magari ci incontreremo il 29: tu ci sarai?

  7. Maria Rosa scrive:

    Una piccola osservazione riguardo il “comitato organizzatore”: ovvio che devono confrontarsi ma sono rimasta scioccata quando volendo entrare ho visto che c’era una password! Tutta questa storia mi sarà comunque servita ad apprendere che forse sono occamista anch’io. Rimane ovviamente la certezza acquisita da Molière ovvero che parlo in prosa e che tutto quello che è prosa non è verso e tutto quello che è verso non è prosa : ) Scherzi a parte, bella pagina, Angelo Vannucci!

  8. quota96 scrive:

    Ciao Maria Rosa, la pagina protetta da PWD è per gli organizzatori in modo che, se ci fossero gli scazzi fra noi, non diventassero oggetto di polemica … ma di scazzi non ce ne sono perché nessuno del Comitato Civico si è accreditato per discutere le modalità.
    Io, come ho scritto più volte, me ne sono tenuto fuori. Non si potrà poi dire che con le bandiere o senza bandiere ha limitato la partecipazione. Last but not least non sono stato io a criticare “l’assemblearismo caciarone e rissoso” che non è democrazia. A parte gli scherzi, è difficile decidere in 100, 200 … chi la vuole cotta, chi cruda … e poi non era né in fondo e neppure per ultima …
    noi di questo blog dopo una breve discussione abbiamo eletto Venere e Francesco, più moderati di me a rappresentare questo blog che è si un coacervo di individui diversi, indipendenti e liberi ma che alle spalle ha un’organizzazione, un po’ anarcosindacalista, ma sempre un’organizzazione.

    Tu frequenti la pagina del CCQ molto più di me che leggo solo quanto riguarda la manifestazione … e mi interesso meno dei commenti di buon onomastico, le notizie bomba di Blasting news, o delle conte di quantisiamo, doveandiamo … due fiorini … , o delle mail strappalacrime ai politici random, hai letto di dichiarazioni, escluso Giuseppe Grasso che ha espressamente dichiarato la sua partecipazione, a favore della manifestazione da parte di chi ha diretto il blog nell’ultimo anno?
    Non è polemica, Maria Rosa, è per rimarcare che l’idea della manifestazione dei 10.000 non è nostra ma vi abbiamo aderito subito perchè è il nostro modo di esprimerci. Che poi sia con o senza bandiere, uno striscione, due o mille, tocca al Comitato Organizzatore decidere le modalità …
    intanto è uscita la data il 29, poi uscirà la piazza e il o i luoghi dove potremo manifestare, e discutendo fra persone ragionevoli, infatti io mi sono escluso, potranno trovare anche le modalità per garantire la massima partecipazione possibile.

    Io mi limito a contattare i precari, punto che reputo importantissimo e per la riuscita numerica che etica sono stato il primo nel 2012 un pensionato in + è un occupato in +. Al momento ho riscontri molto positivi dai gruppi organizzati dei #vincitorisenzacattedra e dagli #idoneiconcorsone2012, da due gruppi di precari del sud che avevo incontrato in precedenti manifestazioni al MIUR ed a Monte Citorio. Aspetto ancora una risposta da altri due gruppi molto organizzati e presenti in molte realtà … vedremo il 29 se il lavoro avrà un risultato.
    Ci vediamo in piazza,
    Franco

  9. Maria Rosa scrive:

    Ciao Franco, si capisce che la pagina protetta da password ha il fine che dici tu ma formalmente avrei preferito si trovasse un’altra soluzione (una t’chat qualsiasi, non esplicitata, avrebbe offerto lo stesso servizio. Sarò esagerata e, pur sapendo che né tu né altri prendete arie da leader (anche se magari lo siete), non posso fare a meno di ricordare come durante una manifestazione di tanti anni fa assieme a un sindacato non confederale (non i Cobas) il compagno X che assegnava striscioni e bandiere da portare si rifiutò di associarsi alla sfacchinata (lo avevo invitato con tono leggermente polemico) con un “Io, ho lavorato tutta la notte ad organizzare questa manifestazione”. Avrà avuto anche ragione ma il tono non mi piacque Si, è vero, ci sarebbe altro di cui preoccuparsi ma… Venere e Francesco vanno benissimo e ottimo il lavoro di contatto con i precari. Per il resto, peccato e mi auguro che si possa arrivare tutti assieme alla manifestazione, con qualche bandiera rossa ma dando al Comitato Civico l’importanza che il lavoro assiduo di tre anni merita.(nonostante il fastidio che certe mail strappalacrime ai politici possano dare non bisogna dimenticare che se siamo arrivati a un pelo dalla vittoria il merito è soprattutto loro). Per quanto riguarda il “10 000” Kiara ha più volte scritto che si tratta di errore di digitazione). Ci vediamo in piazza, Allah volendo.

    • quota96 scrive:

      D’accordo su tutto meno che per “il merito è soprattutto loro” … cosa dovrei dire che il fallimento della negazione del diritto da parte del Senato e del conseguente voto di fiducia alla legge di conversione alla Camera senza l’art. 1 bis di Ghizzoni e compagnia bella (🙄 ) e colpa soprattutto loro?
      Non ci sono meriti, in quanto siamo stati sconfitti, fino ad ora, ed il fallimento è da dividersi in parti uguali fra tutti!
      Continuiamo a lottare e dal 29 diamo un segno di discontinuità con o senza bandiere con identità o senza identità ma elaboriamo nuove strategie … io andrò in pensione il 1° sett 2015, ma non mi rassegno né cerco di campare e tirare avanti quest’ultimo anno, ho conosciuto e incontrato troppe storie in questi 2 anni, storie di sofferenze, costrizioni, disagi che DEVONO trovare soluzione.
      Troviamoci, lottiamo e vinceremo.
      Franco

      P.S. gli errori degli anni ’70 ci hanno portato alla sconfitta non dobbiamo ripeterli
      (@ Antonio quali siano stati non sei solo tu a deciderli e ad averne l’esclusiva)
      P.P.S. i 10.000 di Kiara li ho spiegati nella nota *** in fondo al testo di questa pagina è una sparata del giornalista non una sbruffonata. Se anche Kiara lavorerà per la riuscita della manifestazione il gap fra il numero sparato dal giornalista dell’HP e la nostra presenza unita in piazza si ridurrà e potremo far notare meglio la nostra forza a chi ci sa divisi e battuti, per ora.

  10. Maria Rosa scrive:

    Chi lotta per il giusto non fallisce mai, anche se perde! Per il resto, non ci fossero stati durante il primo anno di lotto il Comitato Civico, Ghizzoni e anche Basticò (pur non apprezzando la non capacità reattiva delle ultime due rispetto aile imposizioni del PD) saremmo già nel dimenticatoio. Solo uniti si vince e per questo ognuno deve riconoscere i “meriti” anche numerici e “temporali” dell’altro evitando di correre il rischio di mettere appunto un cappello alla manifestazione. Questo un titolo ipotetico di giornale che immagino dopo: alla manifestazione, organizzata dal CC che dal 2012 porta avanti assieme all’on. Ghizzoni la battaglia etc. etc.e dai Cobas scuola, hanno partecipato … (niente confederali né anief o snals perché ci hanno lasciati sostanzialmente soli).

    • quota96 scrive:

      Piove, governo ladro … di pensioni, niente bici, niente mare … al PC!
      Maria Rosa, se anche da te il tempo è inclemente e non hai troppo da fare …, rileggi:
      http://www.manuelaghizzoni.it/2012/02/16/quota-96/#comment-15869
      Mi rivolgevo al neo presidente del neocostituito CC tutti tesi al ricorso legale, che è andato come è andato … ma chi ha speso i soldi è un po’ più incazzato di chi è tutt’ora in servizio ma i soldi se li è mangiati e bevuti, invece di ingrassare un legale (uno solo Naso).
      Non ti pare che la situazione si ripeta? Ora Giuseppe parteciperà alla manifestazione ma ci sono altri nel CCQ96 che questa manifestazione (non mi dicano le bandiere rosse perché è tutto da decidere, con chi ci sta) la vedono come il fumo negli occhi.

      P.S. nella pagina dei link la storia completa e tutti gli interventi delle varie pagine concesse dalla Ghizzoni.

  11. Maria Rosa scrive:

    Ho letto, Franco, il ricorso legale era una delle strade e ben si è fatto a percorrerla nonostante i risultati abbiano poi confermato la specialità italiana di rimandare ad altri la decisione fino ad arrivare alla Corte Costituzionale che ha evitato di pronunciarsi in merito alla nostra questione. Personalmente ho preferito pagare piuttosto che iscrivermi a un sindacato confederale e pazienza per le 250 euro. Diversa la situazione per chi ha speso molto di più e aspetta rimborsi promessi… Definirei indegno il comportamento dei confederali e altri sindacati che non hanno “urlato” allo scandolo della riforma fornero e hanno offerto solo il contentino di ricorsi che sono stati utili soprattutto al reclutamento di tesserati. Aggiungo, e mi dispiace, che nel 2012 non ho letto grandi titoli sulla questione quota 96 scuola neanche sul sito nazionale dei Cobas. Oserei dire che ti hanno lasciato solo ma forse mi sbaglio. Solo nel 2013 ho potuto constatare di persona il contributo importante di alcuni rappresentanti dei Cobas scuola che tanto ci hanno fatto ottenere verso la fine degli anni ’80 e questo non va dimenticato come non va dimenticato il modo in cui i confederali si siano messi d’accordo per mettere fuori legge il blocco degli scrutini (blocco che non danneggiava certamente gli studenti ma solo, forse, il business legato alle vacanze. Ora, mi auguro, che i vari “direttivi” riescano a trovare un accordo per la riuscita della manifestazione.

  12. quota96 scrive:

    Anche i Cobas hanno i loro tempi … un po’ troppo lunghi😀 ma alla fine ce l’abbiamo fatta a smuoverli. Il nostro non è un direttivo ma delegati … sempre revocabili come i delegati o RSU Cobas. Io sono sempre stato per l’assemblearismo anche se alle volte è “caciarone e rissoso”, ma io sono solo vecchio anarco-comunista residuo del passato … peccato che non mi pensionino …
    :mrgreen:

  13. marcella scrive:

    Sulla pagina Facebook
    è stata data comunicazione della Manifestazione del 29 agosto.

    Non mi sembra, però, che vi sia traccia della opportunità/ utilità di segnarsi alla pagina
    http://www.antoniobusato.it/?page_id=2019

    Qualcuno, forse, potrebbe lì postare il link?
    Grazie!

  14. Francesco scrive:

    Per tutti abbiamo piazza Pantheon, vicino Montecitorio.
    Prepariamoci

  15. marcella scrive:

    Premesso che nella XVI Legislatura vi era un sol Deputato di nome Madia,
    presumo che MADIA (firmatario del primo Emendamento_Ghizzoni nel gennaio 2012 )
    sia l’attuale Ministro PA Marianna Madia.

    La stessa persona che – al mattino del 3 agosto scorso, in Commissione Affari Costituzionali al Senato – chiese la SOPPRESSIONE dell’Art.1-bis su QUOTA 96 ?!

    Con la motivazione che noi un lavoro lo avremmo ?

    Osservazioni:
    1. Forse non lo avevamo, nell’anno SCOLASTICO 2011-2012 , quando lei firmava l’Emendamento_Ghizzoni n. 6.19 finalizzato alla correzione dell’ERRORE_Fornero?

    2. Forse non è più un ERRORE, ora che il PD è al governo ?

    Ed ancora…
    3. Hanno forse un lavoro le Donne che, per effetto di quell’ERRORE , si sono viste decurtare la pensione di un buon 30% ?

    Infatti, come scrissi all’On. Ghizzoni nel segnalare la OMISSIONE, all’Art.24, del comma relativo al Comparto Scuola ,
    “Se per altri Lavoratori (donne) la penalizzazione dicono sia del 20% [fonte: Giornata Nazionale della Previdenza], per un Docente essa ammonta al 30-35% (sebbene abbia ormai 60 anni), credo per la particolare modalità di retribuzione degli Insegnanti.”

  16. marcella scrive:

    Rileggendo quanto postato, alcune parole sono saltate.
    Chiedo venia e riscrivo:

    – SOPPRESSIONE dell’Art.1-bis su QUOTA 96

    – OMISSIONE, all’Art.24 , del comma relativo al Comparto Scuola

  17. marcella scrive:

    Dall’aula di Montecitorio , resoconto stenografico :

      Allora mi dico: qual è quel Paese che a fronte di un errore commesso dai tecnici di allora, ma sostenuto dalla politica, non rimedia a quell’errore ?
    Qual è quel Paese che non è in grado, a distanza di due anni, di dare una risposta strutturale ? Perché è vero che il Presidente del Consiglio – lo aveva detto in quest’Aula – aveva dato la disponibilità del Governo in quest’Aula, al momento del suo insediamento , a trovare una soluzione strutturale, ma da quel giorno parla di tutto e non l’ho più sentito parlare della questione degli esodati o dei cosiddetti «quota 96»
    . .

  18. marcella scrive:

    Il giorno 7 agosto, in piazza Montecitorio, avevo sentito, dalla voce di un Deputato di SEL, un discorso che mi era sembrato interessante, in merito a quella COPERTURA FINANZIARIA che sembrerebbe essere la causa della mancata correzione dell’ ERRORE_Fornero (su Quota96).

    Ritrovo la medesima informazione nel Resoconto stenografico dell’Aula di Montecitorio.
    L’intervento è di un Deputato di un partito … che siede dal lato opposto.

    … a fronte di un risparmio previsto dal Ministro Fornero di circa 20 miliardi di euro in dieci anni, abbiamo visto, invece, che l’INPS – e lì i conti li ha fatti bene, salvo poi non dare mai il numero preciso delle persone coinvolte – stimava, ormai qualche mese fa, il risparmio in 80 miliardi .
    Allora io credo che, se pensavamo di recuperare 20 miliardi di euro da una riforma e ne troviamo 80, dobbiamo avere il buon senso di rimettere una parte di quelle risorse per quella soluzione strutturale che pure in Commissione lavoro avevamo trovato.

  19. marcella scrive:

    Quanto vale la parola di questo Governo , data davanti alla CAMERA dei DEPUTATI della Repubblica?

    Dal Resoconto stenografico dell’Assemblea – dopo una lunga discussione sulla correzione dell’ Errore_Fornero su QUOTA96 – si legge:

    “MASSIMO CASSANO, Sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali.
    Signor Presidente, intanto ringrazio tutti i colleghi che sono intervenuti, ma chiediamo, come Governo , il ritiro di questo emendamento, con l’impegno, così com’è stato detto dal presidente Boccia, di approvare l’emendamento nel decreto della pubblica amministrazione.

    Era luglio 2014. Dopo un mese … il 4 agosto …

    • quota96 scrive:

      Ciao Marcella, riposati dobbiamo essere in forma il 29!
      La notte dormi e non pensare agli stronzi al governo, loro galleggiano benissimo su questo mare di merda che hanno riiversato sull’Italia e per governi intendo tutti dal 48 in poi …

  20. marcella scrive:

    Ritengo sia strettamente connesso alla Manifestazione Unitaria, dunque … anche qui!

    da http://www.orizzontescuola.it/news/quota-96-unica-soluzione-copertura-finanziaria-9mila-pensionamenti

    “Di una cosa siamo certi, che la Ragioneria dello Stato continuerà a bocciare qualsiasi proposta che abbia come tetto massimo 4mila docenti, perché non è un tetto che può essere definito da una legge, a meno di non chiudere per qualche anno i tribunali.”

  21. marcella scrive:

    Ho dedicato un po’ di tempo a capire come sia nato l’emendamento divenuto, per breve tempo, Art. 1-bis
    Spero possa interessare.

    1. L’emendamento fu frutto di vari contributi; voglio cioè dire che fu riformulato, in Commissione.
    2. Il comma relativo al differimento del pagamento del TFR fu votato separatamente; i CinqueStelle, infatti, ritirarono la firma perché il testo era differente da quanto deciso in Commissione Lavoro.

  22. marcella scrive:

    L’informazione che cercavo, però, era relativa al parere del Governo.
    Ricordate che la Madia, dopo aver chiesto di SOPPRIMERE l’Art. 1-bis già votato alla Camera (con voto di Fiducia!) , aveva “escluso con fermezza che ci sia stata una marcia indietro del governo” ?
    http://www.repubblica.it/politica/2014/08/05/news/reazioni_dl_pa_quota_96-93156768/

    E così, oggi ho pensato a … gioco di parole.
    Il GOVERNO – con la voce di Maria Anna Madia – aveva dichiarato di …
    “rimettersi alla Commissione” !

    Ora, visto che le tre espressioni sono:
    A. Esprime parere contrario
    B. Si rimette
    C. Esprime parere favorevole ( usata direi di rado, su un emendamento, ché altrimenti … lo avrebbe già scritto il Governo, nel DL ) ,
    certo, il Governo non aveva dato Parere Favorevole; ma … si era RIMESSO alla decisione della Commissione!

    Perché mai, altrimenti, Ghizzoni ” Ringrazia per questo il relatore e il Ministro, che ha voluto rimettersi alla Commissione, nonché i gruppi per l’impegno comune che hanno assicurato.” ?

    Se questo non è “fare marcia indietro” , certamente è … cambiare Parere!

    Fuori dall’Aula in cui quel Parere era stato espresso.

  23. marcella scrive:

    A conclusione di seduta, ( dunque, dopo l’approvazione dell’ emendamento su Quota96 ):

    “Il ministro Maria Anna MADIA ringrazia tutti i deputati, non solo della maggioranza ma anche dell’opposizione, per il contributo fornito. Al riguardo, ritiene che il testo risultante dalla votazione degli emendamenti risulti migliorato rispetto a quello originario, approvato dal Consiglio dei ministri .

    (Sembra sia per ridere, ma … è tratto dagli Atti della Camera)


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