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GENOVA ANTIFASCISTA

GENOVA - 30 GIUGNO 2018 ★RIPRENDIAMOCI LE STRADE★

Posted by Genova Antifascista on Monday, May 28, 2018

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Quota96 residuali in servizio

LA LOTTA CONTINUA

 

 Tutti i Quota96 in pensione! Precari assunti!

 

Saranno pubblicati a tutti tutte articoli, analisi e/o proposte articolate. (devono essere firmati).

Il sito non costituisce testata giornalistica, non ha comunque carattere periodico ed è aggiornato secondo la disponibilità e la reperibilità dei materiali. Pertanto non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7/3/2001.” Le foto e i contenuti sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione dei contenuti.
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4.428 commenti on “Homepage new”

  1. quota96 ha detto:

  2. Francesco Vertillo ha detto:

    Intanto che i “giovani” post quota96, e tutti gli altri, aspettano ” l’evocato cambiamento” della contro riforma fornero, l’accordo tim-dimaio permette l’ennesimo e solito scivolamento-esodo privilegiato per 4700 dipendenti…CAMBIARE TUTTO PER NON CAMBIARE NIENTE?

  3. quota96 ha detto:

    FraVer
    https://www.tecnicadellascuola.it/il-nuovo-tetto-delle-pensioni-anche-per-i-lavoratori-cessati-nel-2012
    Altre ombre preoccupanti sui calcoli pensionistici e sull’efficienza inps…

  4. Francesco ha detto:

    Come al solito Francesco Vertillo porta buone novelle a chi non è chiaro questa ulteriore presa per i fondelli ha un significato chiaro: ci ridurranno la pensione che stiamo percependo.
    Con la vecchia norma sul retributivo una volta si andava con il 94,4% con 40 anni di contributi (2,36 per ogni anni che si lavorava) dell’ultimo stipendio, successivamente dal 1992/93 ridotto di qualche percentuale e quindi si arriverebbe al massimo sul 90% con 40 anni di contributi per chi aveva 18 anni contributivi al 1° gennaio 1996.
    Quando l'”onorevole” ministro Fornero dal 1 gennaio 2012 ha stabilito che gli ultimi anni per noi ancora con il retributivo sarebbero stati calcolati come per tutti con il contributivo, ha inserito un piccolo comma, non si può prendere, sommando la parte retributiva fino al 2011 e la parte contributiva dal 2012, più di quanto si sarebbe preso con il calcolo tutto retributivo.
    Tenete presente che chi come me e lo Spirito “nostro” era arrivato quasi a 40 anni nel 2011 e quindi gli mancava poco per essere al massimo con il retributivo, oltre a essersi sobbarcato altri 3 anni in più (altri anche 6), gli ultimi anni sono inutili, in pratica, per l’aumento sulla pensione, in quanto avevamo già raggiunto il massimo possibile ( ci mancava solo qualche mezzo punto).
    Per cui se rifanno i calcoli occorrerà restituire quasi tutta la pensione in più che abbiamo ricevuto, oltre a prendere di meno. Invece quelli che avevano quasi 36 anni al 2011 dovranno restituire di meno e avranno un ribasso minore, in quanto erano più distanti dal massimo.

  5. carla ha detto:

    Notizie deprimenti da Fraver, CHE NON CI LASCIA NEANCHE IL TEMPO DI ESSERE UN PO’ CONTENTI PER AVER RAGGIUNTO L’AGOGNATO TRAGUARDO1
    https://www.orizzontescuola.it/pensioni-dal-2019-assegni-piu-bassi-cedan-simulazione-per-eta/
    Tanto per restare sulle “buone” notizie e sui chiarimenti (???)

  6. Francesco ha detto:

    Quest’ultima notizia non riguarda chi è già in pensione, il ribasso coefficienti vale per chi deve ancora andare.Per quella precedente occorre interpretarla, in quanto dire che il sistema contributivo è più vantaggioso di quello retributivo, come si legge nell’articolo, è una sciocchezza, come tutti sappiamo e come tutte le simulazioni dimostrano.È stato modificato ilsistema pensionistico con tante modifiche per oeggiorarlo e adesso si scopre che è migliore di quello precedente. In ogni caso la parte che verrebbe ridimensionata ė quella relativa agli anni dal 2012 in poi, la parte retributiva calcolata fino al 2011 rimane invariata.

  7. Rod ha detto:

    Domani a Roma il Cosdip sara’ presente alla manifestazione nazionale contro le diseguaglianze sociali,primo importante appuntamento di piazza
    dopo l’insediamento del nuovo governo giallo-verde.
    Verra’ volantinato il nostro ultimo testo ,che sfida il governo a mantenere le promesse fatte in campagna elettorale ,a partire dall’abolizione della Buona Scuola e della Controriforma Fornero.
    I docenti del Comitato Scuola per il Diritto alla Pensione auspicano la piena riuscita dell’evento e invitano tutti quelli che possono a partecipare.
    Non saremo mai acquiescenti!
    contatti : cosdip60@gmail.com

  8. carla ha detto:

    Post di Francesco
    https://www.tecnicadellascuola.it/il-nuovo-tetto-delle-pensioni-anche-per-i-lavoratori-cessati-nel-2012
    Altre ombre preoccupanti sui calcoli pensionistici e sull’efficienza inps

  9. Vincenza ha detto:

    Finalmente esco dalla scuola! Esco senza rimpianti, senza nostalgia, con la voglia di allontanarmi in fretta da un mondo che non mi appartiene più. Ringrazio di cuore tutti voi per il conforto che mi avete dato in questi anni di penoso lavoro forzato. Vi auguro una lunga vita serena e, a coloro che sono costretti a restare ancora in servizio, auguro anche tanta pazienza e grande spirito ironico per poter sopravvivere in quella che una volta era Scuola e ora non so più cos’è!

  10. Francesco Vertillo ha detto:

    A parte la fine della pacchia per le ong, le crociere per i migranti, e tante altre amenita’ del caz.o, la cosa piu’ preoccupante e’ che durante il primo intervento da ministro delle interiora, pardon, degli interni, un segretario di partito al 17% dei votanti, e non degli italiani, vice presidente del consiglio e “coniuge per contratto” con dimaio, parli a nome degli italiani, anzi del popolo italiano!!! Ma chi lo ha “delegato”? E mentre i suoi lo applaudivano, la cosiddetta opposizione ascoltava rincoglionita, pardon, basita…
    Mi ricorda, tragicamente, qualcuno affacciato ad un balcone, e non e’ certo Cettolaqualunque!

  11. Francesco ha detto:

    Chi riesce a trovare il famoso elenco dei parlamentari che hanno bocciato emendamento contro di noi Q96 nel 2014?

  12. quota96 ha detto:

    Crolla il bluff “né di destra né di sinistra, né fascisti né antifascisti” dei 5 Stelle: è un governo reazionario, xenofobo, razzista, sessista e omofobo, quello di fatto guidato da Salvini

    Hanno tuonato per anni contro i presidenti del Consiglio non eletti e poi hanno installato un “signor Nessuno” senza alcuna autonomia; avevano strepitato contro gli accordi tra Renzi e Berlusconi e hanno stipulato un “contratto” tra partiti che si sono demonizzati per anni; avevano strillato per gli “inciuci” contro il popolo sovrano, ed hanno incollato al governo due partiti presentatisi agli elettori in schieramenti contrapposti. Ma questo sarebbe solo l’ennesima dimostrazione dell’ultrasecolare trasformismo italico, se poi il tutto non si fondasse sul programma della Lega, forza dominante di un governo che, oltre a storici rappresentanti della “casta” come Savona, Moavero e Tria, propone figure di bassissimo profilo che dovranno eseguire il programma di una formazione reazionaria, in perfetta sintonia con l’ultra-destra di Le Pen, Orban, dei governi polacchi ed austriaci. Si tratta di una versione moderna del nazionalismo reazionario che non abbisogna più di dittature ma che propone in tutta Europa chiusure nazionalistiche, sovranismo velleitario, xenofobia, odio verso i “negher”, sessismo, omofobia, disprezzo della cultura, del sapere, della conoscenza competente, culto delle armi e della sottomissione del debole e del “diverso”; con in più l’ultra-liberismo e il mito della “fabbrichetta”, del “farsi da sé” sulla pelle degli altri e del non pagare le tasse.Sono bastate due settimane di governo e le illusioni di coloro che, da sinistra e per avversione (giustificata) verso il PD e Renzi, avevano preso sul serio le promesse dei 5 Stelle, sono state brutalmente travolte. I leghisti di Salvini, usando spietatamente i migranti dell’Aquarius, già distrutti dalla prigionia in Libia organizzata dal precedente governo PD, e pur partendo da un 17% di voti, stanno divorando quello strano “animale” a 5Stelle, che si presupponeva (Di Battista dixit) “nè di destra nè di sinistra, né antifascista perché il fascismo è morto e sepolto”: che, pur con il doppio di eletti/e, nel giro di dieci giorni ha sottoscritto l’intera piattaforma anti-immigrati di Salvini, con Toninelli che ha controfirmato la chiusura dei porti e Di Maio che ha confermato “l’assoluta identità di vedute nel governo sul tema immigrazione.”

    Ma l’aspetto reazionario del governo Salvini-Di Maio non riguarda solo la politica sull’immigrazione. C’è l’oscena legge “per la legittima difesa”, che introduce la pena di morte senza processo, autorizzando i “benpensanti” a sparare su chiunque si introduca nelle proprie case; c’è la flat tax, che ridurrebbe sensibilmente le tasse ai ricchi massacrando le già poche risorse per i servizi sociali; c’è una concezione forcaiola delle libertà civili e repressiva dei conflitti, come promette l’ incubo di Salvini al Ministero degli Interni; c’è il blocco della riforma della giustizia e il trionfo della logica manettara alla Davigo “non esistono gli innocenti, sono solo colpevoli non ancora smascherati”, con il dilagare di “agenti provocatori di Stato”, premi ai delatori, costruzione di parecchie nuove carceri; c’è l’omofobia e il sessismo aperto del ministro Fontana per il quale le diversità di orientamenti sessuali vanno semplicemente cancellate; ci sono i legami con l’Internazionale europea, razzista, sessista e xenofoba e fascistoide. C’erano poi le mirabolanti promesse di cancellare la legge Fornero, la “Buona scuola”, il Jobs Act e di dare il mitico “reddito di cittadinanza”, che tanto interesse e attese avevano suscitato in vasti settori popolari e salariati. Ma gli ottimi rapporti stabiliti con le organizzazioni padronali ci fanno prevedere che nulla di serio verrà toccato né sulle pensioni né sulle leggi sul lavoro. E come i 5Stelle vogliano difendere i lavoratori/trici dalla precarietà lo abbiamo già visto nel conflitto, con i COBAS in prima fila, nelle Telecomunicazioni dove, al di là delle chiacchiere sul “reddito di cittadinanza”, circa 30 mila addetti subiranno per l’ennesima volta tagli salariali e precarietà per un accordo esaltato dai 5 Stelle come esempio dei “nuovi rapporti di lavoro”. In quanto poi alla “buona scuola” qualcuno/a può seriamente credere che Bussetti, dirigente dell’USP di Milano e dell’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia e già preside “distaccato”, che in questi anni ha fedelmente applicato la Legge 107, possa buttare per aria i poteri assegnati ai capi di istituto, i bonus, l’Alternanza scuola-lavoro e i quiz Invalsi? Non basta vedere come siano sparite le promesse di rendere giustizia alle maestre diplomate magistrali fatte da Lega e 5Stelle, quando ora Pittoni (responsabile scuola della Lega) dice che “è troppo tardi ora per sanare adeguatamente la situazione, ci doveva pensare prima la Fedeli”?
    Ci sono poi due vicende altamente indicative dell’attuale clima politico. La prima riguarda la costruzione dello stadio della Roma. Il “dominus” della corruzione, Lanzalone, fa parte della lunga serie di “tecnici” senza scrupoli che, su mandato di Casaleggio, Di Maio, Bonafede, e Fraccaro, i tre ministri principali 5Stelle del governo, hanno imposto alla sindaca Raggi. C’è infine l’intollerabile voto del Consiglio comunale di Roma per intestare una strada al boia Almirante. Qui non si giocava la sopravvivenza del governo e men che meno della giunta Raggi che ha una maggioranza schiacciante al Comune. Semplicemente i consiglieri 5 Stelle hanno condiviso il peana della Meloni per Almirante, l’uomo delle leggi razziali, l’esaltatore del razzismo come segno patriottico, presentato come un “fondatore della patria, uno dei politici italiani più importanti e meritevoli del secolo scorso”. E, in linea col Di Battista dell’”antifascismo non ha senso perché il fascismo è morto” hanno votato per dare gloria ad Almirante. Che poi qualcuno abbia richiamato all’ordine gli sciagurati, avendo percepito l’effetto mediatico, non cambia la sostanza.

    Insomma, per tutti questi validissimi argomenti i COBAS dichiarano la loro avversità a questo governo e lo combatteranno nei prossimi mesi almeno come abbiamo fatto nei confronti di tutti i governi di centrodestra e centrosinistra degli ultimi anni.

    Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS

    18 giugno 2018

  13. Francesco Vertillo ha detto:

    Qualcuno e’ riuscito a trovare cedolino noi p.a. per arretrati contrattuali?


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